L’AQUILA – Il Consiglio regionale, nella seduta odierna, ha approvato con 16 voti favorevoli e 6 contrari le varianti urbanistiche al contratto di quartiere “Peep-Annunziata” di Giulianova (Teramo), unico punto all’ordine del giorno, rinviato per due volte.
Sul provvedimento prima dell’approvazione c’era stata l’audizione di un tecnico del comune di Giulianova.
Il via libera darà luogo ad un contenzioso alla luce della presa di posizione del presidente della Commissione di vigilanza e consigliere regionale di Fi Mauro Febbo.
“Ho più volte sollecitato, purtroppo inutilmente, un approfondimento della questione – ha spiegato Febbo – a questo punto, però, non posso far altro che rivolgermi alle autorità competenti affinché facciano piena luce sull’iter procedurale. Visionando le planimetrie allegate al provvedimento in votazione – ha sottolineato Febbo – emergono una serie di incongruenze che farebbero pensare a una vera e propria ‘sanatoria’ di opere costruite tra il 2007 e il 2009, che non potevano però essere realizzate perché in violazione del Piano paesistico regionale”.
Febbo ha rimarcato anche il fatto che “sulla delibera di Giunta con cui si adottano le varianti compare il nome dell’Assessore Mario Mazzocca, la firma è del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, mentre la competenza sulla tematica era dell’assessore Donato Di Matteo, che pure era presente alla riunione”.
“Ritengo, quindi, che ci sia stata un po’ di confusione, – conclude Febbo – anche legata alla circostanza che le 5 piantine che ci sono state fornite, sono state elaborate ognuna in scala diversa, impedendo ai Consiglieri di poterle sovrapporre e dunque fare le proprie valutazioni di merito”.
Esprime invece soddisfazione il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro.
“Ricevuto in audizione nella seconda Commissione prima della seduta consiliare – spiega il sindaco – ho ribadito le ragioni che non ostavano all’approvazione, con particolare riguardo all’intervento dei privati prevedendo la delocalizzazione, con il cambio di destinazione d’uso, da turistico-ricettivo a residenziale, degli edifici da realizzare insieme con diminuzione dell’altezza, da 3 a 2 piani, e della volumetria in ragione del 20 per cento, preservando il grande parco dalla cementificazione.
“Si è trattato – rimarca Mastromauro – di quanto richiesto nel 2007 dal comitato di residenti del quartiere, per cui vi fu perfetta convergenza da parte del Comune e della proprietà, che mostro’ grande sensibilità volendo interloquire con l’amministrazione comunale nonostante avesse già il permesso a costruire, e quindi nelle condizioni di poter procedere.
Oggi hanno perso coloro che, penso non amando Giulianova, avrebbero gongolato in caso di voto sfavorevole, condannando così il Comune alla restituzione di 6 milioni di euro al ministero per mancato completamento di quanto previsto nel Contratto di quartiere. Una mazzata per tutti. E mi riferisco – continua il sindaco – a Riccardo Mercante dei 5 Stelle, che, nonostante sia l’unico consigliere regionale di Giulianova, ha fatto di tutto per contrastare l’approvazione, nonchè al consigliere Febbo, il quale, lo ricordo, aveva stoppato l’iter ritenendo assurdamente il progetto una sanatoria a vantaggio di un imprenditore. E pollice verso anche per Paolo Gatti e Mauro Di Dalmazio, che hanno preferito uscire dall’aula al momento del voto”.





