L’AQUILA -Il vice presidente della Regione, l’aquilano Emanuele Imprudente, della Lega, che lancia un ultimatum agli alleati Fdi e Fi rivendicando un “equo” trattamento per la sanità aquilana nelle misure e negli investimenti legati alla emergenza coronavirus, il botta e risposta di due primari dell’ospedale aquilano San Salvatore, il segretario regionale dell’Anaao, Alessandro Grimaldi, Malattie infettive, e Pierluigi Cosenza, Area degenza breve, componente della Task force di area dell’assessore regionale alla Sanità, la leghista Nicoletta Verì, in completo disaccordo sulla utilità della operazione lampo da 11 milioni di euro del covid -hospital a Pescara.
Questo solo nella giornata della Festa della Liberazione.
Ma non bastano i mal di pancia in seno ad una maggioranza regionale già spaccata con la Lega, azionista di maggioranza della coalizione, insorta: oggi il deputato aquilano del Pd Stefania Pezzopane, annuncia una interrogazione parlamentare sulla gestione della governance da parte del centrodestra: “Marsica ed aree interne sono sacrificate a grandi interessi – denuncia -. Oltre ospedale a Pescara, il nulla. Porto questione in Parlamento”.
E oggi, una seduta in video conferenza del Consiglio comunale dell’Aquila (in diretta)sulla sanità e sulla governance coronavirus, in cui il sindaco, Pierluigi Biondi, Fdi, uomo vicino al collega di partito, il governatore, Marco Marsilio, potrebbe difendere la barca in difficoltà attaccando le opposizioni di centrosinistra, finora molto critiche, ed annunciare novità molto positive con azioni di compensazione per la sanità aquilana.
Stamani intanto l’assessore regionale al Bilancio Guido Liris, che è anche dirigente medico alla Asl provinciale dell’Aquila, ha annunciato le disponibilità delle risorse necessarie per potenziare la sanità abruzzese e completare la rete Covid in Abruzzo.
In una nota Liris ha sottolineato che “le polemiche non mi interessano, sono una prerogativa di chi deve giustificare al mondo la propria esistenza. La Regione Abruzzo ha i fondi per affrontare la sfida a cui siamo chiamati, quella cioè di tornare alla vita ‘normale’, tenendo basso il rischio del contagio e avendo una sanità territoriale ed ospedaliera capace di intercettare e curare la popolazione affetta da Covid-19 . Nel contempo – spiega – si dovrà tornare a trattare in modo organico ed efficace le patologie ordinarie, le acute e le croniche: l’emergenza di Coronavirus non ha fatto sparire le malattie che conoscevamo tre mesi fa, la nostra popolazione continua ad ammalarsi di diabete, infarto, ictus, e di patologie fisiatriche, ormonali, dermatologiche, neurologiche, ecc. Si deve tornare a fare prevenzione – precisa – per quanto riguarda i tumori, devono ripartire gli esami di diagnostica, deve riavviarsi tutta quella attività ambulatoriale, in parte decisiva per l’ambito chirurgico, tale da rispondere alla domanda no-Covid del nostro territorio”.
Questa mattina è in programma anche una riunione, convocata dal presidente Marsilio, con i parlamentari abruzzesi in videoconferenza.
Lo ha annunciato il deputato di Italia Viva Camillo D’Alessandro che in una nota ha dichiarato di aver deciso di non partecipare “come forma estrema di denuncia sulla degenerazione in atto in Regione nei confronti di Marsilio e della sua maggioranza”.
“La decisone è maturata dopo la sua ultima conferenza stampa nella quale ha definito l’Abruzzo arretrato. Di arretrato c’è solo la sua capacità di governare”, ha aggiunto il deputato.
La polemica che infuria già da settimane sulle scelte fatte in questa drammatica emergenza covid, se possibile, potrebbe diventare ancora più rovente nella prossime ore. E non c’è dubbio che ad accendere la miccia sia stata la contestata operazione lampo del covid-hospital a Pescara, opera finanziato con 11 milioni di euro, di cui 10 provenienti dallo Stato, che prenderà corpo tra meno di 90 giorni con 214 posti letto, un progetto percepito come un privilegio dagli altri territori abruzzesi.
Sul dibattito irrompe il vice presidente della Giunta regionale, Imprudente: nel lungo messaggio l’ex assessore comunale dell’Aquila non indica i destinatari, quindi è lecito e logico pensare che la rivendicazione di un trattamento “equo” sia rivolto alla maggioranza regionale, di cui peraltro è il numero due, che ha quindi le mazze in mano. Anche se il salviniano non fa mai il nome del progetto pescarese.
