L’AQUILA – “Rischiamo di perdere, se non li abbiamo già persi, 114mila euro dell’Agicom, senza contare i cittadini che aspettano il rimborso di oltre 57mila euro. Ho dato mandato ad un legale per verificare se sia legittimo avermi impedito di esercitare il mio ruolo di presidente facente funzione ”.
L’allarme, per l’ennesima volta, e con corollario di azioni legali, è lanciata dal componente e presidente facente funzione del Corecom, Ottaviano Gentile. L’organismo regionale, che si occupa di telecomunicazioni e contenziosi tra cittadini e compagnie telefoniche, è in una drammatica situazione di stallo, da quando è scaduto a inizio settembre, il mandato di Filippo Lucci, per i raggiunti dieci anni in carica. Il presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, Forza Italia e del presidente della Regione, Marco Marsilio, ancora non scelgono il nuovo successore tra i 15 candidati che hanno risposto al bando.
E intanto il Corecom resta nella paralisi: gli attuali componenti del comitato, Gentile e Michela Ridolfi, anche loro non possono decidere nulla. E’ accaduto infatti che per un controverso parere dell’Avvocatura della Giunta regionale, il cda del Corecom è stato considerato “perfetto”, ovvero non si può riunire, in assenza del presidente, nè può deliberare. Parere smentito dal servizio “Legislativo, qualità della legislazione e studi” del Consiglio regionale per cui il Corecom invece è un cda “perfetto”, e può auto-convocarsi anche senza presidente. Nel dubbio però la componente Ridolfi diserta le riunioni convocate dal secondo componente, e presidente vicario, Gentile.
“Il comitato da cinque mesi è stato impossibilitato ad operare e io ho dato mandato a un mio legale di vedere se il fatto che non mi hanno fatto fare il presidente facente funzioni sia regolare o meno. A causa del parere secondo il quale quello del Corecomè un cda perfetto, che pure è stato smentito da un altro articolato parere – incalza Gentile -. Io ho convocato 10 riunione, andate deserte, perché l’altra componente non è stata presente. E di fatto il Corecom è fermo e con esso i rimborsi per i cittadini abruzzesi, rischiamo contributi dell’Agicom, per il funzionamento dell’organismo. Ci saranno grossi ritardi anche per le emittenti che devono avere dei rimborsi per la comunicazioni elettorali”.
Non resta che attendere a questo punto la veloce nomina del nuovo presidente che sarà, va ricordato, a tempo: resterà in carica, con compenso di 1.700 euro netti al mese, non cinque anni, ma solo uno, fino al 20 ottobre 2020, al fine di allineare il mandato presidenziale con quello dei due componenti che scadono in quella data. Poi andrà fatto un nuovo bando per tutta la terna.
Il favorito, corre voce è Giuseppe La Rana, direttore dell’associazione di imprese Assovasto, sostenuto dalla Lega. E con lui Ricardo Chiavaroli, ex consigliere regionale di Forza Italia, con un passato da radicale, che ha poi aderito, da oltre un anno alla Lega, e nominato a maggio scorso vice-commissario dei salviniani di Pescara.
In corsa anche i consiglieri in carica Gentile e Rdidolfi, e poi Goffredo De Carolis, il primo presidente del Corecom Abruzzo dal 2003 al 2005, Clemente D’Annunzio, patrocinante legale in controversie con i gestori telefonici, Roberto Donatelli, operatore turistico dell’Alto Sangro, Antonio Teti, consulente in comunicazioni istituzionale e docente di data science e information tecnology, Mariantonio Durantini, esperto in comunicazione, Antonio De Panfilis, giornalista e addetto stampa di vari organismi istituzionali, Antonella Luciani, dirigente d’azienda, Emiliano Di Genova, ex membro dello staff tecnico del parlamentare Udc Rocco Buttiglione dal 2003 al 2005, Dario Recubini, responsabile comunicazione Ferrovie dello Stato per le relazioni con i media in Abruzzo, Marche e Molise, Gaetano Di Tommaso, ex coordinatore dell’Ufficio legale regionale di una organizzazione a tutela dei consumatori, Dalila Di Loreto, mediatore e conciliatore.





