PESCARA – Venti giorni fa il primo caso accertato di coronavirus in Abruzzo: un 50enne della bassa Brianza che si trovava con la famiglia a Roseto degli Abruzzi (Teramo) nella casa estiva. Poi la positività anche della moglie e dei due figli piccoli.
Nell’ultima settimana brusca impennata dei contagi che, secondo il bollettino diffuso ieri dalla Regione Abruzzo, hanno raggiunto quota 263. Sette i morti.
Diverse le zone in cui la situazione è più critica: una nel Chietino, ad Ortona, una nel Pescarese, tra Penne – dove epicentro di tutto è l’ospedale – Città Sant’Angelo ed Elice, e una nel Teramano, in Val Fino.
A Penne è stata accertata la positività di un 69enne di Città Sant’Angelo che era ricoverato in ospedale per altre patologie. A quel punto sono scattati i test per molti operatori sanitari.
Tra i primi a risultare positivi c’è il sindaco, Mario Semproni, medico nell’ospedale del suo comune, e con lui altri colleghi, infermieri, operatori.
Decine, al momento, le persone affette da Covid-19 nella città vestina. Pur non mancando casi nei grandi centri, è soprattutto nelle piccole realtà che il fenomeno sembra “esplodere”. E’ il caso, ad esempio, della Val Fino.
Non mancano i soggetti guariti: sempre secondo il bollettino diffuso ieri, due lo sono formalmente – si tratta dei figli piccoli del ‘paziente 1’ – mentre cinque lo sono clinicamente e sono tornati a casa in attesa del tampone di controllo.
Dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara (anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo), sono emersi 35 nuovi casi positivi al Covid 19.
Due casi fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e riguardano un 35enne di Canistro e una 35enne di Barisciano; tre casi riguardano la Asl Lanciano-Vasto-Chieti: un 91enne di Roccascalegna; una 63enne di Vasto; un 68enne di Casalbordino; 22 casi riguardano la Asl di Pescara: una 81enne, una 45enne, un 71enne, un 20enne, un 15enne, un 55enne, un 26enne di Montesilvano; un 59enne, una 51enne, un 43enne, un 69enne, una 69enne e un 46enne di Pescara; una 55enne e una 26enne di Civitella Casanova; un 55enne e un 72enne di Penne; un 67enne di Manoppello; un 73enne di Elice; una 81enne e un 25enne di Spoltore; un 88enne di Pianella; 8 casi afferiscono alla Asl di Teramo: una 64enne di Atri; un 80enne e un 41enne di Teramo; un 69enne, un 64enne e un 89enne di Castiglione Messer Raimondo; un 69enne di Colonnella; un 68enne di Atri.
Con gli ultimi casi salgono a 263 i positivi in Abruzzo al Covid 19.
Nella revisione dei report dei giorni scorsi è risultato un caso positivo inserito 2 volte: l’errore è stato corretto. Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.
99 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (14 in provincia dell’Aquila, 18 in provincia di Chieti, 61 in provincia di Pescara e 6 in provincia di Teramo), 41 in terapia intensiva (4 in provincia dell’Aquila, 6 in provincia di Chieti, 24 in provincia di Pescara e 7 in provincia di Teramo), mentre gli altri 109 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (1 in provincia dell’Aquila, 16 in provincia di Chieti, 72 in provincia di Pescara e 20 in provincia di Teramo).
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 7 pazienti deceduti (spetterà in ogni caso all’Istituto Superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone già affette da patologie pregresse), 5 pazienti clinicamente guariti (che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici) e 2 guariti (che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 2.054 test, di cui 1182 sono risultati negativi. La differenza tra il numero dei test eseguiti e gli esiti, è legato al fatto che più test vengono effettuati sullo stesso paziente.
Nel totale viene considerato anche il numero degli esami presi in carico e tuttora in corso.
Dei casi positivi, 20 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 44 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 160 alla Asl di Pescara e 39 alla Asl di Teramo. Va precisato che il numero elevato di casi registrati a Pescara è anche legato al fatto che al Santo Spirito accedono pazienti provenienti anche da altre aree della regione.
Sono 55 i malati che sono stati trasferiti dai reparti di terapia intensiva degli ospedali della Lombardia a quelli in altre regioni italiane grazie alla Centrale remota operazioni di soccorso sanitario.
Lo rende noto il Dipartimento della Protezione Civile sottolineando che di questi 18 sono affetti da coronavirus e 37 da altre patologie.
I pazienti – trasportati con ambulanze medicalizzate delle associazioni di volontariato di protezione civile, elicotteri del 118 e mezzi aerei dell’Aeronautica Militare – sono attualmente ricoverati negli ospedali del Piemonte (11), Friuli Venezia Giulia (9), Toscana (9), Veneto (6), Abruzzo (5), Lazio (4), Umbria (4), Puglia (3), Molise (2) e Sicilia (2).
Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.
Una giornata nel segno della speranza in provincia di Chieti, dove sul Coronavirus si registrano notizie di segno positivo.
Sono stati dimessi una giovane donna dall’unità operativa di Malattie infettive dell’ospedale “SS. Annunziata” di Chieti, e altri due, un uomo e una donna, da quella di Vasto, mentre un altro paziente è uscito dalla Terapia Intensiva di Chieti e trasferito in Pneumologia.
Sul fronte del territorio, invece, si è conclusa la sorveglianza dei 20 bambini e altri 14 tra docenti e altro personale della Scuola primaria di Casalbordino, che erano entrati in contatto con una donna risultata positiva al test.
Lo stesso vale per le altre 25 persone che avevano avuto contatti con la stessa. Nessuno di loro è risultato contagiato.
Analogamente è accaduto a Lanciano per le 49 persone in quarantena con isolamento domiciliare fiduciario e con sorveglianza attiva a seguito di contatto con il 32enne positivo che era stato ricoverato a Chieti e già dimesso.
I due pazienti di Vasto risultano clinicamente guariti e saranno trattenuti in isolamento domiciliare in attesa del tampone di conferma per l’accertamento della negatività.
Restano ricoverati in Malattie infettive altri cinque pazienti a Vasto, 12 a Chieti e sei in Rianimazione al “SS. Annunziata”.
“L’attuale personale di area medica dell’ospedale di Pescara, che prontamente ha aderito al piano emergenziale, riorganizzandosi in uno staff multidisciplinare, è di fatto insufficiente allo stato attuale e ancor più lo diventerà nei prossimi giorni”.
E’ quanto scrive la Asl di Pescara nella relazione inviata alla Regione Abruzzo su cui si basa l’ordinanza con cui il governatore Marco Marsilio ha istituito la zona rossa in sei comuni, cinque del Teramano e uno del Pescarese.
“Visto il costante e crescente ricorso all’intubazione – si legge nel passaggio della relazione riportato nell’ordinanza – altri nuovi posti di rianimazione saranno disponibili giovedì 19 marzo, presso i locali della vecchia di Rianimazione. Se questi non bastassero sarà necessario far ricorso all’utilizzo dei nove posti della rianimazione centrale dell’Ospedale, sinora preservata come area pulita”.
“In questo contesto, qualsiasi intervento che permettesse una riduzione della curva epidemica potrebbe risultare cruciale per ridurre questo stato di probabile discrepanza, stanti i dati strutturali, tra domanda di assistenza respiratoria e ventilatoria montante e la possibilità di offerta assistenziale complessa, per quanto potenziata ed ulteriormente potenziabile entro limiti ragionevoli”, conclude l’azienda sanitaria.






