PESCARA – Il Palio dei Sei Rioni, previsto a Penne (Pescara), dal 26 al 28 agosto, non si farà.
Ad annunciarlo, a Pescara, nel corso di una conferenza stampa, Pasquale Di Francesco, presidente della Pro loco di Penne.
Al Palio era prevista anche la presenza tra i testimonial di Fabrizio Corona (nella foto), la cui partecipazione nei giorni scorsi ha provocato una diatriba tra il Comune e la pro loco.
“Nonostante le grandi difficoltà organizzative – ha spiegato Di Francesco – dovute alla ristrettezza di fondi e contributi, abbiamo pensato di riproporre il Palio per valorizzare la citta’ di Penne”.
“Il Comune – ha proseguito – non ci ha dato fondi, ma ci ha concesso l’utilizzo del centro storico e del Chiostro di San Domenico. Per finanziare il Palio abbiamo pensato di chiedere al pubblico un contributo per assistere agli spettacoli. Il Comune, però, ha risposto che potrebbero esserci problemi di carattere legale nel far pagare il biglietto anche ai cittadini di Penne”.
“Per noi, dunque – ha ammesso il presidente della pro loco – diventa difficile dal punto di vista pratico gestire questa situazione. Inoltre poco fa ci hanno comunicato che potrebbero esserci anche problemi di agibilità nella zona del Chiostro, eppure in questi giorni ci sono state altre iniziative”.
Di Francesco ha escluso la possibilità di un ripensamento sulla decisione di piantarla qui, “a meno che non si riescano a trovare i soldi. La manifestazione – ha svelato – costa circa 70 mila euro, di cui solo 5 mila euro sarebbero andati ai tre testimonial”.
Da parte sua, il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ha preferito non entrare nella diatriba tra pro loco e Comune relativa all’opporunità o meno della presenza di Corona.
“Gli organizzatori di una manifestazione – ha detto- sono liberi di scegliere chi invitare e poi se ne assumono la responsabilità, nel bene e nel male. Certo è che quest’anno il Palio era molto atteso e non per l’ospite, ma perché la manifestazione avrebbe animato la città”.
“Non entro nell’aspetto formale – ha concluso – però ritengo che manifestazioni come queste siano anche uno strumento di marketing territoriale”.
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