L’AQUILA – Le coppie fidanzate dopo il sisma del 6 aprile 2009 che hanno ricevuto un alloggio del progetto C.a.s.e. e che, dopo un certo periodo, si sono separate, hanno diritto ad avere un alloggio distinto, senza dover tornare nella casa d’origine.

È questo un importante risultato per la popolazione aquilana, ottenuto dagli avvocati Maurizio Cora e Paolo Baiocchetti davanti al Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo, sede dell’Aquila.

La vicenda ha inizio subito dopo il terremoto, quando la coppia, lasciate le rispettive case familiari, ha deciso di andare a convivere, ottenendo di diritto un alloggio antisismico. Tutto è filato liscio fino a quando i due non si sono separati. All’uomo è stato dato un altro appartamento, alla donna no: la dimora dei genitori era agibile e lei avrebbe dovuto tornare a vivere lì.

Presentato un esposto al Tar, però, i legali sono riusciti a farle avere un nuovo alloggio.

“I giudici amministrativi hanno stabilito che, qualora una coppia di fatto abbia iniziato a coabitare in una casa privata dopo il terremoto, risultando in seguito assegnataria di una casa del progetto C.a.s.e. – spiega Baiocchetti – entrambi i membri della coppia rimarranno assegnatari di due distinti alloggi post-sismici, parametrati alla nuova situazione di avvenuta formazione di due nuclei monoparentali”.

“In questo modo sono riuscito a scalfire il dogma per l’assegnazione delle C.a.s.e. che prende in considerazione la data del 6 aprile 2009 – aggiunge – Da ora anche coppie non conviventi alla data del sisma ma risultate assegnatarie di un alloggio post-sismico dopo il terremoto, poiché provenienti da due distinte case inagibili, possono continuare a vivere all’interno di abitazioni post-sismiche”.

LA SENTENZA