L’AQUILA – Salgono a otto i casi conclamati di coronavirus in Abruzzo.
Gli ultimi due in ordine di tempo sono anche gli unici ancora in attesa della controprova dell’Istituto superiore di sanità (Iss): si tratta del docente 30enne di Vasto, di ritorno da un corso di formazione in Lombardia, e di sua sorella.
Entrambi sono stati ricoverati all’ospedale, nel reparto di Malattie Infettive. Le loro condizioni sono buone.
“Dopo essere tornato da un corso di aggiornamento svolto in Lombardia, ha insegnato per un solo giorno al Polo liceale Mattioli”, ha detto il direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Thomas Schael, nel corso di una conferenza stampa.
La giornata è stata contrassegnata anche dalla conferma della positività per l’intera famiglia di Brugherio arrivata in Abruzzo per trascorrere qualche giorno di riposo nell’abitazione estiva di Roseto degli Abruzzi.
Il papà, un bancario 50enne, era stato il primo a risultare positivo dopo aver accusato i sintomi. A ruota è toccato a mamma e figlio; in ultimo anche la bambina, per cui il primo test a doppio metodica, eseguito nel laboratorio di Pescara, aveva dato esito ambiguo. Le condizioni dell’intero nucleo familiare sono comunque considerate buone.
Resterà ancora ricoverata al San Salvatore dell’Aquila, invece, la dottoressa lombarda, tirocinante, tornata in Abruzzo per sostenere l’esame di abilitazione professionale dopo aver avuto contatti con il fidanzato, che in seguito è stato trovato positivo al virus. Smentita fermamente la notizia delle sue possibile dimissioni, ma il percorso verso il ritorno a casa, in isolamento domiciliare, è avviato.
Resta all’ospedale di Pescara lo speleologo di San Giovanni Teatino: anche per lui il contagio è stato provato dopo il ritorno dal nord.
Sono 96 i test per il Covid 19 eseguiti dal laboratorio di riferimento regionale di Pescara dall’inizio dell’emergenza a oggi.
Di questi 77 sono risultati negativi, mentre altri 8 sono attualmente in corso.
Il numero dei pazienti risultati positivi al contagio resta fermo a 8, di cui 6 già confermati dal risultato delle controanalisi dell’Istituto Superiore di Sanità.
Sono tutti ricoverati NON in terapia intensiva.
La differenza tra il numero totale e quello degli esiti è legato al fatto che alcuni test sono stati eseguiti più volte sullo stesso paziente.
Complessivamente, infatti, i pazienti sottoposti a test nella nostra regione sono stati 89: 14 nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 9 nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 52 nella Asl di Pescara e 14 nella Asl di Teramo.
Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.
15 POSTI LETTO NEL ”G8”, ASL L’AQUILA SI ATTIVA PER APRIRE STRUTTURA ENTRO UNA SETTIMANA
Creare un piccolo ospedale con una quindicina di posti letto da riservare a malati risultati positivi al Coronavirus nel cosiddetto G8, la struttura ospedaliera limitrofa al San Salvatore dell’Aquila, realizzata in occasione dell’evento mondiale che si è svolto all’Aquila nel luglio del 2009, successivamente al terremoto del 6 aprile 2009: tecnici ed operatori, su mandato del direttore generale della Asl provinciale, Roberto Testa, stanno lavorando nella struttura con l’obiettivo di aprire nel giro di una settimana.
Secondo quanto si è appreso, alcuni dei posti letto saranno provvisti di respiratori.
Il G8 integrerebbe l’azione del reparto Malattie infettive, diretto dal dottor Alessandro Grimaldi, nel quale sono disponibili dieci posti con stanze a pressione negativa: in un’ala vengono ricoverati i casi sospetti o conclamati, nell’altra prosegue l’attività ordinaria, naturalmente, vengono due percorsi assolutamente separati.
Inoltre, è stata allestita da poco una stanza con i macchinari per assistere i pazienti con grave insuffcienza respiratoria e per la diagnostica ecografica della polmonite.
Nella struttura sono previsti percorsi ad hoc per far arrivare i casi sospetti in assoluta sicurezza per gli stessi pazienti ed operatori.
Nei giorni scorsi sull’utilizzo della struttura erano sorte polemiche in seguito alla ipotesi di alloggiare nella struttura persone in quarantena.
Intanto, non è ancora stata attivata la tenda per il pre triage montata al di fuori del San Salvatore dell’Aquila.
