PESCARA – L’Abruzzo resta arancione per effetto del Decreto Draghi, ma per la seconda settimana consecutiva i dati emersi nel corso della riunione dell’Unità di crisi evidenziano un continuo miglioramento degli indici, a cominciare dall’Rt che è sceso a 0,89. A seguito di questo andamento sono diversi i Comuni che escono dalle misure restrittive messe in atto dal presidente Marco Marsilio tramite ordinanza proprio al fine di evitare il propagarsi dei contagi.

Quello che preoccupa è però che in provincia dell’Aquila l’incidenza, ovvero i contagi per 100mila abitanti resta molto alta, a a 215,3 seppure in lieve calo ma vicina alla soglia critica di 250 oltre cui scatta in automatico la zona rossa. In provincia di Chieti sale a 176, a Pescara scende ancora a 133 a Teramo a 136,2.

Scende il numero dei comuni in “zona rossa”, che da 40 diventano circa la metà, con soli 3 nuovi comuni – Lentella, in provincia di Chieti; e Cerchio e Pescina in provincia dell’Aquila – sottoposti a maggiori restrizioni. Sotto osservazione rimane la provincia dell’Aquila dove, in controtendenza rispetto al resto dell’Abruzzo, la situazione continua ad essere critica. L’andamento epidemiologico settimanale ha confermato che l’area metropolitana ha ottenuto i benefici sperati così da riuscire a eliminare le restrizioni anche nei Comuni di Montesilvano e Città Sant’Angelo a partire da lunedì prossimo. Anche in provincia dell’Aquila ci sono zone dove le misure restrittive sono state utili per bloccare l’aumento dei contagi al punto che centri come Castel di Sangro e Tagliacozzo dopo appena una settimana tornano in zona arancione a fronte dell’ingresso di Cerchio e Pescina che hanno registrato dati negativi.

“Tra i comuni nei quali cesseranno le misure restrittive ci sono anche Montesilvano e Città Sant’Angelo che confermano il trend in calo della fascia costiera e l’area metropolitana, il contagio cresce invece nella provincia dell’Aquila”, ha spiegato Marsilio.

“Abbiamo un indice Rt a 0.89, solo nella provincia dell’Aquila la situazione comincia ad essere più preoccupante, ad esempio nel capoluogo, ad Avezzano, a Sulmona. La Asl è stata invitata ad incrementare l’azione di vigilanza, con controlli, tamponi e tracciamento contatti. E a tal proposito sollecito i sindaci a stare molto attenti per evitare che la provincia dell’Aquila possa subire una nuova ondata”.

“Siamo soddisfatti dell’andamento epidemiologico in Abruzzo che ci conferma con dati da zona gialla per la seconda settimana consecutiva. Purtroppo le notizie che arrivano dal Governo relative alla proroga della zona arancione per l’intero mese di aprile ci penalizzano fortemente – spiega Marsilio – Non è che l’Abruzzo può pagare perché avendo avuto una ondata epidemica anticipata rispetto al resto dell’Italia diventa rossa quando tutti sono in zona gialla, poi siccome tutta l’Italia diventa rossa ci devono rimanere anche quelle regioni, come la nostra, che hanno superato quella fase. Le attività commerciali abruzzesi, come ristoranti e bar, per settimane hanno fatto sacrifici e se i numeri dei contagi lo consentiranno, dopo Pasqua hanno il diritto di poter tornare a lavorare nel rispetto delle regole. Se il Governo farà una proposta diversa troverà la ferma contrarietà della Regione Abruzzo”, ha sottolineato Marsilio.

E dopo l’ultimo aggiornamento del report nazionale riportato sul sito del Governo, l’assessore all’Istruzione, Pietro Quaresimale, ha dichiarato: “I dati ufficiali del ministero della Salute confermano che la Regione Abruzzo è la prima in Italia per somministrazione di vaccini anti Covid al personale scolastico”.

