L’AQUILA – La maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale d’Abruzzo, nella seduta decisiva all’Aquila che deve approvare il bilancio di previsione, ha i numeri risicati per le assenze dei consiglieri Mario Olivieri di Abruzzo civico, di Donato Di Matteo, assessore del Partito democratico, “malpancisti” venuti spesso ai ferri corti con la loro maggioranza, e per giustificati per motivi di salute degli assessori Marinella Sclocco (Pd) ed Andrea Gerosolimo di Abruzzo Civico.
Di Matteo è poi arrivato, scusandosi per il ritardo, ma nel suo intervento non ha risparmiato critiche alle politiche della sua maggioranza su sviluppo della montagna e sanità, chiedendo anche che venga finalmente approvata la riforma delle Ater.
“C’è qui qualcuno che vuole escludere gli altri”, ha detto senza mezzi termini Di Matteo, rivolgendosi alla sua maggioranza.
Irrintracciabile invece Mario Olivieri, che ha il telefono staccato. Neanche ieri ha partecipato alla seduta di bilancio, ma è stato avvistato alla Villa Comunale, davanti al palazzo dell’Emiciclo.
Una situazione di stallo e difficoltà che ha fatto urlare allo scandalo le opposizioni di centrodestra e del Movimento 5 Stelle, che accusano la maggioranza di giocare a fare “melina”, ed anzi “ostruzionismo a se stessa” per prendere tempo, in attesa dell’arrivo dei consiglieri desaparecidos.
Non a caso, accusano le opposizioni, il presidente della regione Luciano D’Alfonso, dopo che la seduta è cominciata con un’ora di ritardo, ha preso la parola e ha tenuto un discorso fiume di oltre un’ora.
La seduta dovrà concludersi entro la mezzanotte, con tempi contingentati che renderanno vani i tentativi di ostruzionismo vero da parte dell’opposizione, in particolare del Movimento 5 Stelle, che ha pronti 400 emendamenti e riproporrà con forza l’inserimento nel bilancio delle risorse necessarie per la sperimentazione del reddito minimo di cittadinanza.
Una manovra, quella arrivata in aula, da 6,2 miliardi di euro con molte voci in diminuzione rispetto all’anno precedente e con la zavorra dei 51 milioni di euro per coprire il disavanzo accertato di 770 milioni di euro.
Esborso che sarà ripetuto ogni anno fino al 2025.
Mentre si ripetono gli interventi, le opposizioni con note al vetriolo attaccano anche su altri numeri rispetto alle cifre del bilancio. Quelli della maggioranza, che potrebbe avere serie difficoltà a raggiungere quota 16, e a cui potrebbe aggiungersi il voto di Giorgio D’Ignazio del Nuovo centro destra, che ieri ha garantito per tutto il numero legale al centrosinistra. Con grande rabbia del centro destra.
“In momento così cruciale la maggioranza di centrosinistra conferma ancora una volta enormi problemi di coesione interna – tuona Mauro Febbo di Forza Italia -. Il Consiglio regionale odierno, che dovrà procedere all’approvazione del bilancio della Regione Abruzzo, era stato convocato inizialmente per le 10.30 ma a causa delle numerose assenze tra i banchi del centrosinistra si è tentato di ritardare l’inizio dei lavori che hanno preso il via solo alle 11.20. Restano però ben quattro le defezioni tra i consiglieri di maggioranza e neanche con l’aiuto di D’Ignazio potrà essere garantito il numero legale”.
Febbo sottolinea poi come “la relazione introduttiva dell’assessore regionale Silvio Paolucci sia stata un mero esercizio ragionieristico, privo di qualsiasi riferimento agli strumenti di sviluppo per l’economia abruzzese. Paolucci si è attenuto esclusivamente a spiegare il documento dal punto di vista contabile, senza fornire nessun contributo concreto e ha ricalcato lo stesso intervento fatto ieri in tema di disavanzo, quindi il nulla su indirizzo e sviluppo economico.