Nella Asl dell’Aquila non sono arrivati un sufficiente numero di materiali e dispositivi di prevenzione, come mascherine, tute, guanti e occhiali.
Sono 3.296 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 590 persone in più rispetto a ieri e 148 i morti, 41 in più. I guariti sono 414, 138 in più rispetto a ieri.
Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile.
Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 1.777 i malati in Lombardia, 658 in Emilia Romagna, 380 in Veneto, 106 in Piemonte, 120 nelle Marche, 45 in Campania, 21 in Liguria, 60 in Toscana, 41 nel Lazio, 21 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 12 in Puglia, 8 in Abruzzo, 7 in Trentino, 7 in Molise, 9 in Umbria, 1 in provincia di Bolzano, 2 in Calabria, 2 in Sardegna, uno in Basilicata, e 2 Valle d’Aosta.
Le vittime sono 98 in Lombardia (25 in più di ieri), 30 in Emilia Romagna (+8), 10 in Veneto (+4), 4 nelle Marche, 3 in Liguria (+2) e uno in Puglia.
Complessivamente sono finora 3.858 i contagiati totali dal coronavirus, comprese le vittime e le persone guarite.
Quanto ai tamponi, ne sono stati eseguiti 32.362, dei quali oltre oltre 27mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.
“Non ci sono criticità nei nostri ospedali, compresi quelli della Lombardia che sono oberati di lavoro”, ha detto il commissario Borrelli ribadendo che è già in atto “il piano di potenziamento delle terapie intensive e sub intensive”.
CONTE, STANZIATI 7,5 MILIARDI PER FAMIGLIE E IMPRESE
“Abbiamo stanziato 7,5 miliardi a sostegno delle famiglie e delle imprese che stanno affrontando quest’emergenza”.
Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
“Sono misure straordinarie e urgenti”, aggiunge.
Si tratta di “risorse significative e ci consentono di fare fronte alle esigenze immediate” dell’emergenza.
Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in conferenza stampa al termine del Cdm, ricordando che il nuovo decreto “non esaurisce gli interventi necessari: il governo è al lavoro per accelerare lo sblocco degli investimenti e il sostegno alla crescita”.
UN MILIARDO PER LA SANITA’
Circa un miliardo per l’assunzione di nuovi medici e infermieri e per aumentare le dotazioni di attrezzature adeguate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
Secondo quanto apprende l’Ansa a tanto ammonterebbero le risorse aggiuntive che il governo punta a destinare al Servizio sanitario nazionale con il nuovo decreto per contrastare gli effetti dell’epidemia.
SERVE IL CERTIFICATO MEDICO PER RIENTRARE A SCUOLA
Fino al prossimo 3 aprile, per le assenze per malattia superiori a 5 giorni, serve il certificato medico per poter rientrare a scuola.
La disposizione è valida per tutti, alunni e personale scolastico.
L’obbligo è stato ripristinato per tutti, su tutto il territorio nazionale, in deroga a qualsiasi altra disposizione.
Lo prevede il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri varato ieri.
Via libera del consiglio dei ministri al rinvio del referendum sul taglio dei parlamentari, previsto il 29 marzo, che si dovrà tenere tra il 10 e il 31 maggio.
Le scadenze sono imposte dalla legge del 1970 che regola i referendum Dopo il via libera della Cassazione alla legittimità della richiesta del referendum, la legge prevede che il governo abbia 60 giorni di tempo per convocare il Consiglio dei ministri che a sua volta debba fissare la data della Consultazione popolare.
Essendo stato dato il via libera dalla Cassazione il 23 gennaio scorso, ne consegue che il decisivo Consiglio dei ministri deve essere convocato entro e non oltre il 23 marzo.
La legge stabilisce quindi che l’esecutivo possa fissare la data del referendum in un giorno tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno successivo.
Quindi la forbice è teoricamente molto ampia, visto che il Consiglio dei ministri decisivo potrebbe essere già domani come tra 14 giorni, e che in esso si potrebbe puntare ad una campagna più corta (50 giorni) o più lunga (70).
Le domeniche in gioco sono le quattro tra il 10 e il 31 maggio; ma il 17 sono fissate le elezioni regionali amministrative e il 31 i ballottaggi, e quindi se si puntasse a un election day sarebbero le date più probabili.
Se invece il coronavirus non mollasse la presa costringendo a rinviare anche le regionali a settembre, si dovrebbe ricorrere a un decreto per derogare la legge del 1970.





