L’AQUILA – Tutto esaurito e boom di prenotazioni, con il “via libera” nel primo fine settimana in giallo, in gran parte d’Italia. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti in merito alla ripartenza con servizio al tavolo o al bancone di 293mila fra ristoranti, pizzerie, bar e agriturismi sopravvissuti alle chiusure dei mesi scorsi, con almeno 7 italiani su 10 a pranzo fuori tra le giornate di ieri e di oggi. Uscite, queste, che in varie località abruzzesi hanno creato qualche problema di affollamento per le vie dei centri storici, richiedendo quindi l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine. All”Aquila, per esempio, ma anche a Pescara.

All’Aquila, in particolare, complice la bella giornata primaverile, le strade si sono riempite di persone a passeggio e di giovani che hanno approfittato delle ore pomeridiane per l’aperitivo, non rispettando il distanziamento e, in alcuni casi, tenendo le mascherine sotto il mento. Diverse le segnalazioni e i post di denuncia sui social.

Tante le persone a passeggio lungo le vie dello shopping anche a Pescara, dove sono stati presi d’assalto i locali della zona di piazza Muzii, distretto food and beverage più grande d’Abruzzo. In quella zona c’è stata anche una rissa, poi sedata dalle forze dell’ordine: tre giovani saranno denunciati, uno è rimasto ferito. Sanzione e chiusura per un locale che ha consentito l’accesso a più clienti di quelli consentiti.

Da metà pomeriggio hanno preso il via gli aperitivi, andati avanti fino a poco dopo le 18, quando le forze dell’ordine hanno chiesto ai clienti di lasciare i tavoli. Tanti i gruppi di ragazzi, spesso con mascherina abbassata, ancora in piazza dopo l’orario di chiusura delle attività. In Abruzzo, oltre al divieto di assembramenti, da oggi vige il più restrittivo divieto di aggregazione, per effetto di un’ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione, Marco Marsilio.

Il tutto, proprio nel giorno in cui, a causa dell’aumento dei contagi, è stata disposta la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado.

In base al bollettino di ieri, l’Abruzzo ha infatti registrato un’impennata di casi: 509, di cui 303 nella provincia di Pescara e 113 solo nella città adriatica. Nelle ultime 24 ore, invece, i contagi sono stati 436, di cui 161 a Pescara. Un aumento di positività che ha indotto il sindaco del capoluogo Carlo Masci, a firmare l’ordinanza che prevede la sospensione della didattica in presenza dall’8 al 16 febbraio prossimi in tutto il territorio comunale.

“Da mesi siamo impegnati senza risparmio sul fronte della pandemia da Covid-19, adottando ogni possibile precauzione e accorgimento per confinare il raggio d’azione del contagio. La scienza ha indicato i fattori di rischio e le contromosse operative, a noi amministratori compete l’applicazione delle misure sia in chiave preventiva sia di profilassi – ha scritto il primo cittadino di Pescara nella lettera sull’ordinanza inviata al governatore della Regione Abruzzo Marco Marsilio -. Come Lei sa perfettamente, la Città di Pescara non ha lesinato né iniziative né energie nella difficile lotta al coronavirus, che si è manifestato in diverse ondate. In quella che stiamo attraversando, a tutela della nostra comunità si è già resa necessaria la sospensione per due settimane dell’attività didattica nelle scuole superiori, surrogata dalla formula delle lezioni a distanza, proprio per andare ad agire sulle cause di veicolazione e di contagio che investono non solo gli istituti, ma anche il sistema dei trasporti e le occasioni di assembramento prima e dopo l’attività in classe”.

Scuole chiuse anche a San Giovanni Teatino, alla luce dei recenti dati epidemiologici, che rilevano un forte e costante aumento dei contagi soprattutto nell’area metropolitana, e sulla base dell’Ordinanza regionale del 5 febbraio 2021, che ha rilevato sul territorio comunale un Rt pari all’1,28%, istituendo un regime di zona rossa.

In particolare, il sindaco Luciano Marinucci ha deciso di sospendere in via precauzionale le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado del territorio per tutta la durata dell’ordinanza regionale, e cioè fino al 13 febbraio 2021, salvo proroghe dettate dal persistere dell’emergenza. Da lunedì 8 febbraio, inoltre, riprenderà l’attività di screening di massa nei locali del Centro Anziani di Via Garibaldi, dalle ore 9 alle ore 12.30 e dalle ore 15 alle ore 18.30.

“Questi sono giorni difficili – ha spiegato il primo cittadino – e l’aumento dei contagi nel mio territorio mi spinge a prendere una decisione sofferta, ma che nasce da diverse considerazioni, prima fra tutte che attualmente abbiamo diverse classi in quarantena nei nostri plessi scolastici. Ho sentito anche il prefetto e i sindaci dei Comuni limitrofi, i quali mi hanno confermato una situazione preoccupante. In un regime di zona rossa, decretato dalla Regione Abruzzo di concerto con il Comitato Tecnico Scientifico, ho ritenuto necessario in via precauzionale stabilire la sospensione delle attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado sul territorio di San Giovanni Teatino, dall’8 al 13 febbraio, salvo proroghe dettate dal persistere dell’emergenza. Da lunedì, inoltre, riprenderemo con gli screening di massa, ancora nel Centro Anziani di Via Garibaldi. È fondamentale che i miei concittadini continuino a rispondere con forza alla campagna dei tamponi: assieme alle fondamentali regole di igiene e distanziamento sociale, i test sono fra le armi più efficaci che abbiamo per combattere il virus. Invito soprattutto le famiglie con bambini sopra i sei anni a sottoporsi al tampone: è veramente fondamentale isolare gli asintomatici, soprattutto in questo momento”.