“L’ultimo dato – ha aggiunto – indica in 25.479 il numero del personale scolastico che ha ricevuto la prima dose di vaccino a fronte di un numero complessivo di addetti del settore di 26.114. Questi numeri confermano la validità dell’azione di vaccinazione di massa messa in campo dalla Regione, ma soprattutto aprono uno spiraglio consistente all’ipotesi di riapertura delle scuole regionali dopo Pasqua. Tutto dipende da come evolve la situazione sul territorio, ma se la tendenza emersa negli ultimi giorni di un rallentamento della curva dei contagi dovesse essere confermata, è legittimo pensare ad una graduale riapertura degli istituti scolastici con la didattica in presenza. Naturalmente su questo fronte sarà importante l’interlocuzione con il Governo e le indicazione che verranno fornite dal ministero dell’Istruzione. Posso dire che l’Abruzzo è pronto nel caso in cui il Governo dovesse dare il via libera alla riapertura”, ha concluso Quaresimale.

Di seguito l’elenco completo dei comuni soggetti a maggiori restrizioni che, si ricorda, non sono quelle previste dalle “zone rosse” del Decreto Draghi, ma quelle già in essere da tempo in Abruzzo. Per le scuole si conferma l’obiettivo di riaprire dopo Pasqua.

Provincia di Chieti: escono dalle restrizioni i comuni di Roccamontepiano, Torrevecchia Teatina, Ripa Teatina, Santa Maria Imbaro, Casalincontrada e Montazzoli.

Sono soggetti a restrizione i Comuni di Castiglione Messer Marino, Orsogna, Atessa, San Vito, Casoli. A questi si aggiunge con decorrenza immediata, a partire dalla mezzanotte di oggi, il Comune di Lentella.

Provincia di Pescara: escono dalle restrizioni i comuni di Montesilvano, Città Sant’Angelo, Lettomanoppello, Manoppello, Cappelle sul Tavo, Bolognano, Cugnoli, Montebello di Bertona, San Valentino in Abruzzo Citeriore e Villa Celiera.

Sono soggetti a restrizione i Comuni di Collecorvino, Rosciano, Moscufo, Villa Celiera.

Provincia dell’Aquila: escono dalle restrizioni i comuni di Castelvecchio Subequo,  Tornimparte, Tagliacozzo, Castel di Sangro.

Sono soggetti a restrizione i Comuni di Capitignano, Pizzoli, Sante Marie, Prezza, Pratola Peligna, Magliano dei Marsi, Celano e San Benedetto dei Marsi, a cui si aggiungono da lunedì prossimo i Comuni di Pescina e Cerchio.

Provincia di Teramo: escono dalle restrizioni i comuni di Tortoreto, Martinsicuro, Morro d’Oro e Sant’Egidio alla Vibrata.

Sono soggetti a restrizione: Colonnella, Nereto, Sant’Omero e Mosciano Sant’Angelo.

IL TESTO DELL’ORDINANZA: opgr 19_2021

Per quanto riguarda la campagna vaccinale prosegue l’intervento sugli ultraottantenni anche attraverso le vaccinazioni domiciliari. È cominciata la vaccinazione agli oltre 113mila soggetti fragili e ai quasi ottomila disabili oltre ai loro caregiver. Oltre all’avvio dell’utilizzo dei medici di base sono aumentati i centri vaccinali a circa 125 unità in funzione al modello territoriale più volte sollecitato dal presidente Marsilio e dalla giunta. A supporto dei centri vaccinali la Protezione civile regionale ha messo a disposizione 500 volontari al giorno.

Si osserva un “miglioramento complessivo del rischio, sebbene complessivamente ancora alto”, rileva il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Cinque Regioni (Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Piemonte, Puglia e Toscana) hanno un livello di rischio alto. Tredici Regioni/PPAA, tra cui l’Abruzzo, hanno una classificazione di rischio moderato (di cui dieci ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e tre hanno una classificazione di rischio basso (Basilicata, Campania, e la Provincia Autonoma di Bolzano).

