PESCARA – E’ stato ieri il capo di Gabinetto della Questura, Sandro De Angelis, il primo a ricevere, all’ospedale San Salvatore dell’Aquila il vaccino AstraZeneca.

Una test in attesa della fase due della campagna di vaccinazione, questa volta per gli under 55, visto che il vaccino AstraZeneca ha contro indicazioni per chi ha una età superiore.

Finora di vaccini AstraZeneca ne sono arrivate in Abruzzo 5.400 dosi, e si sono aggiunte nuove dosi dosi Pfizer-Biontech, per 10.530 dosi.

Venerdì, nella consueta riunione della Cabina di regia nazionale, si deciderà se l’Abruzzo tornerà in zona arancione, ed è purtroppo l’ipotesi più concreta.

È ancora l’area metropolitana Pescara Chieti la zona d’Abruzzo più colpita dalla fase attuale dell’epidemia. Il virus, complice la diffusione della variante inglese, sta infatti circolando rapidamente. Oggi, ad esempio, del totale regionale dei contagi recenti, il 90% riguarda proprio le province di Pescara e Chieti.

Sono 241 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra i 3 mesi e i 94 anni, emersi dall’analisi di 3.062 tamponi molecolari e 4.228 test antigenici: il tasso di positività è pari al 3.3%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 45.833.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 8 nuovi casi e sale a 1,526, di età compresa tra 47 e 101 anni: 4 in provincia dell’Aquila, 3 in provincia di Chieti e 1 in provincia di Teramo. Del totale odierno 2 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni scorsi e comunicati solo oggi dalla Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 33.558 dimessi/guariti (+438 rispetto a ieri).

Le località con più nuovi casi sono ancora una volta Pescara, con 44 casi e Chieti, 29. Poi ci sono Montesilvano (15), Lanciano (15), Vasto (18) e Città Sant’Angelo (11).

Del totale dei casi positivi, 12.440 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+6 rispetto a ieri), 10.781 in provincia di Chieti (+92), 10.515 in provincia di Pescara (+124), 11.541 in provincia di Teramo (+24), 382 fuori regione (+2) e 174 (-7) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 37, di cui 2 in provincia dell’Aquila, 14 in provincia di Pescara, 16 in provincia di Chieti e 5 in provincia di Teramo.

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 10.749 (-205 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 655.028 tamponi molecolari (+3.062 rispetto a ieri) e 122.411 test antigenici (+4.228 rispetto a ieri).

491 pazienti (+4 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 51 (+2 rispetto a ieri con 5 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 10.207 (-211 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Mentre uno dei problemi principali è rappresentato dalle scuole – a Pescara sono tutte chiuse in base ad un’ordinanza del sindaco e altri Comuni, come Cepagatti, hanno fatto lo stesso – a Montesilvano fa discutere il fatto che tutti i 1.300 alunni e i docenti di un istituto siano finiti in quarantena per una decina di casi di Covid-19.

Si tratta della scuola primaria e secondaria di primo grado “Silone” – plesso di Villa Carmine, dove da ieri si susseguono le proteste, non solo da parte dei genitori, ma anche da parte del sindaco, Ottavio De Martinis, che parla di un provvedimento incomprensibile. Tra l’altro, per domani, è previsto l’avvio dello screening massivo su tutta la popolazione scolastica di Montesilvano. Inizialmente i soggetti finiti ieri in quarantena non avrebbero potuto partecipare alla campagna, ma il sindaco, dopo un’interlocuzione con la Asl, ha ottenuto il consenso. Le attività prenderanno il via domani al Pala Dean Martine e si concluderanno venerdì.

“Lo screening sarà estremamente utile perché ci darà un dato oggettivo – dice De Martinis – Almeno capiremo se è giusto che tutta la scuola sia finita in quarantena. A mio avviso non è la scelta giusta, perché molti bambini oggi sono dovuti rimanere con i nonni, mentre i genitori erano a lavoro e questo aumenta i rischi. In ogni caso attendiamo gli esiti dello screening”. La Asl, nella nota con cui ha disposto la quarantena, ricorda le quattro classi già in quarantena, i cinque alunni già risultati positivi al tampone molecolare, tre alunni e un docente positivi al test antigenico e in attesa di molecolare, diversi casi di alunni con sintomatologia compatibile con il Covid-19.

PIETRUCCI: “A PESCARA RECORD CONTAGI, PERCHE’ REGIONE NON INTERVIENE?”

“Peggiora in modo drammatico la situazione dei contagi a Pescara: la provincia registra la terza più grave  incidenza settimanale d’Italia con incrementi pazzeschi di estrema pericolosità. Eppure la conseguenza è che la Regione non interviene. Perché?”.

Così il consigliere regionale del Partito democratico, l’aquilano Pierpaolo Pietrucci.

“Avevamo lanciato un allarme già la settimana scorsa analizzando i numeri da capogiro dell’Istituto Superiore di Sanità – incalza Pietrucci -: se nella prima settimana di gennaio nel pescarese i nuovi casi erano stati 229, nella prima settimana di febbraio i contagi erano stati 968. Quadruplicati in un solo mese! Eppure con l’Ordinanza del 5 febbraio il Presidente della Giunta ha disposto la zona rossa per Tocco da Casauria, Atessa e San Giovanni Teatino e uno “stretto monitoraggio” per Chieti e Francavilla. Perché non avviene lo stesso per Pescara che aveva ed ha numeri molto più preoccupanti? Perché non si prevede una zona rossa per Pescara come si sarebbe dovuto fare quest’autunno per L’Aquila? Si pensa forse che la chiusura di tutte le scuole comunali decisa dal sindaco Masci sia sufficiente? Perché si rischia di estendere i contagi, di aumentare l’incidenza e l’Rt e di portare l’intero Abruzzo in zona arancione?

“E se Marsilio – col conforto del CTS – prevede o teme questo scenario, perché non agisce subito coinvolgendo le categorie interessate (a partire da ristoratori ed esercenti alle prese con ordinativi, scorte ed approvvigionamenti) in vista del weekend e di San Valentino? E perché non dice nulla ai gestori di impianti sciistici che – da norme nazionali – prevedono di aprire il 15 febbraio? Insomma, questa inerzia è pazzesca: alimenta un pericolo di contagio, genera incertezza nel sistema economico, crea confusione nell’opinione pubblica perché non c’è coerenza tra i dati dei contagi e le misure da prendere. Chiedo a Marsilio di assumersi le sue responsabilità, prendendo le decisioni necessarie, senza alimentare demenziali polemiche col governo e nell’interesse degli abruzzesi”