L’AQUILA – Il Consiglio regionale ha respinto in serata, con 12 voti a favore e 14 contrari, una risoluzione sui “punti nascita”, presentata dall’opposizione, in cui si chiedeva al Presidente della Giunta e commissario ad acta della sanità, Luciano D’Alfonso di sospendere gli effetti del decreto dell’11 febbraio scorso che dispone la chiusura dei punti nascita di Sulmona (L’Aquila) Atri (Teramo) Penne (Pescara) e Ortona (Chieti).
Nel pomeriggio una nutrita delegazione dei sindaci dei territori interessati alla misura avevano incontrato il presidente D’Alfonso e i capigruppo, in una pausa dei lavori del consiglio. Polemiche per l’assenza del sindaco di Penne Rocco D’Alfonso e di Ortona, Vincenzo D’ Ottavio. Fuori da palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale, stamani è stato esposto uno striscione che recita “giù le mani dal punto nascita di Atri”.
Dura la reazione del capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri, a seguito della bocciatura della risoluzione.
“Sono state le assenze tra i banchi dell’opposizione a far bocciare il documento con il quale avremmo imposto la sospensione degli effetti del decreto commissariale che determinerà la chiusura dei punti nascita di Atri, Penne, Sulmona Ortona. Ovviamente saranno quelle assenze e la maggioranza consiliare ad assumersi la responsabilità di tale provvedimento nei confronti dei territori interessati e della cittadinanza”.
“Il provvedimento commissariale si basa su dati non reali – ha poi ribadito Sospiri – dati mai aggiornati: in realtà tutte le strutture raggiungono lo standard dei 500 parti l’anno. Nel nostro documento abbiamo chiesto l’impegno del Presidente a procedere a un’analisi approfondita della reale situazione dei punti nascita, sospendendo gli effetti del decreto e piuttosto potenziando il servizio di trasporto per le emergenze neonatali sul territorio regionale. Dalla nostra parte abbiamo avuto anche frange della maggioranza; purtroppo a fermare il documento sono state solo le assenze: 12 i voti a favore del documento, 14 quelli contro”.
Particolarmente battagliero invece il sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli.
“La regione deve tutelare i nostri territori che sono molto particolari dal punto di vista orografico – ha affermato Ranalli -, anche a sostegno delle nostre battaglie in difesa del tribunale e contro il metanodotto Snam c’é la questione dell’orografia”.
A Sulmona nascono circa 300 bambini ma sul dato, come denuncia il sindaco, pesa il fatto “che un disegno preordinato di chiusura portasse al massacro del reparto alla luce di mancati investimenti infrastrutturali e di risorse umane”.





