L’AQUILA – Meno di ieri, ma sempre altissimo il numero dei contagi odierni in Abruzzo: 478 nuovi casi, di età compresa tra 1 e 94 anni. Sono 3.537 i tamponi effettuati ieri.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 2 nuovi casi e sale a 556. Si tratta di un 69enne della provincia di Pescara e di una 78enne della provincia dell’Aquila.
Dei nuovi casi, 237 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 108, di cui 23 in provincia dell’Aquila, 5 in provincia di Pescara, 15 in provincia di Chieti e 65 in provincia di Teramo.
E’ la provincia di Teramo a far registrare più nuovi casi in Abruzzo nelle ultime 24 ore: sono 237 i contagi recenti. Con 2.935 casi complessivi, il Teramano supera così il Pescarese e arriva in seconda posizione dopo L’Aquila.
Tra le località con più nuovi casi, in testa c’è Montorio al Vomano (Teramo), con 106 contagi recenti; il comune è interessato da un imponente focolaio che va avanti da giorni. Al secondo posto c’è L’Aquila, con 43 nuovi casi. Seguono Teramo (31) e Avezzano (26).
Tra le altre località con più casi vi sono altri due comuni del Teramano: Giulianova (16) e Sant’Egidio alla Vibrata (10). A livello provinciale in testa c’è ancora L’Aquila, con 3.335 casi (+138 rispetto a ieri): l’Aquilano, sempre rimasto ultimo nella fase primaverile della pandemia, nei giorni scorsi ha superato il Pescarese (2.888, +24) – a lungo considerato il territorio più colpito nel centro Sud Italia – che con il sorpasso del Teramano è ora in terza posizione. In coda c’è il Chietino (2.099, +60).
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3.872 dimessi/guariti (+18 rispetto a ieri).
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 7.091 (+458 rispetto a ieri).
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 294.594 test , 401 pazienti (+20 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 33 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 6.657 (+447 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
“I nostri ospedali hanno saturato la capacità di assorbimento dei malati. I posti nei reparti di Malattie infettive sono finiti, dobbiamo prendere decisioni dolorose e sottrarre spazi di cura ad altre patologie per dedicarli a persone che, altrimenti, come già accade, rimangono sulle ambulanze”.
Così, a “I numeri della Pandemia” su SkyTg24, il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, parlando, più in generale, di una “situazione molto critica” perché in Italia “abbiamo tutti difficoltà ad ospedalizzare altri malati”.
Anche in ragione di questa emergenza il sindaco dell”Aquila, Pierluigi Biondi, ha chiesto un ospedale da campo all’esterno del San Salvatore per alleggerire il carico di lavoro del Pronto soccorso e degli operatori dell’emergenza, particolarmente sollecitati a causa della pandemia da coronavirus.
L’ospedale di Avezzano rivede intanto la sua organizzazione in funzione anti-covid, spostando ambulatori e servizi attraverso modifiche logistiche.
La medicina, al terzo piano, è stata trasformata in reparto covid, al fine di decongestionate il pronto soccorso, affollato di pazienti in attesa di trovare un posto letto per il ricovero.
Al primo piano, già da ieri, funziona l’area grigia, riservata ai pazienti positivi al covid che attendono il secondo tampone di conferma. Questa area è composta di stanze, dotate di servizi igienici, che ospitano un solo paziente al fine di garantire l’isolamento fisico.
A seguito all’istituzione della zona grigia è stata modificata l’ubicazione degli ambulatori. Alcuni sono stati ricollocati in altri punti dell’ospedale di Avezzano, altri trasferiti in quelli di Tagliacozzo e Pescina, come l’ambulatorio per la piccola chirurgia che opererà in condizioni di sicurezza per pazienti e operatori sanitari.
Le parole di Marsilio scatenano l’ironia del capogruppo del Pd in Regione Silvio Paolucci, che ricorda postando articoli di Abruzzoweb come il presidente aveva detto, giorni fa, che “il sistema sanitario abruzzese reggeva meglio di altre regioni”.
Nessuna contraddizione per l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì.
“Tra venerdì pomeriggio e domenica (dunque dopo le mie dichiarazioni e quelle rilasciate sullo stesso argomento e nello stesso giorno dal presidente Marsilio), in Abruzzo sono stati ricoverati complessivamente 66 pazienti con tampone positivo al Covid. E’ stata questa improvvisa e imprevedibile impennata ad aver saturato i posti letto che erano stati riservati all’emergenza, così come riferito dal Presidente ieri sera: questo, però, non significa che nei nostri ospedali non ci sia più posto per accogliere i malati. Sono infatti immediatamente scattati i protocolli di sicurezza per la rimodulazione temporanea dei posti letto in altri reparti della nostra rete, così come avvenuto nella prima fase dell’emergenza”.