Sono quaranta, intanto, le positività emerse ieri nel Chietino nel corso dello screening organizzato in 14 Comuni della Provincia.

Un surplus di traffico per la piattaforma informatica nella quale confluiscono dati e referti, con 100 linee impegnate contemporaneamente che in alcuni momenti sono andate in sovraccarico creando rallentamento nelle operazioni di registrazione. A tal proposito va precisato che potrà esserci il ritardo di qualche ora nell’invio del Sms con l’esito del test, che però non deve suscitare preoccupazione nei cittadini, perché i positivi vengono comunque chiamati per telefono affinché possano eseguire subito il controllo con il tampone molecolare.

Questi i numeri aggiornati alle 18.30: Casalbordino 319 tamponi (0 positivi); Chieti 2.241 tamponi ((14 positivi); Civitella Messer Raimondo 90 tamponi (0 positivi); Fossacesia 282 tamponi (0 positivi); Lanciano 1.584 tamponi (8 positivi); Lentella 148 tamponi (0 positivi); Monteodorisio 223 tamponi (0 positivi); Ortona 137 tamponi (0 tamponi); Palmoli 78 tamponi (1 positivo); Roccamontepiano 288 tamponi (0 positivi); Roccascalegna 256 tamponi (3 positivi); Taranta Peligna 71 tamponi (0 positivi); Tollo 305 tamponi (3 positivi); Torrevecchia 504 tamponi (10 positivi); Vasto 1.710 tamponi (1 positivo)

Nei prossimi giorni l’attività di testing proseguirà nei Comuni a più alto rischio epidemiologico. Da lunedì si ripartIRà nelle sedi precedentemente utilizzate sia a Francavilla con 4 linee di attività che a San Giovanni Teatino, con 2 linee.

Da martedì sarà la volta di Chieti, dove resterà attiva la postazione presso l’Uccp di via Valignani, nell’ex SS. Annunziata, con 3 linee di attività.

Per quanto attiene alle scuole, lo screening precedentemente programmato subisce una rimodulazione alla luce dell’ultima ordinanza emanata dal presidente Marsilio. Gli alunni della scuola secondaria di II grado saranno sottoposti a test nei primi giorni di rientro in classe, ma nel mentre i dirigenti scolastici sono potranno invitarli a recarsi presso le postazioni che rimarranno attive per lo screening di massa. Per i ragazzi delle scuole elementari e medie, invece, resta valida l’indicazione a sottoporsi a tampone antigenico in compagnia dei genitori nelle giornate di Screening.

IL BOLLETTINO DI IERI

Nelle ultime 24 ore si sono registrati in Abruzzo 436 nuovi casi, di età compresa tra 5 mesi e 99 anni, su 4.756 tamponi molecolari e 8.827 test antigenici.

Sale il bilancio dei pazienti deceduti che dai 4 di ieri passano 11, mentre si registra una sola persona guarita.

Gli attualmente positivi invece sono 10.976, più 424 rispetto a ieri, di cui 470 ricoverati in area medica (+9), 51 ricoverati in terapia intensiva (+1) e 10.455 in isolamento domiciliare (+317).

Dei nuovi positivi di oggi, 157 in provincia di Chieti, 25 in provincia dell’Aquila, 161 in provincia di Pescara e 87 in provincia di Teramo, più 6 casi con residenza in accertamento sono stati attribuiti alle province di appartenenza.

ZONE ROSSE ABRUZZO, VIETATO USCIRE O ENTRARE ANCHE PER LAVORO

Nelle tre località abruzzesi inserite in zona rossa – San Giovanni Teatino, Atessa (Chieti) e Tocco da Casauria (Pescara) – è vietato entrare e uscire dai confini comunali anche per motivi di lavoro. Lo si può fare solo con apposita autorizzazione del sindaco.

E’ questa l’interpretazione dell’ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, secondo quanto riferito all’Ansa da esponenti del Gruppo tecnico scientifico (Gts) regionale, cioè l’organismo che ha fornito indicazioni per la stesura del provvedimento.

Già da ieri i sindaci sono sul piede di guerra proprio per quanto riguarda gli spostamenti legati alle motivazioni di lavoro.

I primi cittadini di Atessa e San Giovanni Teatino, in una nota ufficiale in cui chiedevano chiarimenti, hanno autorizzato l’entrata e l’uscita per motivi di lavoro. L’ordinanza, nell’istituire la zona rossa, si rifà all’articolo 3 del Dpcm del 3 dicembre 2020, ma inserisce ulteriori restrizioni, prevedendo solo poche deroghe.

Proprio per questo gli stessi esponenti del Gtsr parlano di “zona rossa rinforzata”. Intanto il sindaco di San Giovanni Teatino, Luciano Marinucci, vista l’istituzione della zona rossa e considerando il “forte e costante aumento dei contagi soprattutto nell’area metropolitana”, ha sospeso in via precauzionale le attività didattiche in presenza fino al 13 febbraio.