L’AQUILA – “Se entro il 31 marzo non si approva la legge di riforma sul ciclo idrico integrato, per la gestione dell’acqua in Abruzzo si dovrà andare a gara e quindi c’è il serio rischio di non mantenere l’acqua pubblica”.

Lo ha detto l’assessore regionale al ciclo idrico integrato, Angelo Di Paolo, al termine di una riunione che si è svolta in mattinata presso il gruppo del Pdl alla presenza del coordinatore regionale, Filippo Piccone, e del capogruppo, Lanfranco Venturoni.

Il confronto è stato promosso per trovare l’intesa sulla legge di riforma la cui bozza prevede un unico Ambito territoriale ottimale.

Lo stesso Di Paolo ha annunciato di aver chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno della bozza di riforma che sarà discussa in una seduta del Consiglio regionale convocata per venerdì prossimo.

Nella maggioranza di centrodestra non c’è ancora l’intesa su un unico Ato, con il numero delle società di gestione ancora da chiarire, e tra i contrari all’Ato unico ci sarebbe anche il vicecoordinatore regionale del Pdl, Fabrizio Di Stefano

Approvando la legge la regione potrebbe andare all’affidamento diretto, quindi senza gara, essendo in corso da tempo un’azione per il riequilibrio delle sei società pubbliche di gestione dell’acqua in modo tale che queste ultime si adeguino allo stato “in house”, che tra l’altro prevede il vaglio di ogni operazione da parte dell’ente regionale attraverso l’Ato.