MILANO – È stato rigettato, dalla Cassazione, il ricorso contro il regime carcerario del 41bis presentato dalla difesa di Alfredo Cospito, il leader anarchico, in sciopero della fame da quasi quattro mesi, detenuto nel reparto penitenziario dell’ospedale San Paolo di Milano.
Nei giorni scorsi al suo legale Flavio Albertini Rossi e ai sostituti processuali del suo difensore che sono andati a trovarlo all’ospedale San Paolo in diverse occasioni, Cospito aveva detto che, in caso di pronuncia negativa per lui della Cassazione, avrebbe smesso con gli integratori che aveva ricominciato ad assumere dopo il parere favorevole del pg della Suprema Corte, Pietro Gaeta, alla revoca del 41 bis.
Grazie agli integratori alcuni suoi valori, arrivati a soglie minime pericolose per la sua salute, erano migliorati. Cospito è in sciopero delle fame dall’ottobre del 2022.
Appena appresa la notizia del verdetto della Cassazione, i manifestanti del sit-in di solidarietà all’anarchico hanno urlato “assassini”.
“Saranno responsabili di tutto quello che succederà” hanno aggiunto i partecipanti alla manifestazione che è ancora in corso sotto la Corte di Cassazione.
“È una condanna a morte”: la prima reazione, secondo quanto appreso dall’Agi, dell’avvocato Flavio Rossi Albertini.
“Volevano il martire e lo avranno”, la lettura che Rossi Albertini dà della decisione.
“Avevo maturato qualche speranza – dice – dopo che per ben due volte la Cassazione aveva anticipato l’udienza e soprattutto dopo il parere del pg della Cassazione. Hanno deciso così perché si sentono forti dal momento che hanno l’opinione pubblica a favore”.







