ROMA – In calo i casi Covid in Italia: nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono 5.948, contro i 9.148 di ieri.

Si tratta del dato più basso addirittura dal 13 ottobre (quando furono 5.901), agli albori della seconda ondata, che si sarebbe impennata fino a superare, a novembre, i 40mila casi al giorno.

Anche se pesa il crollo dei tamponi del weekend del primo maggio (oggi sono 121.872, 35mila meno di ieri), il tasso di positività è comunque in calo al 4,9% (ieri 5,8%).

In aumento i decessi, 256 (ieri 144), per un totale di 121.433 vittime da inizio epidemia. Tornano a calare le terapie intensive, 34 in meno (ieri +2) con 121 ingressi del giorno, e sono 2.490 in tutto, mentre i ricoveri ordinari crescono di 50 unità (ieri -36), 18.395 in totale, altro probabile effetto del primo maggio, e il conseguente calo di dimissioni registrato. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.

La regione con più contagi giornalieri è la Campania (+959), seguita da Sicilia (+734), Lazio (+661), Emilia Romagna (+641), Lombardia (+637) e Toscana (+570). Il totale dei casi sale a 4.050.708. In aumento i guariti, 13.038 (ieri 8.637), per un totale di 3.505.717. Torna quindi a calare il numero delle persone attualmente positive, 7.348 in meno (ieri +364): i malati ancora attivi sono ora 423.558. Di questi, 402.673 pazienti sono in isolamento domiciliare.

Quasi sette mesi dopo, si torna quindi a livelli numericamente più accettabili, dopo una terza ondata meno violenta della seconda (il picco è stato finora di poco superiore ai 26mila casi, il 13 marzo) ma altrettanto devastante per un sistema sanitario già provato dalla grande ondata di novembre. A pesare, va detto, è il combinato weekend-primo maggio, che insieme hanno causato soprattutto l’anomalo dato di ieri, 9.148 casi di domenica con appena 156mila tamponi, quasi 90mila in meno della domenica precedente. Un’anomalia però in parte rientrata oggi, quando i tamponi sono ancora bassi (121.829) ma il gap con 7 giorni fa si riduce a 24mila test in meno. Il calo, insomma, per quanto sicuramente distorto, sembra essere chiaro, e lo dimostra anche l’indice di positività, che dopo l’impennata di ieri (5,8%), torna oggi a livelli quasi nella norma del periodo, al 4,9%.