L’AQUILA – “L’assessore regionale, Mauro Febbo, ancora una volta distorce la realtà dandone un’interpretazione non corrispondente ai fatti. Nel commentare le notizie di stampa sull’imminente nomina di un commissario da parte del ministero dell’Ambiente per il Parco nazionale della Costa Teatina, l’assessore fa riferimento ad una recente sentenza della Corte costituzionale che ha annullato la nomina di un commissario per il parco del Gargano, dopo il ricorso della Regione Puglia contro il decreto di nomina da parte del ministero dell’Ambiente”.

 
Lo afferma in una nota, Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione comunista.
 
“Le parole di Febbo – prosegue il consigliere – sembrerebbero adombrare la stessa illeggittimità per il Parco nazionale della Costa Teatina senza l’assenso della Regione Abruzzo, e quindi da parte sua, ma non è assolutamente così. Qualsiasi persona di buon senso capirebbe la differenza tra un commissario per la gestione di un Parco e un commissario per l’istituzione”.
 
“Febbo – afferma Acerbo – ancora una volta distorce la realtà omettendone delle parti. La Corte costituzionale non ha bocciato la nomina del commissario da parte del ministero perché ‘non aveva tenuto conto del parere della Regione Puglia’ ma perché il parere non l’aveva proprio chiesto”.
 
“Il Presidente dell’Ente Parco – ha detto ancora il politico – è nominato con decreto del ministro dell’Ambiente d’intesa con il presidente della Regione nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco nazionale. Però, se l’intesa non è raggiunta il ministero può nominare un commissario straordinario ma solo quando si siano verificati tentativi per il raggiungimento dell’accordo. Il ministro dell’Ambiente ha provveduto alla nomina del nuovo commissario straordinario ma non l’ha fatta precedere dall’avvio e dall’effettiva prosecuzione della istruttoria finalizzata all’intesa prevista dalla legge”.
 
“Nel caso del Parco nazionale della Costa Teatina invece la Regione Abruzzo è stata ripetutamente interpellata nell’arco di ben 10 anni! L’assessore regionale Febbo ha già perso ogni credibilità tradendo il mandato ricevuto a presiedere il Tavolo di coordinamento regionale e il suo stesso voto in Consiglio e Giunta”.
 
“Per dirla con il compagno Tex Willer, Mauro Febbo si è già meritato l’appellativo di ‘lingua biforcuta’, ora si rende anche ridicolo minacciando querele contro quei giornalisti che fanno notare che ha fallito completamente i suoi compiti istituzionali di coordinatore del tavolo-tecnico. Mi ricorda Emilio Fede che ha annunciato querele nei miei confronti dimenticando che è lui l’indagato per favoreggiamento della prostituzione mica il sottoscritto! E’ una situazione sconcertante e inaudita. Invece di minacciar querele, Febbo scriva una bella lettera di dimissioni!.