L’AQUILA – “La rete dei consultori abruzzesi è in gravissima difficoltà, con risorse sempre più ridotte e frammentate. Per questo serviva un’azione rapida in vista dell’ultima variazione di bilancio regionale dell’anno”.
È quanto si legge in una nota a margine dell’incontro che si è tenuto questa mattina a Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale all’Aquila, tra una delegazione di consiglieri comunali dell’Aquila – Paolo Romano (L’Aquila Nuova), Simona Giannangeli (L’Aquila Coraggiosa) e Stefania Pezzopane (PD) – e l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, per affrontare l’emergenza relativa al mancato rifinanziamento della Legge Regionale 21/1978 sui consultori familiari in Abruzzo.
Una riunione straordinaria che era stata richiesta ieri nella seduta di Consiglio comunale e prontamente fissata dal presidente del Consiglio comunale Roberto Santangelo. All’incontro erano presenti anche i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci (PD) e Antonietta La Porta (FI), oltre all’assessore regionale al Sociale e presidente del Consiglio comunale dell’Aquila Roberto Santangelo.
“Proprio in questi giorni – viene ricordato nella nota – era scattato l’ultimo allarme da parte della presidente dell’Aied dell’Aquila Alessia Salvemme da noi prontamente raccolto. Siamo convinti che dalla città dell’Aquila debba partire una battaglia che riguarda tutti i consultori Abruzzesi: la Legge 21/1978, una delle norme cardine della nostra regione, va rifinanziata con continuità strutturale”.
“La riunione si è rivelata utile per far emergere la volontà della Regione di assumere impegni non solo sul piano normativo per dare continuità al ruolo territoriale e sociale dei consultori, ma anche su quello della copertura economica, elemento indispensabile per la loro sopravvivenza. Continueremo nel nostro ruolo di pungolo per monitorare la situazione, ben consapevoli che i consultori rappresentano da cinquant’anni un presidio insostituibile di prevenzione, ascolto e sostegno per le donne e per la comunità e che la loro soppressione rappresenterebbe un ulteriore buonuscita nel sistema di prevenzione sanitaria della nostra regione”, concludono i consiglieri comunali.






