PESCARA – Sono 552 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra un mese e 98 anni, emersi dall’analisi di 6.342 tamponi molecolari e 1.952 test antigenici: il tasso di positività è pari al 6.6%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 56.031.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 27 nuovi casi e sale a 1.758, di età compresa tra 54 e 97 anni: 5 in provincia di Chieti, 1 in provincia di Teramo, 20 in provincia di Pescara e 1 residente fuori regione). Del totale odierno, 14 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 41.194 dimessi/guariti (+486 rispetto a ieri).

Del totale dei casi positivi, 13.533 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+122 rispetto a ieri), 14.082 in provincia di Chieti (+159), 14701 in provincia di Pescara (+188), 13.108 in provincia di Teramo (+87), 435 fuori regione (+3) e 172 (-7) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 117, di cui 45 in provincia dell’Aquila, 38 in provincia di Pescara, 24 in provincia di Chieti e 10 in provincia di Teramo. Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 13.079 (+39 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 764.420 tamponi molecolari (+6.342 rispetto a ieri) e 271.136 test antigenici (+1.952 rispetto a ieri).

651 pazienti (+13 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 85 (+3 rispetto a ieri con 5 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 12.343 (+23 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

L’Italia vira verso il rosso e l’arancione scuro. A sostenerlo, preoccupati dai dati raccolti in vista del monitoraggio settimanale di domani, sono tecnici e governatori regionali.

Più della metà degli italiani dovranno dunque fare nuovamente i conti con negozi chiusi, spostamenti limitati all’interno del proprio comune o vietati, milioni di bambini e studenti dall’asilo alle superiori in didattica a distanza.

In rosso potrebbero andare da lunedì 8 marzo l’Emilia Romagna e la Campania, che ormai da 10 giorni fa segnare più di duemila casi al giorno. Da gialle ad arancione potrebbero diventare invece la Calabria, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, con Lazio e Puglia sul limite.

Attesa anche anche per l’Abruzzo, ora arancione vede crescere il numero dei comuni zona rossa: ai 22 comuni nelle province di Pescara e Chieti e ad Ateleta, in provincia dell’Aquila, si aggiungono Silvi, Pineto e Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo per i quali il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha firmato ieri l’ordinanza, con decorrenza da oggi.

Il provvedimento è stato disposto per “ragioni di aggravamento del rischio sanitario che rendono necessario porre in essere tutte le misure utili a contenere la trasmissione del SARS-COV 2 e delle specifiche varianti dello stesso, nonché la pressione ospedaliera correlata”.

Per i Comuni di Silvi, Pineto e Roseto degli Abruzzi, si legge nell’ordinanza, “oltre ad una significativa percentuale di casi accertati sulla popolazione residente, si evidenzia anche la presenza di diversi casi di variante UK che, unita alla naturale prossimità dei predetti Comuni con l’area metropolitana di Pescara, possono giustificare ulteriori restrizioni”.

Chiusure e interventi questa però l’impressione che non bastano però a fermare la curva del virus. Servono i vaccini, e ieri Marsilio assieme ad altri governatori ha lanciato l’ennesimo appello.

A tal proposito, importante il primo incontro a Pescara tra l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì e le organizzazioni dei medici di famiglia Fimmg, Snami, Smi e Intesa Sindacale. Al centro della discussione il loro coinvolgimento attivo nella campagna vaccinale. E’ stata discussa la bozza di accordo predisposta dalla Regione (che dovrà essere approvata dalle sigle sindacali e recepita dalle Asl), ma su alcuni punti fermi l’intesa sembra essere stata raggiunta: i medici, ad esempio, si occuperanno di censire, tra i propri assistiti, coloro che dovranno essere avviati prioritariamente a vaccinazione in conseguenza di un quadro clinico particolarmente delicato.

Vanno nella direzione di accelerare le vaccinazioni, sia la riunione al Mise in cui sono state gettate le basi per la produzione del siero in Italia entro 4-8 mesi, sia l’incontro in programma venerdì tra il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini e le regioni, al quale parteciperanno il nuovo commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio,.