L’AQUILA – In ritardo rispetto ad altre regioni, l’Abruzzo è ancora alle prese con la conta dei danni per l’ottenimento dello stato di emergenza, indispensabile per lo stanziamento delle risorse, per la violenta ondata di maltempo che ha colpito Marsica e Valle Roveto, in provincia dell’Aquila, tra il 14 e il 15 ottobre scorsi.

Un’alluvione che è costata la vita a due persone, un uomo e una donna, morti a Tagliacozzo e Civitella Roveto.

La stima esatta dei danni è ancora in fase di definizione: infatti, il Consiglio dei ministri del 6 novembre scorso ha già decretato lo stato di emergenza per il Beneventano, in Campania, colpito dall’alluvione subito dopo, tra il 15 e il 24 ottobre con punte di drammaticità intorno al 20, ma non ancora per l’Abruzzo.

Alla richiesta, deliberata dalla Giunta regionale abruzzese il 19 ottobre, manca un “documento di dettaglio con l’indicazione esatta dei danni causati dal maltempo”, spiega ad AbruzzoWeb il responsabile della Protezione civile regionale, Carlo Giovani.

“Gli uffici stanno completando la raccolta dati dai Comuni interessati, una quindicina in tutto, attraverso la piattaforma informatica- aggiunge – Una volta ultimata, sarà costruito un documento di sintesi da inviare al dipartimento nazionale di Protezione civile, con il quale il Consiglio dei ministri potrà decretare il riconoscimento”.

I ritardi, come rivela Giovani, sono sostanzialmente imputabili alla scarsità di personale dell’ufficio di Protezione civile della Regione.

La stima dei danni, intanto, è cresciuta via via, dagli iniziali 5 milioni di euro per arrivare agli attuali 30. Dato tuttora suscettibile di variazioni, visto che “solo tra qualche giorno, in esito alla ricognizione – spiega Giovani – uscirà il numero reale”.

“In Campania, probabilmente, la situazione era più chiara e la raccolta dati più semplice” aggiunge il dirigente, eppure l’Abruzzo si è dotato di un sistema informatizzato che dovrebbe facilitare la conta dei danni. Piattaforma, tra l’altro, già collaudata in occasione degli eventi franosi del marzo scorso.

Di certo, gli uffici regionali sono subissati. “Ci si sono accavallate diverse emergenze – sottolinea il responsabile- siamo impegnati su tre fronti: la rendicontazione dell’emergenza causata dagli eventi alluvionali che nel novembre 2013 hanno colpito la fascia costiera, quella dei danni causati dal dissesto idrogeologico che ha comportato l’interruzione della viabilità su molte strade a marzo di quest’anno e, infine, l’ondata di maltempo in Marsica”.

“Se dovesse accadere un altro evento – chiosa il dirigente – andremmo in tilt totale!”.

Quasi tutti ultimati, intanto, gli interventi che si sono resi necessari dopo gli eventi del 2013, per i quali sono stati stanziati 15 milioni di euro, compresi i rimborsi spese ai Comuni. Sono 29 i milioni impegnati per gli eventi franosi di marzo, di cui 16 già spesi dai Comuni per interventi di somma urgenza. Per quella calamità è stato da poco prorogato lo stato di emergenza che affida allo stesso Giovani i poteri commissariali.