ROMA – Dopo un viaggio in Cina il genitore di due alunni cinesi di un istituto comprensivo di Roma ha deciso, benché non obbligato da alcuna disposizione, di tenere i figli a casa per 14 giorni.
Il motivo della scelta: una precauzione personale e la volontà di non “creare situazioni di allarmismo negli altri genitori” a causa dello spettro Coronavirus.
A raccontare all’Ansa l’episodio, avvenuto in una scuola del centro della Capitale, è il presidente dell’associazione presidi di Roma Mario Rusconi venuto a conoscenza del caso: “I due studenti, tornati in Italia venerdì scorso da un viaggio in Cina, sarebbero dovuti rientrare a scuola domani e invece per decisione della stessa famiglia faranno rientro tra una decina di giorni. Nel frattempo gli insegnanti per non lasciare indietro i due alunni daranno loro indicazioni su tutte le cose da studiare”.
Rusconi ha spiegato che una “delle azioni messa subito in atto da parte dei dirigenti insieme con i docenti è stata quella di evitare l’emarginazione o qualsiasi altra forma di discriminazione che si sarebbe potuta generare nei riguardi degli studenti di origine cinese. Gli insegnanti di scienze, concertandosi con il resto dei colleghi, in alcune scuole del centro storico di Roma hanno predisposto ad esempio una serie di lezioni proprio sul tema specifico e più in generale sulla trasmissione delle malattie, facendo intervenire anche medici o esperti in malattie virali. Diverse attività formative in questo senso sono state predisposte anche in altre scuole del Lazio”.
E il fenomeno dell’ autoisolamento nella comunità cinese sembra abbastanza diffuso. Lucia King, rappresentante di spicco a Roma, aveva già riferito: “Chi di noi della Comunità cinese in questo periodo è riuscito a ritornare in Italia, spontaneamente, ha poi deciso di autoisolarsi per due settimane, per senso di responsabilità verso l’Italia”.
La paura del contagio da Coronavirus “non riguarda solo gli italiani, ma anche noi cinesi” anche se “in Italia al momento ci sentiamo abbastanza tranquilli”.
Pure a Trento due ricercatori cinesi arrivati venerdì in città, sono in isolamento per 14 giorni. I due giovani hanno deciso, in modo volontario, di accettare le misure previste dal Ministero della Salute per il Coronavirus. I due studenti, va sottolineato, non presentano sintomi. Non si può quindi parlare di contagio. Si tratta di una misura presa a scopo precauzionale, sottolinea la Provincia autonoma di Trento.
Anche in Trentino, come nel resto del Paese, si stanno infatti applicando le misure previste dal Ministero. In queste ore pertanto i soggetti provenienti dalla Cina vengono invitati a seguire un protocollo precauzionale – definito isolamento fiduciario – indipendentemente dalla sintomatologia presentata.