Parole di fuoco contro Marsilio, Biondi, e in generale i presidenti di regione, da parte dell’ex sindaco dell’Aquila ed ex-parlamentare Massimo Cialente, del Partito democratico, medico pneumologo, nelle ore in cui governo e regioni portano avanti trattative ad oltranza per decidere i contenuti dell’imminente dpcm del premier Giuseppe Conte, necessario a frenare un epidemia fuori controllo e che in Italia ha fatto già 38.826 morti, 298 solo ieri.
“Il nostro sindaco, pur sapendo bene da giorni che siamo uno dei focolai più incontrollati d’Italia, perché gli è stato detto e ridetto, va alla manifestazione per dire che è contro la chiusura dei locali. Bene, ma che sta facendo? Quale è l’alternativa? Marsilio ieri ha detto che va tutto bene, Abruzzo da Manuale delle giovani marmotte. Peccato che in tutta la città dell’Aquila nelle farmacie abbiamo meno di dieci bombole di ossigeno, e che ieri, sabato, alcuni pazienti non l’hanno trovata”.
Emergenza anche nella Marsica con 104 nuovi casi, di cui 26 di Avezzano. Hanno superato poi i 50 casi Celano, Trasacco e Capistrello e Collelongo. Anche l’ospedale di Avezzano è al collasso: manca il personale e due aree dell’edificio sono state sgomberate per far posto ai pazienti Covid.
Dramma all’ospedale di Sulmona: come riferisce Il Centro, un 46 romeno che ha dovuto attendere l’esito del tampone in ambulanza, con febbre alta e difficoltà respiratorie, ucciso da un arresto cardiaco nel reparto di Rianimazione.
All’ospedale Covid di Pescara sono invece 18 i posti letto 72 nel reparto Infettivi e Pneumologia, che ha capienza di 174 posti.
Tra le vittime del covid, Giulianova piange il professor Luigi Corini, 73 anni, ricoverato in un ospedale di Roma. Quarta vittima a Montorio al Vomano, dove è morto a 71 anni lo storico postino Luigi Di Giacomantonio.
Ultime vittime a L’Aquila sono Antonina Mattiozzi, di 89 anni, Albina Calabrese, 97 anni e Aldo Pettinari 78 anni.
“Purtroppo – prosegue Marsilio – sono state fatte scelte sbagliate che ci hanno messo in condizione a ottobre di non essere pronti. Abbiamo decine di posti di terapia intensiva e di sub-intensiva, ma per quattro mesi non ci hanno fatto fare i lavori per realizzarli. Quando arriveranno, dopo Natale, sarà tardi e comunque la nostra capacità di resistenza attuale si sta già esaurendo”.
“Stiamo facendo i salti mortali per dimezzare i tempi – dice ancora il governatore – Da maggio si sa che sarebbe arrivata la seconda ondata e che l’autunno sarebbe stato il periodo più delicato. Siamo arrivati a novembre senza le strutture che servivano perché abbiamo perso quattro, cinque mesi a causa della burocrazia. Adesso paghiamo tutto questo”, conclude il presidente della Regione Abruzzo.
Duro il commento del capogruppo Pd Silvio Paolucci, che ha dichiarato: “Marsilio venga a riferire in V Commissione qual è la reale situazione dell’Abruzzo sul fronte covid. È impensabile che per giorni l’esecutivo minimizzi sia sulla gestione sia sulla disponibilità dei posti letto, salvo poi prendere improvvisamente coscienza della gravità della situazione per bocca del Presidente, che ieri non solo ha dichiarato satura la capacità di assorbimento dei malati da parte delle strutture sanitarie regionali, ma ha anche detto che ci si prepara a dover prendere decisioni dolorose e sottrarre spazi di cura ad altre patologie per assicurare spazi e cure ai malati. Ma fino a ieri Marsilio, dove ha vissuto? Come fa a dichiarare il 31 ottobre che tutto è sotto controllo e smentire se stesso il giorno dopo, 1 novembre? E soprattutto, venga a riferire in Commissione, perché questa situazione dà ragione alle denunce inascoltate che come centrosinistra da tempo facciamo sull’assenza di governance regionale della sanità e sulle relative falle nel tracciamento del virus e per le quali abbiamo chiesto una Commissione salute urgente, un confronto dentro le Istituzioni per avere dati credibili e verificabili”.
“Si tratta di chiarimenti urgenti, anche perché proprio a conferma di queste lacune, oggi sulla stampa il Comitato tecnico scientifico che supporta il Governo nelle scelte inerenti i provvedimenti per ridurre i contagi da coronavirus, indica l’Abruzzo fra le Regioni ad alto rischio, con indice Rischio di Trasmissione non valutabile – ribadisce l’ex assessore alla Sanità – La Regione è collocata fra quelle dove la situazione è da monitorare attentamente per via della sua gravità o per la mancanza di una cognizione precisa, altro che terza regione con le migliori risposte d’Italia come il presidente vantava, prima di smentirsi clamorosamente con l’appello di ieri”, aggiunge.
