PESCARA – Sono 329 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 1 e 102 anni, emersi dall’analisi di 5.290 tamponi molecolari e 4.607 test antigenici: il tasso di positività è pari al 3.3%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 63.231.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 11 nuovi casi e sale a 2.052, di età compresa tra 57 e 104 anni: 7 in provincia di Chieti, 1 in provincia dell’Aquila e 3 in provincia di Pescara). Del totale odierno, 7 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 50.528 dimessi/guariti (+562 rispetto a ieri).
Del totale dei casi positivi, 15.186 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+123 rispetto a ieri), 16.101 in provincia di Chieti (+67), 16.771 in provincia di Pescara (+85), 14.452 in provincia di Teramo (+35), 510 fuori regione (-2) e 211 (+21) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 49, di cui 17 in provincia dell’Aquila, 11 in provincia di Pescara, 16 in provincia di Chieti e 5 in provincia di Teramo.
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 10.651 (-244 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 860.682 tamponi molecolari (+5.290 rispetto a ieri) e 340.747 test antigenici (+4.607 rispetto a ieri).
635 pazienti (-22 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 82 (-5 rispetto a ieri con 5 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 9.934 (-217 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
La campagna vaccinale e le restrizioni a cominciare dalle zone rosse “light” cominciano finalmente a dare i loro risultati, lo stesso non si può dire per la provincia dell’Aquila dove, negli ultimi giorni, si è registrata un’impennata di contagi. Il sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi, ha disposto la chiusura della scuola dell’infanzia di San Gregorio fino al prossimo 6 aprile, per prevenire l’esplosione di un focolaio e ha annunciato screening nella frazione ad est dell’Aquila, visto che ci sarebbero numerosi casi a seguito di cene di compleanno. Nel capoluogo di regione l’incidenza del virus è passata da 82 casi per 100mila abitanti di ai 165 per 100mila. A 250 casi su 110mila persona scatta la zona rossa.
Contestualmente alla chiusura della scuola d’infanzia, il Dipartimento di prevenzione della Asl ha annunciato che le operatrici e gli ospiti dell’annesso istituto per minori saranno posti in regime di quarantena.
È quanto emerso dalla riunione dell’unità di crisi comunale che si è riunita ieri pomeriggio d’urgenza a seguito della comunicazione dei dati dei nuovi positivi che riguardano il capoluogo, all’incontro hanno preso parte lo stesso sindaco, l’assessore alla Protezione civile Fabrizio Taranta e rappresentanti dell’azienda sanitaria.
“Sino al pronunciamento del personale sanitario le suore, le ragazze e i ragazzi che risiedono nella struttura non potranno uscire né ricevere visite: è in corso un’indagine epidemiologica per ricostruire la catena dei contatti e saranno sottoposti a tampone molecolare da parte della Asl. Nessuna delle religiose, secondo una prima ricostruzione della Asl, avrebbe avuto contatti diretti con i bimbi ma in via del tutto precauzionale ho disposto la chiusura del plesso in attesa di ulteriori accertamenti”, dichiara il sindaco Biondi.
“Entro questo fine settimana, e sempre d’intesa con la Asl, effettueremo uno screening con test antigenici rapidi dedicato alla popolazione della frazione e a quanti hanno avuto modo di frequentarla nei giorni scorsi. Non appena saranno individuati sede, orari e modalità di svolgimento dello screening ne daremo notizia”, aggiunge il primo cittadino.
La campagna di test sarà aperta anche alle persone vaccinate mentre non potranno sottoporvisi le seguenti categorie: minori di sei anni; chiunque abbia sintomi che indichino un’infezione da Covid-19; chiunque sia in malattia per qualsiasi altro motivo; chiunque sia stato testato recentemente ed è in attesa di risposta; chiunque sia in quarantena o in isolamento; chiunque abbia già programmato una data per un tampone.






