L’AQUILA – La seduta del Consiglio regionale d’Abruzzo è risultata improduttiva visto che l’assemblea, che aveva iniziato in ritardo i lavori nella seduta pomeridiana, non ha approvato provvedimenti.

I lavori sono stati incentrati sulla discussione di interrogazioni e risoluzioni.

I punti all’ordine del giorno sono stati rinviati alla prossima seduta, fissata per martedì prossimo, 5 novembre.

In particolare, il Consiglio ha respinto la risoluzione del Pd per la modifica dei criteri per le nomine dei manager Asl.

Via libera, invece, a una seconda risoluzione che impegna, tra l’altro, la Giunta regionale all’adozione “di direttive e disposizioni attuative di norme nazionali finalizzate a rendere concreta la materia ‘salute e sicurezza sul lavoro’ anche nei programmi di studio e nei cataloghi dell’offerta di tutti i corsi di formazione professionale”.

“Il dibattito è stato di carattere politico e si è incentrato soprattutto sulla sanità – ha spiegato il portavoce del Pdl, Riccardo Chiavaroli – l’esame dei provvedimenti è stato aggiornato alla riunione di martedì prossimo, a cominciare dall’importante legge sul randagismo”.

Intanto Lanfranco Venturoni, capogruppo Pdl, commenta la bocciatura, da parte della maggioranza, sottolineando che sui “criteri per la scelta dei manager delle Asl abruzzesi, il Pd ha dimostrato una volta di più di ignorare lo stato delle cose”.

“Ancora più stupefacente, poi, il riferimento alla Regione Lazio che, in questa materia, non ha ancora provveduto ad applicare i nuovi criteri, cosa che l’Abruzzo ha fatto per prima e da tempo”.

“Dispiace – ha concluso Venturoni – che si voglia speculare politicamente ogni qual volta c’è in discussione un tema attinente la sanità, cercando di sfruttare la legittima attenzione che questo tema sensibile porta con sé. Da parte nostra, però, possiamo affermare con soddisfazione che in riferimento ai criteri per la scelta dei manager l’Abruzzo ha già provveduto da tempo con risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

CHIODI PROPONE COMMISSIONE SU CONGRUITA’ APPALTO CUP

La costituzione di una commissione di approfondimento relativa alla congruità dell’appalto di oltre 60 milioni di euro per l’affidamento dei servizi del Centro unico di prenotazione (Cup) è stata proposta dal presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, rispondendo, nel corso della seduta del Consiglio regionale, a un’interrogazione del consigliere Idv Lucrezio Paolini.

Nel suo intervento, il governatore ha spiegato che “dalle direzioni delle Asl sono arrivate tutte le delucidazioni necessarie sul corretto andamento dell’intero procedimento amministrativo per la realizzazione del Cup regionale”.

“Tutto l’iter risponde ai criteri di legge, così come risponde ai criteri di legge la revoca dell’aggiudicazione operata dal direttore della Asl Lanciano Vasto Chieti in qualità di Asl capofila del procedimento”.

Chiodi ha sottolineato ancora: “Nelle indicazioni pervenutemi dalla Asl capofila risulta evidente il diverso oggetto dell’appalto del Cup Abruzzo rispetto a quello portato avanti dalla Regione Marche, che viene preso a elemento di riferimento dal consigliere regionale. E questo è facilmente deducibile dalla lettura del capitolato di appalto”.

Anche il presidente ha dato il proprio parere favorevole alla commissione di approfondimento “che – ha concluso – dovrà essere presieduta dal consigliere regionale Lucrezio Paolini”.

CARAMANICO (SEL): “UNA CONDOTTA INACCETTABILE”

“Ancora una volta siamo costretti a registrare l’inutilità della riunione del Consiglio regionale e a rammaricarci di fronte all’ennesimo episodio di cattiva amministrazione”.

È quanto sostiene in una nota il consigliere regionale abruzzese di Sel Franco Caramanico a chiusura della seduta del Consiglio regionale.

“Innanzitutto è inaccettabile che la riunione, inizialmente convocata per le 11, sia stata rinviata alle 14.30 per permettere a Chiodi e al suo gruppo di partecipare alla cerimonia per il completamento dell’ultimo tratto del Lotto Zero a Teramo. La comunicazione del rinvio è stata fatta con molto ritardo”.

“Come se non bastasse, nel pomeriggio i lavori sono iniziati ben oltre l’orario stabilito, per concludersi, due ore più tardi, per mancanza del numero legale. Insomma, una giornata per discutere solo di interrogazioni e risoluzioni, nessun progetto di legge è stato esaminato. Una condotta politica inaccettabile per la quale non esistono giustificazioni”.