L’AQUILA – Cinque casi acclarati, di cui tre a Teramo, uno all’Aquila e l’altro a Pescara, altri sette casi sospetti in provincia dell’Aquila sui quali si è in attesa di conoscere i risultati dei tamponi, effettuati tra ieri sera e stasera, tra la nottata e domani: ed inoltre cinquanta test effettuati dal laboratorio di riferimento, quello di Pescara.
Sono i numeri, aggiornati, dell’emergenza coronavirus in Abruzzo.
Con un piccolo “giallo” nel tardo pomeriggio quando la Protezione civile nazionale, nel suo report quotidiano reso noto dal capo, Angelo Borrelli, ha attribuito cinque casi all’Abruzzo, dove fino ad un minuto prima erano ufficiali tre casi.
Sei dei sette casi oggetto di test e osservazioni in questa giornata riguardano L’Aquila.
L’altra sera al San Salvatore sono finite una madre con sua figlia: hanno la febbre e sono stati ricoverati per gli accertamenti nel reparto Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore diretto da Alessandro Grimaldi.
Il marito della donna e l’altro figlio sono stati posti in isolamento domiciliare fiduciario, pur non avendo sintomi.
A tutti e quattro i componenti della famiglia sono stati fatti i tamponi per verificare la presenza di Covid-19, i risultati si conosceranno nelle prossime ore.
Tamponi, in via precauzionale, anche su un’altra coppia madre-figlio, trasferita in ospedale nella serata di oggi, anche loro con febbre e difficoltà respiratorie. Dunque i casi “aquilani” su cui sono in corso accertamenti sono sei in tutto, ma i medici mantengono un buon grado di fiducia anche perché non sono stati ravvisati contatti diretti e lampanti con persone che provengono dalle zone del contagio.
E all’Aquila resta ricoverata, in costante miglioramento, la giovane ragazza lombarda, positiva al contagio, che ha sviluppato i sintomi quando era tornata in città per sostenere l’esame di abilitazione professionale (è medico tirocinante) dopo aver fatto visita al fidanzato, anch’egli residente in Lombardia, che poi si è scoperto affetto da Covid-19.
Nei prossimi giorni, se il suo quadro andrà in ulteriore miglioramento, sarà dimessa e posta in isolamento domiciliare.
All’Aquila è stato alzato ulteriormente il tiro nei controlli, a testimonianza di una grande prudenza nell’affrontare qualsiasi segnale potenzialmente sospetto, anche il minimo.
Un altro caso sottoposto a tampone riguarda Avezzano: lì è stato ricoverato un giovane, di ritorno da Torino, con sintomi influenzali. Anche in questa circostanza i risultati arriveranno nelle prossime ore.
Si attendono ancora, invece, le conferme della positività per i familiari del 50enne di Brugherio positivo al virus mentre era in vacanza a Roseto, nella sua residenza estiva. Anche se l’annuncio della protezione civile nazionale fa propendere per la positività di moiglie e uno dei due figli.
Comunque, tutta la famiglia è al “Mazzini” di Teramo: mamma e figlio positivi a un primo test e, ufficialmente, in attesa di controprova, mentre per la figlia il tampone ha dato esito incerto e si dovrà attendere, anche per lei, il verdetto dell’Istituto superiore di sanità. In ogni caso tutti e quattro sono in buone condizioni di salute.
Resta ricoverato a Pescara, anch’egli in condizioni non preoccupanti, il 48enne di San Giovanni Teatino trovato positivo di ritorno dal nord.
DISPONIBILI 6.600 STRUTTURE IN 80 CASERME, A ROCCARASO CENTRO DI QUARANTENA NELLA BASE MILITARE
C’è anche la base militare di Roccaraso tra le strutture individuate per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
Sono già disponibili circa 80 caserme, per un totale di 6.600 posti letto.
Le strutture, secondo quando apprende l’Ansa, sono state messe a disposizione su tutto il territorio nazionale dalla Difesa dopo una verifica delle disponibilità da parte del Comando operativo di vertice interforze.
Quella di Roccaraso è, individuata dal Comando operativo di vertice interforze, potrebbe essere impiegata eventualmente per la messa in quarantena.
Si trova sulla strada provinciale 84, che conduce alla frazione di Pietransieri e al comune di Ateleta, a circa due chilometri dal centro di Roccaraso. E’ circondata da un bosco di querce di oltre 4 ettari a breve distanza dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dal Parco Nazionale della Maiella.
LE MISURE
È stato chiuso il testo del decreto legge sulle prime misure economiche per far fronte all’emergenza coronavirus, approvato salvo intese dal Consiglio dei ministri venerdì. Il testo dovrebbe essere inviato domani al Quirinale per la firma del Capo dello Stato.
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo dpcm con le misure per il contenimento dei contagi da Coronavirus.