Poi è stata la volta del presidente D’Alfonso che normalmente interviene a chiudere il dibattito e che si è esibito nel solito chilometrico intervento, nel tentativo di guadagnare tempo e permettere di ricucire gli strappi interni alla maggioranza recuperando i numeri necessari, ma oggi l’impresa sembra alquanto insidiosa. Anche lui ha fatto una elencazione del nulla che peraltro non trova riscontro negli atti amministrativi programmatici. Abbiamo anche intravisto la prenotazione di altri Consiglieri regionali di maggioranza che ieri e non solo sono stati silenti, ma ora devono fare da ciambella di salvataggio a una maggioranza che affonda e purtroppo trascina con essa gli abruzzesi, in attesa del ‘salvatore'”.
Polemiche anche da parte del Movimento 5 Stelle.
“Per la prima volta in regione Abruzzo la maggioranza fa “ostruzionismo a se stessa” – affermano in una nota i grillini -. Infatti, non avendo i numeri sufficienti per approvare il bilancio in Consiglio regionale, stante l’assenza degli assessori Di Matteo, Gerosolimo, Sclocco e del consigliere Olivieri, il presidente e superstiti consiglieri di maggioranza si districano in interventi lunghissimi, nei quali gli stessi concetti vengono ribaditi ancora ed ancora in un vortice ridondante. Spicca il disperato tentativo di prendere tempo del presidente D’Alfonso, che ha parlato per oltre un’ora, con il solo scopo di aspettare che arrivino altri consiglieri a dar man forte ad una maggioranza che ormai fatica anche a svolgere lavori ordinari”.
An netto di queste polemiche, l’assessore al bilancio, Silvio Paolucci, ha illustrato oggi il bilancio di previsione della regione Abruzzo 2017-2019 che il consiglio regionale si prepara ad approvare nelle prossime ore.
osservando prima di tutto che “il bilancio che ci apprestiamo ad approvare rappresenta un ulteriore piccolo passo verso il risanamento e l’armonizzazione dei sistemi contabili. E’ stato costruito con un’impostazione ancor più severa di quella dello scorso anno anche se sfruttando tutti i margini operativi che il legislatore ci assegna e coprendo le principali esigenze nei programmi dei trasporti e del sociale”.
“Le criticità emerse – ha aggiunto Paolucci – non imputabili a questa Amministrazione, non permettono ancora oggi di avere certezza sul disavanzo da ammortizzare. Con grande senso di responsabilità abbiamo, da un lato, accantonato oltre 60 mln di euro e, dall’altro, garantito gli stanziamenti per sociale, trasporti e fondi europei per tutte le attività produttive. Una cosa è certa: ci troviamo di fronte ad un bilancio che lascia scarsi margini di manovra e che dovrà necessariamente subire una rivisitazione in occasione dell’approvazione dei rendiconti arretrati. Nel corso dell’anno 2016, tuttavia, sono state poste le basi per un percorso di velocizzazione delle attività di rendicontazione arretrate che, si spera, possa essere conclusa in tempi brevi”.
Entrando ne dettaglio, il totale generale entrate/spese previsto è di 6 miliardi e 268 milioni. Solo il perimetro sanitario e altre spese relative al comparto sanità sono pari ad un importo di 2 miliardi 546 milioni.
Le spese vincolate ammontano a 765 milioni fino ad arrivare ad un valore complessivo di voci obbligatorie di 5 miliardi e 874 milioni.
Escludendo questo importo il bilancio regionale diminuisce a 394 milioni.
Questa voce residua è destinata prioritariamente alle spese di personale pari a 84,2 milioni, al rimborso prestiti, 127,4 milioni, ai contributi ai Comuni per mutui e prestiti per euro 18 milioni, al finanziamento della spesa del consiglio, 24,6 milioni, e solo per Arit, Arta, comunità montane ed altri enti si spendono 6,2 milioni di euro.
La spesa per l’Adsu è pari a 15,3 milioni.
Restano 92 milioni utilizzati in parte per integrazione del fondo nazionale trasporti per 45,2 milioni di euro, fondo politiche sociali per un importo pari a 7,3 milioni e spese per funzionamento parchi sport e cultura.
Con l’avvio a regime della nuova programmazione comunitaria l’Ente ha dovuto prevedere la quota di finanziamento regionale che non ha interessato la passata programmazione.
Si tratta di una somma di 18,2 milioni di euro che certamente costituisce un maggior onere per il bilancio regionale. E’ importante segnalare anche le spese per trasferimenti riguardanti il Masterplan per un importo di 138 milioni di euro.






