L’AQUILA – Salgono a 33 i casi positivi in Abruzzo, di cui 16 registrati nella giornata di oggi.

Il laboratorio di riferimento regionale di Pescara ha diagnosticato questa sera altri 3 nuovi casi positivi al Covid 19. 

Si tratta di 3 donne: una di un centro della provincia di Teramo, che si trova ricoverata nel reparto di malattie infettive di Teramo. Le altre 2 sono di Pescara e sono ricoverate nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Santo Spirito.

Nelle scorse ore nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, sono emersi altri 5 nuovi casi positivi al Covid 19, che si aggiungono ai 7 già comunicati questa mattina.  Con gli ultimi casi, sale a 30 il numero dei pazienti positivi al virus in Abruzzo, di cui 13 accertati nella giornata di oggi.

Dei cinque risutati postivi questa mattina, i primi due riguardano 2 uomini di Ortona, entrati in contatto con l’uomo deceduto la scorsa settimana.

Uno si trova in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte della Asl, l’altro è ricoverato nel reparto di malattie infettive del policlinico di Chieti.

Altri 3 casi riguardano altrettante donne entrate in contatto con l’uomo ricoverato all’ospedale di Penne e risultato positivo. Due sono ricoverate, mentre una è in isolamento domiciliare.

E’ risultato invece negativo il tampone eseguito sull’uomo deceduto sabato pomeriggio all’ospedale di Penne.  

Per quanto riguarda invece i 7 nuovi casi positivi al Covid 19, confermati questa notte, tutti si trovano in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte della Asl.

I primi due casi riguardano due medici in servizio all’ospedale di Penne.

C’è poi un medico dell’ospedale di Pescara e un altro in servizio al punto di primo intervento del presidio di Pescina, che attualmente è chiuso per la sanificazione dei locali.

All’Aquila è risultato positivo un uomo entrato in contatto con un altro paziente risultato positivo nei giorni scorsi al test.

Positivi al test pure due familiari dell’uomo di Ortona deceduto la scorsa settimana.

E poi ancora un altro caso accertato nel pomeriggio, la moglie del paziente ricoverato all’ospedale di Penne e risultato positivo al Covid 19 nei giorni scorsi, risultata a sua volta positiva al contagio.

IL PUNTO IN ABRUZZO

I dati sono stati diffusi prima che venissero resi noti i 3 nuovi casi.

24 pazienti sono ricoverati in ospedale, NON in terapia intensiva, mentre gli altri sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, il laboratorio di Pescara ha eseguito 237 test, di cui 179 sono risultati negativi.

La differenza tra il numero totale e quello degli esiti è legato al fatto che alcuni test sono stati eseguiti più volte sullo stesso paziente. Complessivamente, infatti, i pazienti sottoposti a test nella nostra regione sono stati 227: 30 nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 25 nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 144 nella Asl di Pescara e 28 nella Asl di Teramo.

Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.

POSITIVO SINDACO DI PENNE

Positivo il sindaco di Penne Mario Semproni e due medici dell’ospedale del centro pescarese S.Massimo: è questo il risultato dei tamponi effettuati nei giorni scorsi nel nosocomio dopo che un anziano paziente ricoverato era stato trovato affetto da coronavirus.

Con Semproni è positivo anche l’altro medico del reparto di geriatria. 

Nei giorni scorsi l’intera ala del S.Massimo che contiene il reparto di medicina generale e geriatria e il pronto soccorso erano state isolate. Intanto dalle analisi eseguite la scorsa notte nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, sono emersi in totale 7 nuovi casi positivi al Covid 19. 

Tutti si trovano in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte della Asl. C’è poi un medico dell’ospedale di Pescara e un altro in servizio al punto di primo intervento del presidio di Pescina, che attualmente è chiuso per la sanificazione dei locali. 

All’Aquila è risultato positivo un uomo entrato in contatto con un altro paziente risultato positivo nei giorni scorsi al test. Positivi al test pure due familiari dell’uomo di Ortona deceduto la scorsa settimana. Con gli ultimi casi, sale a 24 il numero dei pazienti positivi al virus in Abruzzo.

CREA, IN ABRUZZO STOP A PRESTAZIONI AMBULATORIALI NON URGENTI

“Sappiamo che si creeranno inevitabilmente dei disagi all’utenza, ma è nostro dovere mettere in campo ogni azione utile a contenere il contagio da Covid 19. Mi auguro che tutti comprendano la situazione di emergenza che stiamo vivendo e la conseguente necessità di adottare misure straordinarie”.

Così l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, commentando le linee di indirizzo assunte oggi dal Crea (il comitato regionale emergenza-urgenza), che saranno recepite in un’ordinanza del presidente Marco Marsilio.