Il nuovo decreto è caratterizzato dalla sospensione delle attività scolastiche fino all’8 marzo nelle regioni “cluster”.
Con il provvedimento in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, a Savona e Pesaro-Urbino si introduce la regola ‘droplet’, affinché venga garantita la distanza tra le persone di almeno un metro l’una dall’altra in tutti i bar, ristoranti, pub, negozi, musei e chiese.
In questi luoghi l’apertura di locali pubblici è ora “condizionata” a modalità che evitino assembramenti. Una misura proposta dagli stessi governatori delle tre Regioni ma ritenuta “difficilissima da applicare” da parte di alcuni sindaci, come quello di Crema, Stefania Bonaldi.
Sono 1.835 gli ammalati per coronavirus in Italia, con un incremento di 258 persone rispetto a ieri.
Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile.
A questi vanno aggiunti i 149 guariti (66 in più rispetto a ieri) e i 52 morti (18 in più di ieri).
“Al momento non ci sono criticità nei posti di terapia intensiva”, ha detto il capo della Protezione Civile Borrelli.
Dai dati del Dipartimento risulta che i malati sono 1.077 in Lombardia, 324 in Emilia Romagna, 271 in Veneto, 51 in Piemonte, 34 nelle Marche, 18 in Liguria, 17 in Campania, 12 in Toscana, 9 in Friuli Venezia Giulia, 5 Sicilia, 4 Lazio, 5 Abruzzo, 4 Puglia, 2 Umbria, 1 provincia di Bolzano, 1 Calabria. Complessivamente i contagiati, comprese le persone guarite e le vittime, sono 2.036. Quanto ai tamponi, ne sono stati effettuati 23.345.
309 TENDE DAVANTI AGLI OSPEDALI
Sono 309 le tensostrutture montate fuori dall’ospedali italiani per permettere un triage ai casi sospetti di coronavirus, limitando il rischio di contagio, e permettendo di organizzare percorsi protetti pazienti.
La separazione dei due percorsi facilita l’attività del personale, abbreviando i tempi necessari alla presa in carico.
Le tende per il triage infettivologico sono una delle disposizioni dell’Unità di crisi della Protezione civile e servono ad accogliere solo i pazienti con sintomi sospetti: tosse, febbre, difficoltà respiratorie.
Un esercito di 1.735 persone si è aggiunto agli organici sanitari: 1000 volontari della Protezione Civile più 735 delle forze armate e polizia.
DA OSPEDALI PRIVATI 50-60 POSTI RIANIMAZIONE
Almeno 50-60 posti letto di terapia intensiva in più saranno messi a disposizione dagli ospedali privati lombardi per far fronte all’emergenza coronavirus a supporto delle strutture pubbliche: è quanto stima saranno raccolti in questa settimana Dario Beretta, presidente di Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) Lombardia, al termine della riunione tenutasi questo pomeriggio presso la regione Lombardia con i direttori sanitari degli ospedali privati.
“Stiamo organizzando dei reparti ‘coronavirus’ – ha spiegato all’Ansa – e poi con gli altri direttori sanitari abbiamo fatto il quadro sui posti letto di terapia intensiva. Già da San Raffaele e Policlinico San Donato tra oggi e domani dovrebbero rendersi disponibili 20 posti di terapia intensiva e 90 di degenza per il coronavirus”.
I posti letto verranno incrementati “a seconda delle esigenze. Gli ospedali privati con pronto soccorso e terapia intensiva devono dare una determinata disponibilità – continua -, mentre le altre strutture prive di questi reparti devono rendersi comunque disponibili per sgravare gli ospedali pubblici dagli altri pazienti”.
In Lombardia sono circa 27 le strutture private dotate di pronto soccorso e terapia intensiva, e circa 380 i loro posti letto di terapia intensiva.
AMAZON RITIRA UN MILIONE DI FALSI RIMEDI A PREZZI GONFIATI
Amazon ha ritirato dallo store online oltre un milione di prodotti i cui venditori affermavano essere protettivi o addirittura curativi per il coronavirus.
Lo riporta il sito della Bbc, secondo cui il gigante delle vendite online ha anche rimosso migliaia di articoli i cui prezzi erano stati gonfiati.
La compagnia ha monitorato i rialzi dei prezzi, proibiti oltre un certo limite dalle policy aziendali, e le eventuali false affermazioni sia con metodi manuali che automatici.
Amazon non ha fornito una lista di prodotti spacciati per curativi, ma nei giorni scorsi cercando ‘coronavirus’ sul sito era possibile trovare, oltre a mascherine e disinfettanti, anche falsi rimedi molto di diffusi sui social, come le compresse di vitamina C.
“Non c’è spazio in Amazon per queste operazioni sui prezzi – ha affermato una portavoce della compagnia -, e le politiche della compagnia ci permettono di togliere i prodotti che minano la fiducia degli utenti”.





