L’AQUILA – Il Consiglio regionale, riunito a palazzo dell’Emiciclo all’Aquila, ha approvato la modifica a due leggi regionali, una sull’energia e l’altra sulla balneazione.
Il primo progetto di legge approvato modifica la legge regionale 12/2005 su “Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico”.
Il secondo provvedimento cambia invece la normativa in materia di demanio marittimo con finalità turistiche e ricreative.
In particolare, serve per sbloccare le concessioni di balneazione nei Comuni della costa che non hanno piani, in cui la Regione si sostituisce, dando il via libera.
Alla fine del Consiglio, l’ultimo prima delle vacanze pasquali, è cominciata una riunione di maggioranza per fare il punto della situazione.
La prossima seduta del “question time”, è in programma tra due martedì, il 3 maggio.
TERRA A RIALZATI ABRUZZO, NASUTI AL GRUPPO MISTO
All’inizio dei lavori, il presidente del Consiglio, Nazario Pagano, ha comunicato all’assemblea l’insediamento del consigliere Luciano Terra dall’Udc al gruppo di “Rialzati Abruzzo”, del quale ha assunto la carica di capogruppo al posto di Tonino Prospero.
Il consigliere eletto nel Pdl e poi passato a Fli Emilio Nasuti, accostato a Forza del Sud, si è invece insediato nel gruppo misto, in quota maggioranza.
ARGIRO’ E DI DALMAZIO: ”RIDUZIONE INQUINAMENTO LUMINOSO PRIORITA’ REGIONE”
L’AQUILA – “La riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici è da tempo una delle questioni che la Regione ha messo tra le sue priorità, tant’è che già nel marzo del 2005 fu approvata una legge che fissava i requisiti tecnici e le modalità di impiego degli impianti di illuminazione esterna pubblici e privati”.
È quanto afferma il presidente della Quarta commissione del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nicola Argirò (Pdl), a margine dell’approvazione della legge che ha prorogato i termini per l’adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica.
“Una norma – prosegue Argirò – che, oltre a stabilire le caratteristiche tecniche dei nuovi impianti, imponeva di modificare o sostituire quelli esistenti e non rispondenti ai requisiti stabiliti, fissando un termine tra i 3 e i 5 anni”.
“Nei mesi scorsi – aggiunge Argirò – è stata condotta un’indagine conoscitiva sullo stato di attuazione delle legge, da cui è emersa una scarsa conoscenza della normativa del 2005: appena il 22% degli interpellati ha infatti risposto al questionario e solo il 4% ha assunto iniziative nel rispetto di quelle previsioni”.
Secondo il presidente della Quarta commissione sono diverse le ragioni alla base di una così diffusa inapplicazione: a partire dal fatto che le norme sono state approvate a ridosso del cambio di legislatura tra l’amministrazione Pace e quella Del Turco, fino ad arrivare alla mancanza di una adeguata campagna di comunicazione e informazione.
“A ciò – continua l’assessore regionale all’Ambiente Mauro Di Dalmazio – si è aggiunta all’epoca anche la riorganizzazione delle strutture regionali, che ha provocato ulteriore confusione”.
“Senza considerare – sottolinea Di Dalmazio – che in molti casi gli stessi Comuni, oltre a non disporre di risorse finanziarie, hanno dimostrato una scarsa conoscenza della legge che, insieme alla mancanza di un ufficio preposto e di personale qualificato, ha portato alla sostanziale inapplicazione della norma”.
La proroga dei termini, invece, riafferma la valenza dei contenuti della legge del 2005 e prevede anche altre novità.
“Saranno promosse – rimarca Argirò – iniziative di formazione professionale e saranno definiti i criteri per la concessione di contributi per l’adeguamento degli impianti esistenti. Ai Comuni, poi, sarà data la possibilità di avvalersi dell’Arta per la cura degli aspetti tecnico-scientifici”.
Per gli adempimenti a carico dei Comuni, è stato previsto un termine di 10 anni dall’entrata in vigore della legge (quindi al 2015) per l’adeguamento o la sostituzione degli impianti esistenti, mentre entro 9 anni (2014) quelli con popolazione superiore a 3mila abitanti dovranno dotarsi di piani di illuminazione nel rispetto della normativa.
“Abbiamo inoltre esplicitato – conclude Di Dalmazio – la possibilità di utilizzare, anche in ambito stradale, gli apparecchi di illuminazione a led. Anche nelle zone ‘di particolare rispetto’, quelle cioè ad esempio ai confini delle aree protette, è stata disposta una proroga dei termini: al 2014 per la schermatura degli apparecchi altamente inquinanti e al 2015 per l’adattamento o la sostituzione di quelli non rispondenti ai requisiti di legge”.