Il Crea ha stabilito che dovranno essere sospese (sia nelle strutture pubbliche, che in quelle private convenzionate) tutte le attività di medicina ambulatoriale non urgenti (vale a dire che saranno garantite solo quelle che hanno sulla prescrizione, la classe di priorità U), fatte salve le prestazioni onco-ematologiche, radioterapiche e chemioterapiche; le prestazioni individuate come indispensabili dallo specialista di riferimento, incluse quelle in ADI; prestazioni dialitiche; i controlli chirurgici e ortopedici post intervento; la terapia del dolore; le prestazioni connesse alla PMA (Procreazione Medicalmente Assistita); le attività di pre-ospedalizzazione per interventi in classe A; le prestazioni dei servizi pubblici nell’area salute mentale dell’età evolutiva e dell’età adulta e i servizi sulle dipendenze (SERD); i prelievi ambulatoriali, a carattere di urgenza e le prestazioni TAO; le vaccinazioni obbligatorie secondo calendario nazionale vigente.

Sono ovviamente consentite le attività connesse alla donazione del sangue, mentre si dispone di limitare quanto più possibile i prelievi non indispensabili.

Le strutture territoriali pubbliche e private (autorizzate e accreditate) che erogano prestazioni sanitarie e socio sanitarie in regime semiresidenziale e domiciliare potranno proseguire la propria attività esclusivamente per le sole attività ritenute urgenti e indifferibili, nel rispetto, comunque, delle misure precauzionali di contenimento del rischio, al fine di garantire ai pazienti la continuità dell’assistenza nelle condizioni di massima sicurezza e al personale di operare al minor livello di rischio possibile.

Novità anche per le prescrizioni farmaceutiche: per limitare gli accessi nelle strutture ospedaliere e territoriali del sistema sanitario regionale e garantire, allo stesso tempo, la continuità terapeutica, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta sono autorizzati a prescrivere farmaci sottoposti a Piano Terapeutico, per 60 giorni dalla data di scadenza dello stesso. Parallelamente, si stanno predisponendo anche una serie di misure riguardanti l’assistenza ospedaliera.

“Oggi il Crea – aggiunge la Verì – predisposto misure organizzative ancora più rafforzate per l’assistenza ospedaliera di pazienti affetti da Covid 19. E’ necessario, infatti, preparare in anticipo le strategie di risposta all’emergenza epidemiologica, tenendo conto anche dei tempi necessari e delle modalità di risposta a livello locale. Il tutto secondo quando previsto dalle disposizioni nazionali, che identificano specifici obiettivi, che puntano a ridurre l’impatto della emergenza infettiva sui servizi sanitari e sociali per assicurare la funzionalità e la continuità dei servizi sanitari stessi e degli altri servizi essenziali”.

Ciascuna Asl dovrà provvedere all’attivazione di nuovi posti letto di terapia intensiva dedicati all’emergenza Covid 19 e al potenziamento dei posti letto delle unità operative di malattie infettive e pneumologia, sia ricorrendo ad ampliamento, sia attraverso la riconversione di degenze ordinarie.

Anche le strutture di ricovero e cura del privato accreditato sono chiamate a fare la loro parte, indicando i posti letto dotati di respirazione assistita e le aree dove i pazienti positivi al contagio (non in condizioni critiche) possono essere posti in isolamento.

“Si tratta – sottolinea l’assessore – di un provvedimento flessibile e che può essere modulato in caso di un’evoluzione dell’emergenza. Voglio in ogni caso rassicurare i cittadini che si tratta di misure preventive e precauzionali, ma che vanno sempre e in ogni caso assunte in anticipo per non farsi trovare impreparati a situazioni che ci auguriamo non si verifichino mai”.

SEMPRE PIU’ COMMERCIANTI ABRUZZESI DECIDONO DI SOSPENDERE LE ATTIVITA’

“Non possiamo rischiare, basta così”.

E’ solo una delle tante voci dei commercianti abruzzesi che, in queste ore, nonostante il nuovo Dpcm, firmato due notti fa dal premier Giuseppe Conte al fine di evitare il diffondersi del contagio da Coronavirus, non preveda limitazioni o la chiusura di negozi ed attività commerciali, hanno deciso autonomamente di abbassare le serrande ma solo per la durata dell’emergenza.

Il decreto prevede la sospensione delle “attività di pub, scuole da ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati”, mentre “i gestori di attività di ristorazione possono continuare a tenere i locali aperti, a condizione che garantiscano la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, pena sanzione in caso di violazione. Stesso discorso per palestre e piscine, che possono continuare a stare aperte a patto che i frequentatori siano distanziati gli uni dagli altri”. 

Ma i piccoli imprenditori alle prese con un’emergenza mai vista, per senso di responsabilità, hanno deciso di chiudere nonostante, ad oggi, potrebbero continuare a lavorare.

Sempre più ristoranti, pub e pizzerie decidono di sospendere le attività a data da destinarsi o si attrezzano per migliorare il servizio da asporto.

Stessa cosa vale per le palestre e i centri estetici: “Il decreto firmato l’8 marzo dalla Presidenza del Consiglio invita le persone a restare a casa e a limitare le uscite e le interazioni sociali il più possibile. Al contempo, però, nessuna risposta concreta viene dalle stesse autorità. Nessuno mi ha imposto di chiudere. Lo stesso sindaco invita le persone alla responsabilità e al buon senso, ma non dà disposizioni precise verso attività come la mia”, dice la titolare di un centro fitness di Montesilvano. 

