CHIETI – “Il consiglio d’amministrazione del consorzio dei rifiuti del Chietino è diventato un ufficio di collocamento per la politica di sottogoverno. È una vergogna davanti alla quale non si può restare in silenzio a guardare”.

Lo sfogo è dell’assessore provinciale dell’Unione di centro Mauro Petrucci, ex sindaco di Ripa Teatina (Chieti) e ora assessore comunale a Ripa, che ieri ha partecipato alla riunione del cda del consorzio dei rifiuti presieduto dal sindaco di Casalincontrada (Chieti) Concetta Di Luzio (Partito democratico) per l’approvazione del bilancio consuntivo e il rinnovo del cda.

Si è trattato di una riunione dal clima arroventato, a causa del fatto che, a stare a quello che dice ad AbruzzoWeb Petrucci, “i sindaci di area centrosinistra sono arrivati con un programma preciso, forti di un accordo precostituito che violava tutte le decisioni prese in passato all’unanimità, come quella di assicurare un posto alla minoranza e due alla maggioranza e quella di eleggere nel cda sindaci che non prenderebbero emolumenti dal consorzio perché la somma non è cumulabile con quella percepita come sindaci e, dunque, di fatto il cda non viene pagato dal consorzio”.

“In un momento in cui i Consigli comunali stanno approvando i loro bilanci facendo salti mortali per trovare una quadratura e non gravare troppo sulle famiglie – continua Petrucci – trovo immorale la decisione di trattare il cda del consorzio rifiuti come un ente di collocamento per consiglieri comunali ed ex sindaci”.

Secondo Petrucci sarebbe accaduto proprio questo quando il gruppetto di sindaci del centrosinistra (escluso il sindaco di Vacri, Antonio D’Aristotele dell’Italia dei valori) ha presentato la candidatura di tre consiglieri comunali di Roccamontepiano, Francavilla e Casacanditella, indicando l’ex sindaco di Roccamontepiano Adamo Carulli come presidente del cda.

“Sono arrivati forti di un accordo precostituito – dice ancora Petrucci – ma hanno fatto finta di improvvisare la presentazione di alcune candidature che non rispettano quanto deciso da tutti in passato. Tra l’altro due dei tre rappresentanti sono espressioni di due comuni, Francavilla e Casacanditella che hanno dato non pochi problemi al consorzio a causa della loro esposizione debitoria”.

A questo punto la discussione si è accesa e sono anche venute fuori le candidature del sindaco di Miglianico, Dino De Marco, membro uscente cda, e dello stesso Petrucci, che qualora eletto non avrebbe preso alcun compenso in quanto assessore.

Il sindaco Di Vacri ha chiesto allora di rinviare la seduta per cercare una soluzione unanime. Ad appoggiarlo sono stati i sindaci di area centrodestra, ma la presidentessa del cda Di Luzio ha accelerato gli avvenimenti.

La fretta della presidentessa ha fatto sì che i sindaci del centrodestra abbandonassero l’assemblea dichiarando che a queste condizioni non avrebbero partecipato al voto e facendo assumere agli altri la responsabilità di un cda monocolore che, “al di là di quelle che potrebbero essere le effettive capacità degli eletti che nessuno discute – conclude Petrucci -, di fatto andrà a gravare con i suoi costi sul bilancio del consorzio”. (ar.ia)