ROMA – Regole nazionali ma anche specificità locali. Le regioni italiane invocando una cornice di regole valide per tutti cercano di declinare in sintonia con la territorialità la Fase 2. 

In attesa dunque delle indicazioni che arriveranno nei prossimi giorni dal governo elaborano strategie diverse per la nuova “normalità” prossima a venire.

Distanza, dispositivi di protezione, digitalizzazione e diagnosi sono le 4 D su cui punta la LOMBARDIA, la regione che più di tutte è stata travolta dalla pandemia. Il governatore, Attilio Fontana, continua a difendere la riapertura omogenea nazionale e non scaglionata tra regioni. 

Intanto si lavora per la riapertura dei cantieri e alla revisione del sistema dei trasporti.

Le prime filiere che dovrebbero tornare a produrre sono, oltre all’edilizia, il tessile e l’automotive. 

Il PIEMONTE punta sulla riapertura progressiva delle imprese, ma in contemporanea, forse già da giugno, anche alla ripartenza degli asili nido “mentre i genitori lavorano”, come ha spiegato il governatore, Alberto Cirio. Tra le questioni principali allo studio c’è anche quella del trasporto pubblico. Saranno previsti servizi con prenotazione dei posti sui mezzi che raggiungono Torino e l’applicazione di sistemi di rilevazione bluetooth consentendo di mantenere la distanza di protezione. 

Far ripartire l’economia è la priorità del governatore del VENETO, Luca Zaia, che già nei giorni scorsi ha sdoganato più volte la “fine del lockdown”.

La fase 2 andrà di pari passo con le misure di sicurezza, dall’obbligo delle mascherine a piani di prevenzione nelle aziende. Sono molti i settori strategici, come moda, mobili, automotive, edilizia privata, che ‘spingono’ affinché il governo conceda aperture anticipate. 

Chiede il via libera alla riapertura di cantieri, spiagge e parrucchieri, invece, la LIGURIA. Un’idea presentata al governo che prevede anche la ripresa di tutti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande in modalità asporto, comprese le pasticcerie.

Proposto anche il via libera al commercio al dettaglio e l’attività individuale motoria all’interno del municipio di residenza, compresa corsa, bicicletta e ippica. 

Punta alla ripresa delle filiere con maggiore impatto sull’export, già da lunedì 27 aprile, l’EMILIA-ROMAGNA che propone screening sierologici nelle aziende e l’istituzione di controllori “per legge” in fabbriche e scuole. 

Frena, invece, la VALLE D’AOSTA dove “la fase di discesa epidemica non è ancora iniziata”, come ha spiegato ‘assessore alla sanità Mauro Baccega. “Viviamo ancora con difficoltà l’ipotesi di apertura delle realtà produttive non previste dal Dpcm, che rischierebbe di mettere in difficoltà il servizio sanitario regionale, già stressato, con il rischio di compromettere le azioni fatte finora”, ha spiegato. 

La provincia autonoma di TRENTO ha già autorizzato da una settimana la ripartenza dei cantieri all’aperto e, in vista di un calo del Pil tra l’11% e il 13%, chiede al governo la sospensione dell’Accordo di Milano del 2009 e del patto di garanzia del 2014. Dal 20 aprile sono aperti a Trento anche i mercati rionali, dal 27 aprile apriranno anche gli altri, solo per prodotti alimentari. 

Nel LAZIO saranno previste fasce orarie diversificate per negozi e uffici, riapertura progressiva di aziende, negozi, parrucchieri, bar, ristoranti e centri sportivi. E poi un focus sui trasporti, fondamentali per città come ROMA con contapassegeri, percorsi dedicati e distanziati in entrata e in uscita, posti contingentati e segnaletica sui bus e i vagoni della metro, ma anche alle fermate, per mantenere la distanza droplet. 

Per la fine del lockdown la CAMPANIA allarga le maglie sulle passeggiate, ma non in gruppo, e alla ripartenza dei cantieri e delle attività produttive, ma anche apertura delle spiagge. Previsto anche un alleggerimento della stretta sul delivery, mentre la riapertura di bar e ristoranti appare lontana.

Due i punti fermi: monitoraggio stretto del’evoluzione dei contagi e limitazione degli assembramenti in BASILICATA a preoccupare è il timore che la fase 2 possa trasformarsi in un’occasione per la criminalità di “rialzare la testa”.

Un tema di cui si è discusso anche nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Per la ripresa riflettori puntati sul settore automobilistico, con lo stabilimento di Melfi della Fca, sull’agricoltura e sugli altri comparti economici. 

La SARDEGNA si prepara per il debutto, in settimana, dei test sierologici. A questi sarà affiancata anche l’indagine epidemiologica della Regione. 

In UMBRIA e ABRUZZO, infine, si attendono le linee guida di palazzo Chigi prima di muovere i primi passi. Entrambe le regioni, però, hanno fretta di ripartire. 

Come, d’altronde, tutto il Paese.