L’AQUILA – Sono 686 i nuovi casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 2 e 93 anni, emersi dall’analisi di 6.630 tamponi molecolari e 20.919 test antigenici: il tasso di positività è pari al 2.49%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 95.670.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 3 nuovi casi, di età compresa tra 82 e 85 anni e tutti in provincia di Chieti, e sale a 2.629. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 84.736 dimessi/guariti (+141 rispetto a ieri).
132 pazienti (+2 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 17 (+2 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 8156 (+538 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Del totale dei casi positivi, 23.803 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+158 rispetto a ieri), 24.298 in provincia di Chieti (+241), 22.653 in provincia di Pescara (+198), 23.982 in provincia di Teramo (+73), 769 fuori regione (+15) e 165 (+1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 8.305 (+542 rispetto a ieri). Nel totale sono ricompresi anche 1.667 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche.
Alla luce degli ultimi dati, in Abruzzo il tasso di occupazione dei posti letto sale al 9% per le terapie intensive ed è fermo al 10% per l’area non critica, a fronte di soglie da zona gialla rispettivamente del 10 e del 15%.
L’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti continua a salire e arriva a 250 (soglia limite 50), registrando il valore più alto degli ultimi dieci mesi e, in particolare, dalla fine di febbraio.
A livello territoriale, i numeri più alti sono ora quelli della provincia di Pescara che, in rapido peggioramento, supera quella di Teramo: l’incidenza settimanale schizza a 270; il solo capoluogo adriatico ha un’incidenza pari a 269. Segue il Teramano, con 267. Poi ci sono il Chietino (224) e l’Aquilano (223).
Per quanto riguarda i decessi, nell’ultima settimana sono stati 15, negli stessi sette giorni del 2020 furono una sessantina. Gli attuali valori di incidenza con i parametri in vigore fino alla primavera
scorsa avrebbero imposto la zona rossa per tutte quelle aree con un dato superiore a 250.
LA SITUAZIONE IN ITALIA
In Italia l’incidenza settimanale continua ad aumentare: 351 per 100.000 abitanti (17-23 dicembre) contro 241 per 100.000 abitanti (10-16 dicembre).
Tutte le Regioni e Province Autonome oltre la soglia di incidenza di 50 casi Covid per 100mila abitanti, secondo il rilevamento ministero della Salute-Protezione Civile del 23 dicembre sugli indicatori.
Il dato più alto in Veneto e in crescita a 590,5 (era 498,9 il 16 dicembre e 365,5 nel periodo 3-9 dicembre).
Segue la Lombardia con incidenza di 516,3 (in aumento rispetto ai due monitoraggi precedenti quando era a 261 e a 171,3). Verso incidenza 500 anche la Valle d’Aosta (ora a 473,8, in crescita di 143,7 punti). Sopra 400 Piemonte, Pa Bolzano, Liguria e Friuli Venezia Giulia. Il valore più basso in Molise con 68,8 (era 30,3).
Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 10,7% contro il 9,6% del 16 dicembre. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 13,9% contro il 12,1% dell’ultima rilevazione.
In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (62.669 contro 42.675 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (27% contro il 31% della scorsa settimana). È in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (45% contro il 43%), aumenta anche la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (28% contro il 26%).







