L’AQUILA – Nessun nuovo positivo all’Aquila, ma un’intera famiglia rom di Avezzano contagiata e anche il terzo decesso nella struttura del G8, dedicata interamente all’emergenza coronavirus: si tratta del paziente di Lodi, affetto dall’infezione, che si era negativizzato ma era stato trasferito in Abruzzo perché ancora in gravi condizioni; negli ultimi giorni si è aggravato, fino alla morte. 

L’uomo, come ha spiegato il primario del reparto di rianimazione dell’ospedale dell’Aquila, Franco Marinangeli, è arrivato negativo ma poi è tornato positivo. 

Il sindaco, Pierluigi Biondi, ha espresso il cordoglio della città: “Condividiamo il dolore dei familiari, le loro lacrime sono le nostre, di una città che è stata abituata a soffrire. Un dolore ancor più forte perché consumato senza il conforto di un ultimo sguardo o di una carezza. Ma questo non ci fiacca, non ci fa arrendere. Siamo qui a combattere come undici anni fa, consapevoli che dalla morte si può risorgere”.

Per il resto i positivi in città restano 20, più un paziente che è tutt’ora ricoverato fuori Asl. Gli ultimi casi, ufficializzati l’altro giorno, riguardano un agente di Polizia che ha dichiarato la sua positività su Facebook – scattate tutte le misure di sicurezza in Questura – e un uomo che, secondo quanto filtra, sarebbe tornato dall’estero.

Discorso diverso ad Avezzano, dove negli ultimi giorni sono state registrate ben quindici positività, quasi tutte in carico a una famiglia numerosa di etnia rom. Altri casi sono stati registrati a Magliano dei Marsi e a Collarmele (almeno quattro). 

Da segnalare anche il decesso di una donna, 83 anni, residente a Balsorano. A Sulmona resta il nodo della clinica “San Raffaele”, dove si sono già verificati due casi ed è probabile un terzo.

Nel frattempo si è riunito anche il comitato ristretto dei sindaci della Asl provinciale: l’allerta in Abruzzo è ormai elevata a livello 4, ciò significa che si devono reperire nuovi posti letto, anche nel privato. Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che presiede il comitato, ha chiesto ai colleghi primi cittadini di sollecitare le direzioni sanitarie affinché si reperisca personale qualificato. 

All’Aquila è stato attivato un altro reparto covid al San Salvatore dell’Aquila con una capacità circa 80 posti letto per pazienti che non hanno bisogno di terapia intensiva: così da concentrare il “Covid hospital” al G8 per terminare il potenziamento e lasciare la struttura solo per malati critici.