ROMA – Non è ancora allarme rosso, ma la preoccupazione c’è.

Il record dei contagi dall’inizio dell’emergenza piomba sul tavolo del governo e costringe il premier Giuseppe Conte e i ministri a prendere in seria considerazione la possibilità di un’ulteriore stretta, che prevederebbe inevitabilmente zone rosse localizzate ma anche lockdown settoriali e a tempo, sulla scia di quel che già sta avvenendo in altri Paesi europei.

L’obiettivo primario è però quello di resistere almeno un paio di settimane e attendere gli effetti del Dpcm entrato in vigore oggi, considerata anche la possibilità che il decreto assegna alle Regioni di poter introdurre autonomamente misure più restrittive di quelle indicate a livello nazionale.

Nei ministeri e sul tavolo del Cts si comincia però a fare i conti con la possibilità che a questo punto nessuna misura può essere esclusa.

“Nessun allarme, nessun terrore, ma è evidente che l’aumento dei contagi ci preoccupa, il virus corre veloce” dice il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia sottolineando però che “le reti sanitarie territoriali” stanno tenendo.

Lo stesso presidente del Consiglio, per la prima volta da settimane, a domanda specifica non esclude esplicitamente il provvedimento più drastico, il lockdown – anche se si farà di tutto per non arrivarci.

A partire dai trasporti pubblici, strettamente connessi alla scuola.

Dalla riunione al Mit tra il ministro dei Trasporti Paola De Micheli, regioni, comuni e società che gestiscono il Tpl è arrivata la disponibilità ad affrontare le situazioni più critiche anche se è stata confermata la soglia della capienza massima all’80%.

Questo perché, sottolinea il ministero, i dati dell’ultimo periodo dicono che l’utilizzo da parte degli studenti si attesta ad una media del 55% della capacità consentita.

“C’è la massima collaborazione fra il Governo e le Regioni sul tema del trasporto pubblico locale nel comune obiettivo di garantire i servizi in condizioni di sicurezza e nel rispetto delle regole di prevenzione”, dichiara il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al termine del confronto tra gli assessori ai trasporti delle Regioni con il ministro De Micheli.

“Sono stati affrontati con spirito costruttivo – ricorda Bonaccini – temi importanti come quelli relativi ai controlli e all’esigenza del massimo coordinamento tra le istituzioni scolastiche e le aziende di trasporto per garantire flussi di utenza non superiori all’80%, così come previsto dalle Linee guida sul trasporto pubblico locale. Accogliamo con favore – sottolinea – l’impegno del Ministero dell’Istruzione per l’attivazione dei tavoli regionali previsti dal piano scuola, strumento fondamentale per coordinare al meglio i servizi di trasporto pubblico locale con gli orari delle istituzioni scolastiche”.

“È auspicabile infine – conclude Bonaccini – che si possa arrivare anche ad una maggiore differenziazione degli orari dei lavoratori delle aziende pubbliche”.