L’AQUILA – “Inoltrerò all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, e al manager della nostra Asl, Roberto Testa, una proposta di intervenire rapidamente con fondi eventualmente destinati dal Governo per l’emergenza, per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere”. 

A comunicarlo è il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi dopo la riunione convocata questa mattina, alla quale erano presenti assessori, consiglieri comunali, dirigenti e funzionari dell’ente, a seguito della diffusione del coronavirus covid-19 in alcune zone d’Italia.

“Ho chiesto inoltre che venga data attuazione al piano assunzionale previsto dall’atto aziendale, in deroga alle previsioni del tavolo di monitoraggio ministeriale sulla sanità. Una richiesta legata al fatto che c’è carenza di personale e che i medici e gli infermieri attualmente in servizio potrebbero essere chiamati a svolgere turni di lavoro più ampi e faticosi. Inoltre, ho proposto l’immediata attivazione del servizio legato ai tamponi per la verifica della positività o meno al virus anche all’ospedale della nostra città”.

Il primo cittadino del capoluogo d’Abruzzo ha inoltre richiamato il contenuto della nota della Regione Abruzzo, sollecitandone la conoscenza e invitando gli aquilani ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni in essa contenute in caso di necessità.

In particolare, per coloro che provengono dalle aree del Nord Italia non rientranti nelle zone rosse, si distinguono due tipologie di casi: gli asintomatici che non hanno avuto contatti significativi con persone a rischio (per essere considerato contatto significativo non basta essere stati su un vagone ferroviario o in un centro commerciale) non vengono presi in carico; per coloro che accusano invece stati febbrili o altre sintomatologie, viene attivata la sorveglianza sanitaria passiva, vale a dire che il soggetto dovrà prendere contatti con la propria Asl di competenza, comunicare i propri dati e successivamente informare la stessa Asl di eventuali improvvisi peggioramenti.

Per coloro – sempre asintomatici – che hanno avuto invece contatti significativi con persone provenienti dalle zone rosse (o che siano partiti dalle zone rosse prima del divieto di lasciare le stesse aree), c’è l’obbligo dell’isolamento fiduciario domiciliare con sorveglianza sanitaria attiva. Vale a dire che sarà la Asl a contattare, a intervalli regolari, il soggetto e verificare eventuali mutamenti del quadro clinico. Su queste categorie di soggetti non viene eseguito il test per il Covid 19, a meno di un mutamento significativo del quadro clinico. Per tutti gli altri casi, restano ferme le indicazioni già introdotte nei giorni scorsi, vale a dire il non recarsi autonomamente nei pronti soccorso (per evitare la potenziale diffusione di un eventuale contagio), ma rivolgersi sempre prima telefonicamente al proprio medico di famiglia o alle guardie mediche, che attueranno un triage telefonico e solo eventualmente attiveranno il Protocollo di presa in carico ospedaliera, che verrà gestito dal 118 in sicurezza.