“Il centrosinistra ha già chiesto che l’esecutivo venga a riferire in Commissione a che punto è l’attuazione delle azioni annunciate nella riunione del 29 settembre, ma ora è indispensabile che sia Marsilio a dire cosa sta facendo e cosa ha fatto in questi mesi e, soprattutto, quale rischio abbiamo realmente e qual è il reale grado di saturazione delle strutture sanitarie, visto che il suo dietrofront è gravissimo e allarmante sia per la comunità che per chi sta operando in trincea. A tale proposito dica anche qual è l’indice di impiego delle risorse umane che ci risulta sia notevolmente basso rispetto a quanto necessario, nonostante le importanti risorse messe a disposizione dal Governo nazionale”.
“Tutto questo perché si devono tutelare i pazienti, ma anche chi opera, potenziando il personale dedicato e mettendolo in condizioni di lavorare in sicurezza. Sulla sanità serve una gestione seria, specie in tempo di pandemia, cosa che il governo regionale di centrodestra non ha assicurato se chi la guida oggi si contraddice così clamorosamente. Ma stiamo scherzando? Il diritto alla salute e soprattutto alla vita, non è uno scherzo, Marsilio ne prenda atto e la Regione si muova, faccia tutto quello che deve fare, impiegando le risorse, prendendo decisioni positive, potenziando la rete ospedaliera in termini di organici e spazi, nonché le strutture territoriali come da più parti, da mesi, stiamo chiedendo. Bisogna assicurare servizi alla comunità e certezze che fino ad oggi non abbiamo visto: il governo regionale di centrodestra in questi quasi due anni di lavoro ha fatto solo tavoli e annunci, si è arenato di fronte alle emergenze e sulle cose concrete, come la pandemia, ha latitato: a denunciarlo è lo stesso Presidente della Regione che in 24 ore sulla rete covid in Abruzzo è stato capace di dire due cose esattamente opposte che minano non solo la sua credibilità ma quella dell’intera Istituzione che rappresenta”, conclude Paolucci.
Altri due casi all’interno degli uffici del Comune di Teramo, si tratta dell’assessore Antonio Filipponi, risultato positivo al tampone del coronavirus eseguito a seguito dei sintomi presentati nella tarda mattinata di sabato, e di un dipendente dell’ufficio commercio.
A comunicarlo, lo stesso ente con una nota, in cui si precisa che, con molta probabilità l’origine del contagio dell’assessore “è di carattere familiare”.
“Entrambi, come gli altri limitati casi riscontrati nelle scorse settimane, sono in isolamento domiciliare e in buone condizioni di salute – si legge nella nota -. Si tratta in ogni caso di situazioni che non presentano legami reciproci e che quindi non lasciano riscontrare nessun ipotesi di focolaio interno. Il sindaco Gianguido D’Alberto, appena appresa la notizia, ha attivato tutti i protocolli previsti dalla norma, provvedendo alla sanificazione immediata dei locali ed avviando le procedure previste dal protocollo anti-covid per monitorare e contenere la diffusione del virus. In via più generale a seguito dell’aumento dei contagi sul territorio e delle disposizioni emergenziali vigenti si procederà a potenziare le attività di smart working garantendo tutti i servizi essenziali per i cittadini”.
Prosegue intanto il tamponamento “a tappeto” nel comune di Montorio al Vomano dove, oggi, sono emersi altri 104 casi positivi. Tra questi anche 28 bambini, suddivisi tra due sezioni dell’infanzia, nove classi della primaria e tre classi della secondaria.
“Quasi tutti i positivi sono asintomatici al proprio domicilio – spiega il sindaco Fabio Altitonante -. Questi dati sono il risultato di un tracciamento efficace fatto negli ultimi 20 giorni con più di 1.200 tamponi. Il contact tracing, soprattutto all’interno dei nuclei familiari coinvolti, ci ha permesso di individuare i casi asintomatici e mettere tutti i contatti stretti in isolamento fiduciario da subito: i nuovi positivi erano già a casa da giorni”. Commenta il sindaco, Fabio Altitonante, che ricorda che il calcolo dell’Rt, che decreta eventuali chiusure e zone rosse, si fa sui sintomatici, ossia su coloro che potrebbero impattare sul sistema sanitario”.
“Tutto il lavoro che abbiamo fatto – precisa inoltre – viene buttato all’aria se non si rispettano le regole: anche in famiglia è necessario mantenere il distanziamento e indossare la mascherina. Se non si seguono le regole, chiudiamo tutto”.
Sulla questione scuole, il sindaco sottolinea infine che: “i dati ci mostrano che il contagio avviene prevalentemente in famiglia, non nelle scuole”.






