PESCARA – La fortuna di avere oggi in casa una piccola palestra o un tapis roulant, ai tempi di coronavirus permette agli atleti professionisti, ma anche a chi pratica per hobby atletica leggera, di mantenersi almeno in allenamento.

Non solo il calcio e gli altri sport di squadra, ma anche l’atletica leggera abruzzese paga pesantemente il lungo stop causato dall’emergenza sanitaria in atto.

A descrivere il quadro del momento è Mario De Benedictis, tecnico federale di fondo, mezzo fondo e marcia, e fratello del pluriolimpionico di marcia Giovanni De Benedictis.

“La situazione è drammatica considerando che proprio in questo periodo sarebbe partita la stagione dell’atletica. È invece tutto fermo e non sappiamo al momento quando e come si potrà ripartire considerando che l’obiettivo deve essere quello della tutela degli atleti. Le manifestazioni come le maratone, o grandi eventi che coinvolgono migliaia o anche diverse centinaia di persone quasi certamente salteranno. C’è poi – spiega Mario De Benedictis – il problema prettamente tecnico degli atleti che non posso allenarsi all’aperto. Chi fa corsa o marcia, per esempio se ha un giardino sotto la propria abitazione, o con un tapis roulant in casa può comunque allenarsi in qualche modo, ma chi ha bisogno di spazi, come chi pratica il lancio del disco, del martello, o chi fa salto in alto o in lungo, ha ovviamente problemi maggiori. Sicuramente ci saranno conseguenze a tutti i livelli per una sosta così lunga che penalizza tutti indistintamente”.