“In questa emergenza coronavirus, è il momento di lavorare per il futuro della sanità aquilana: dalle parole è ora di passare ai fatti. L’Abruzzo deve muoversi in un contesto il più possibile sinergico, preservando l’equità delle scelte e soprattutto il principio, sacrosanto, di garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini, nella stessa maniera – attacca.
Con una precisione chirurgica, il vice presidente presenta anche la lista della spesa quanto mai ambiziosa e costosa: candida infatti l’ospedale San Salvatore a ruolo di hub regionale ed a covid free, “attraverso il completamento del Delta medico (che è a buon punto), un progetto essenziale affinché l’ospedale possa disporre di un padiglione nuovo, dotato delle migliori tecnologie: oggi per affrontare l’emergenza Covid, domani per essere riconvertito, magari, al Covid-free, a tutte quelle specialità e prestazioni che in questa fase sono state, gioco forza, messe da parte e che al più presto andranno riattivate. Il potenziamento del reparto di terapia intensive, a tutte quelle specialità e prestazioni che in questa fase sono state, gioco forza, messe da parte e che al più presto andranno riattivate”.
Ed ancora, nel chiedere “progetti e misure chiare”, il completamento del 118, il potenziamento della rianimazione e l’attivazione del laboratorio per i tamponi.
Anche il botta e risposta tra Grimaldi e Cosenza si fonda in particolare sulla operazione pescarese. “E’ giusta e doverosa la decisione del presidente della Regione di aver previsto un ospedale Covid a valenza regionale a Pescara che ha la piu alta percentuale di contagi ( 0,39%) cosi come sarebbe giusto che L’Aquila con una percentuale di contagi dello 0,081% possa fungere da ospedale Covid free. L’azione della politica regionale con l’impegno dell’assessorato della Salute e dell’assessore Verì in prima persona ha di fatto isolato e contenuto l’infezione con risorse limitate e ha garantito comunque la assistenza anche alle patologie comuni.
Questo a proposito di etica – replica Cosenza all’intervista rilasciata al Messaggero dal collega Grimaldi, che aveva ha bocciato i Covid Hospital (“Senza personale c’è il rischio che diventino costose scatole vuote”), ha pungolato Marsilio (“I soldi pubblici bisogna spenderli, è vero, ma bene”), ed ha attaccato la governance dell’emergenza Covid-19 (“Qualche scelta è stata troppo centralizzata su alcuni territori, come i tamponi a Pescara”).
Per il medico di area Lega, “purtroppo, alcune persone – riferendosi a Grimaldi -hanno la memoria corta ed infatti chi oggi inneggia al virtuosismo delle Marche dimentica che non più di 40 giorni fa sollecitava un ospedale Covid anche per L’Aquila nonostante la bassissima % per di contagi (0,081 % ) della nostra provincia e l’assenza di casi nel comune del capoluogo. L’Abruzzo è una delle regioni che ha la percentuale di contagi inferiore a tutte le altre regioni e superiore alla sola regione Umbria. Il segretario regionale Anaao fa riferimento al virtuosismo della Regione Marche che nonostante l’alta percentuale di contagi ha aperto un solo ospedale Covid di 80 posti letto contro i circa 500 in Abruzzo. Contemporaneamente implementava del 50% il personale delle Malattie infettive del presidio ospedaliero dell’Aquila nonostante i posti letto di tale unità operativa fossero rimasti immutati ( sempre 20)”.
Il deputato dem Pezzopane porterà la vicenda in Parlamento: “Mi arrivano continue sollecitazioni di cittadini ed operatori sanitari, di medici e di cittadini dai territori della Marsica, abbandonata dalla Regione e Ingannata con piccoli interventi presentati come ‘contentini’, senza un piano organico e funzionale per l’emergenza e per il dopo Covid 19. Porterò la questione in parlamento con una interrogazione al Ministro Speranza, affinché vigili su quanto sta accadendo nella Marsica. Ho personalmente dato la mia disponibilità personale e politica al Presidente Marsilio e ad altri esponenti del governo regionale già dal 9 marzo, appena approvato il primo decreto, ho scritto alla Direzione Asl per avere informazioni sulle scelte che si stavano definendo con spirito di collaborazione, in tempi di emergenza si lavora insieme, mettendo da parte le divisioni politiche. Ma nessuna risposta”.