La cabina di regia convocata oggi dal premier Mario Draghi per discutere del nuovo decreto Covid dovrà confrontarsi con quasi 24 mila tamponi positivi e altri 460 morti nelle ultime 24 ore. Numeri sempre drammatici – ormai anomalo quello delle vittime rispetto ad altri grandi Paesi europei – che condizionano le ipotesi di riaperture dopo Pasqua, alla scadenza del provvedimento ora in vigore, il 6 aprile.

Il decreto legge con le nuove misure dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri nei primi giorni della prossima settimana, forse martedì. In ballo ci sono il ritorno a scuola, che il premier e alcuni ministri vorrebbero anche in zona rossa, il ripristino del sistema originario dei colori – compreso il giallo sospeso in questo periodo -, con le decisioni sugli spostamenti tra regioni e sulle attività produttive. Una strategia per le prossime settimane che vede confrontarsi linee molto diverse all’interno dell’esecutivo di Draghi. Guarda più lontano il presidente Sergio Mattarella, secondo cui “ci attende un periodo di ricostruzione, impegnativo ma ricco di opportunità per ripensare i modelli di sviluppo su cui si fondano le nostre società e renderli più sostenibili e dinamici”.

Intanto le regioni si preparano a un altro weekend blindato, tutte in zona rossa o arancione come da decreto (con la Sardegna ex bianca e ora arancione), mentre oggi il monitoraggio settimanale permetterà il passaggio alla fascia arancione del Lazio, con il ministro della Salute, Roberto Speranza, che firmerà l’ordinanza in serata.

L’ULTIMO BOLLETTINO

Sono 392 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra i 10 mesi e i 94 anni, emersi dall’analisi di 4.692 tamponi molecolari e 1.598 test antigenici: il tasso di positività è pari al 6.3%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 63.933.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 5 nuovi casi e sale a 2.072, di età compresa tra 48 e 91 anni: 2 in provincia di Chieti, 1 in provincia dell’Aquila, 1 in provincia di Teramo e 1 in provincia di Pescara. Del totale odierno, un caso è riferito a decesso avvenuto nei giorni e comunicato solo oggi dalla Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 51.411 dimessi/guariti (+424 rispetto a ieri).

Del totale dei casi positivi, 15.425 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+132 rispetto a ieri), 16.291 in provincia di Chieti (+109), 16.879 in provincia di Pescara (+66), 14.628 in provincia di Teramo (+77), 520 fuori regione (+8) e 190 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 66, di cui 25 in provincia dell’Aquila, 12 in provincia di Pescara, 15 in provincia di Chieti e 14 in provincia di Teramo. Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 10.450 (-37 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 870.304 tamponi molecolari (+4.629 rispetto a ieri) e 346.816 test antigenici (+1.598 rispetto a ieri).

615 pazienti (-6 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 85 (+6 rispetto a ieri con 7 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 9.750 (-37 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Intanto, secondo i nuovi dati pubblicati sul sito governo.it., in Italia 8 Regioni hanno finora vaccinato (con due dosi) meno del 20% degli ultraottantenni, secondo

Si tratta di Sardegna 6,32%, Toscana 10,47%, Calabria 13,03%, Umbria 16,57%, Lombardia e Puglia 17,28%, Sicilia 17,86% e Abruzzo 18,49. Al capo opposto della classifica ci sono, in testa, la Provincia autonoma di Trento con il 41,37% degli over 80 vaccinati e la Provincia autonoma di Bolzano (35,73%). Tra le Regioni la migliore è la Basilicata con il 34,88%, poi l’Emilia Romagna con il 30,18%. Tra le altre regioni il Lazio è al 27,56%, il Veneto al 21,03%, il Piemonte al 21,97%.