LE MISURE DEL DECRETO VALIDE ANCHE IN ABRUZZO

Il provvedimento del Governo adotta, lo ricapitoliamo in sintesi, le seguenti misure: sono sospesi meeting, riunioni e congressi; sono sospese manifestazioni, eventi e spettacoli, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in luoghi pubblici e privati; sono sospese le attività di pub, scuole di ballo e sale giochi, sale scommesse e sale-bingo, discoteche e locali assimilati, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione; sospensione dell’attività di musei e luoghi della cultura; è fatto obbligo al gestore, riguardo allo svolgimento di attività di ristorazione e di bar, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione, sono sospese gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina svolte in ogni luogo, sia pubblico che privato; sono sospesi i viaggi di istruzione; resta confermata la sospensione fino a tutto il 15 marzo dei servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado. 

IL PUNTO IN ITALIA

Sono 463, 97 in più di ieri, i morti legati al coronavirus in Italia,  724 le persone guarite, 102 in più di ieri.

Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nella conferenza stampa alla Protezione Civile.

Sono 7.985 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 1.598 persone rispetto a ieri.

Sono 733 i malati ricoverati in terapia intensiva, 83 in più rispetto a ieri. 

Di questi 440 sono in Lombardia, che ha avuto un incremento in un giorno di 41 casi. 

Sono invece 4.316 i malati con sintomi ricoverati e 2.936 quelli in isolamento domiciliare.

CHIUSI TUTTI GLI IMPIANTI SCIISTICI

Chiusi tutti gli impianti sciistici del territorio italiano.

A comunicarlo in conferenza stampa il ministro Francesco Boccia dopo aver preso la decisione di concerto con le Regioni e la Protezione civile.

“Dobbiamo prendere atto che il buon senso che spesso abbiamo chiesto non solo non c’è stato ma c’è stata anche una operazione di marketing vergognosa. Ci riferiamo alla sollecitazione ad alcuni studenti liberi da impegni scolastici ad andare in montagna”, ha sottolineato il ministro degli Affari regionali evidenziando che “operazioni pubblicitarie e di marketing come quella fatta sull’Abetone è un esempio di quello che non va fatto”.

“Il governo sta lavorando ad una ‘progressiva omogenizzazione delle regole su tutto il territorio nazionale”, ha detto il ministro precisando che oltre alle regole si sta lavorando anche con le regioni per “prescrizioni e disciplina” omogenee su tutto il territorio nazionale, operazione che verrà fatta anche attraverso il confronto politico.

CONI, ”STOP A TUTTO LO SPORT MA PRIMA SERVE DECRETO”

Stop a tutto lo sport italiano fino al 3 aprile, ma prima serve un apposito decreto della presidenza del consiglio: è la decisione del Coni e delle federazioni sull’emergenza coronavirus. 

Giovanni Malagò e il presidenti federali riuniti dalle 15 hanno “sospeso tutte le attività sportive a ogni livello” ma hanno anche chiesto “al Governo di emanare un apposito Dpcm che possa superare quello attuale in corso di validità”. 

Malagò è stato delegato a informare il premier Giuseppe Conte e il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, su quanto emerso nell’incontro e ha riunito al Foro Italico i presidenti delle federazioni degli sport di squadra per affrontare l’emergenza coronavirus, “un’emergenza per il Paese e per lo sport che non ha precedenti nella storia”. 

Alcuni sono intervenuti via Skype, e al termine della discussione è stato stabilito all’unanimita’ che “tutte le decisioni prese dalle singole federazioni sono da considerarsi corrette e nel pieno rispetto delle norme e delle leggi emanate e attualmente in vigore” e ha sospeso “tutte le attività sportive ad ogni livello fino al 3 aprile” prossimo. 

Per “ottemperare” a questa decisione, “viene richiesto al governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità”. 

I vertici dello sport italiano hanno inoltre deciso di “chiedere alle Regioni, pur nel rispetto dell’autonomia costituzionale, di uniformare” le singole ordinanze alle decisioni del governo. 

All’Esecutivo, lo sport italiano chiede inoltre di “inserire anche il comparto sport, sia professionistico sia dilettantistico, nell’annunciato piano di sostegno economico” per compensare “disagi ed emergenze che lo sport italiano ha affrontato finora con responsabilità e senso del dovere, rinunciando in alcuni casi particolari allo svolgimento della regolare attività senza possibilità di recupero nelle prossime settimane a causa di specifiche temporalità delle manifestazioni”. 

A Malagò è stato affidato il compito di informare “oggi stesso” il premier Conte e il ministro dello Sport, Spadafora, di quanto deciso nell’incontro. 

Il Coni sottolinea inoltre che “le competizioni a carattere internazionale, sia per i club sia per le nazionali” non rientrano nella sua “disponibilità giurisdizionale e che quindi non possono essere regolate dalle decisioni” prese oggi. 

“Il Coni – conclude la nota – da giorni sta sostenendo e continuerà a sostenere le singole Federazioni in tutte le iniziative che intenderanno intraprendere con le rispettive organizzazioni internazionali (europee e mondiali) al fine di armonizzare i calendari e gli eventi anche in vista delle prossime scadenze legate alle qualificazioni olimpiche”.