L’AQUILA – In tutti i maggiori ospedali abruzzesi, a partire dai capoluoghi di regione tra i quali il solo nosocomio di Teramo ha già la struttura, si doteranno di pre triage per evitare che pazienti con sintomi tipici del Coronavirus, non intasino i pronti soccorso.

Saranno realizzate come tende, tensostrutture, con moduli o strutture sanitarie già presenti, come nel caso dell’Aquila con il cosiddetto G8, costruito dopo il terremoto del 2009 in occasione dell’evento mondiale che si svolse nel capoluogo regionale.

L’obiettivo è di fare percorsi alternativi per scongiurare contagi di sanitari e altri malati.

Di questo si è parlato nel nuovo summit che si è svolto stamani a Pescara sull’emergenza covid19 in Abruzzo dove ad oggi sono due i casi di contagio.

A riunirsi sono stati tra gli altri dirigenti della sanità delle quattro Asl, dei pronto soccorso, malattie infettive e Protezione civile, oltre all’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì e al capo dell’agenzia sanitaria regionale, Alfonso Mascitelli.

Durante il confonto è stata sottolineata la necessità di reperire nuovo personale, di migliorare i reparti di rianimazione e malattie infettive, e anche la esigenza di far arrivare in Abruzzo altri dispositivi di sicurezza tra cui mascherine, camici ed occhiali.

“La nostra organizzazione – ha spiegato il direttore sanitario della Asl provinciale dell’Aquila, Simonetta Santini, – è a un livello soddisfacente, c’è confronto, vicinanza e condivisione delle scelte, stiamo seguendo passo passo la situazione, intervenendo con efficacia, la guardia deve rimanere alta anche se bisogna evitare ogni tipo di allarme o peggio ancora di panico. Siamo in prima linea ed abbiamo i mezzi adeguati per affrontare ogni tipo di problematica mettendo in moto tutte le procedure per combattere questa emergenza”.