L’AQUILA – Ancora una giornata poco produttiva in Consiglio regionale, dove per l’ennesima volta sono stati rinviate le discussioni su provvedimenti molto attesi come le norme per il riordino del settore dell’edilizia e sul calendario venatorio.

Via libera, invece, alla legge che blocca la proliferazione di ambulanti abuisivi, mentre è stata rinviato in commissione il disegno di legge a sostegno dei comuni terremotati non inseriti nel cratere sismico. Approvato all’unanimità anche l’ordine del giorno per scongiurare la liquidazione di Abruzzo Engineering (servizio in apertura del giornale)

CONSIGLIO REGIONALE: OK A LEGGE CONTRO AMBULANTI ABUSIVI

L’AQUILA – Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di legge contro l’abusivismo nel settore ambulante: si tratta di una legge che inasprisce le sanzioni dando regole certe al commercio ambulante.

Il provvedimento introduce anche la norma che impone la distruzione della merce sequestrata, se si tratta di abbigliamento. Per quanto riguarda i prodotti alimentari, quelli sequestrati dovranno essere consegnati alle Onlus o associazioni sul territorio.

“Era una legge attesa dalle associazioni di categoria sia quelle grandi sia quelle piccole. – spiega il presidente della Commissione Commercio, Nicola Argirò (Pdl) – Va a normare un settore nel quale si annida il lavoro nero e il mancato pagamento delle tasse e quindi la concorrenza sleale. Le norme sanano insomma un settore nel quale lavorano persone disagiate, tra cui gli immigrati senza possesso di soggiorno sfruttati a volte dalle organizzazioni malavitose”.

Il consiglio regionale ha invece rinviato per l’ennesima volta la legge sull’edilizia, nella quale tra le altre cose c’é la sanatoria per i sottotetti, e le norme sulla caccia. Gli ennesimi rinvii hanno provocato imbarazzo in seno alla maggioranza di centrodestra che ha mostrato l’incapacità di programmare e centrare l’obiettivo.

RINVIATA LA LEGGE PER COMUNI FUORI CRATERE

L’AQUILA – È iniziata sotto il segno delle proteste dei lavoratori di Abruzzo Engineering la davanti l’Emiciclo la giornata in Consiglio regionale, con i dipendenti della società in house giunti nel capoluogo per manifestare contro l’ipotesi di liquidazione del sodalizio in house della Regione. In aula presenti anche numerosi sindaci di comuni colpiti dal terremoto ma non inseriti nel cosiddetto ‘cratere sismico’: una presenza non casuale visto che i consiglieri si sarebbero dovuti esprimere sul progetto di legge a sostegno proprio di quei territori, dei quali non viene fatta menzione in nessuna ordinanza di Protezione civile o del Consiglio dei ministrri.

Il Consiglio regionale ha rinviato in commissione il progetto di legge che prevede misure a sostegno dei 52 comuni fuori dal “cratere” del terremoto che hanno comunque subito danni a causa del sisma del 6 aprile 2009.

Il provvedimento è appoggiato, oltre che dalle opposizioni del centrosinistra, anche dal consigliere regionale del Popolo della libertà Luca Ricciuti, presidente della commissione Territorio.

Il rinvio ha mandato su tutte le furie i consiglieri del Partito democratico.

LA NOTA DEL PD

“Chiodi ignora i disagi dei Comuni fuori cratere” e il Partito democratico abruzzese “risponde con una proposta di Legge”. Lo dice in una nota il gruppo Pd alla Regione, che oggi ha portato in aula la proposta di Legge avente per oggetto “Interventi in favore dei comuni della Regione Abruzzo colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 e non rientrati nell’area del cratere”.

“Questa proposta è pensata per disciplinare interventi a favore di quei Comuni che pur avendo subìto gravi danni a causa del terremoto non rientrano nel cratere e quindi sono stati esclusi da ogni tipo di sostegno nella gestione del post terremoto – dice il Pd – La proposta avanzata dal Pd, frutto di incontri con i sindaci sia di centro destra che di centro sinistra, era rimasta inevasa in commissione, dove giaceva da più di due mesi senza che nessuno prendesse decisioni in merito. Ciò ne ha determinato la richiesta di iscrizione all’ordine del giorno in consiglio regionale. A sostegno della proposta erano presenti in forma ufficiale, indossando la fascia tricolore, circa cinquanta sindaci”.

“La maggioranza – dichiara Camillo D’Alessandro, capogruppo Pd in Consiglio regionale – è venuta in aula senza cognizione di causa alcuna, né idea in merito per risolvere i disagi e problematiche che i sindaci di quei comuni affrontano da 19 mesi or sono. Così, con la nostra iniziativa, li abbiamo costretti a sospendere i lavori del Consiglio per ascoltare i sindaci e di conseguenza a calendarizzare, con carattere d’urgenza, la discussione della Legge in commissione, chiedendo anche che ai lavori fossero autorizzati a prendere parte le rappresentanze dei Comuni e dell’Anci, che ad oggi non erano mai stati neanche convocati. Tutto ciò è vergognoso, Chiodi e la sua maggioranza dimostrano di non essere in grado di governare”.