L’AQUILA – Le opposizioni di centrosinistra hanno espresso posizioni molto critiche sulle bozze di bilancio e finanziaria in discussione in Consiglio regionale.
L’Udc, con il capogruppo, Antonio Menna, ha annunciato l’astensione “dopo il no al documento di programmazione economico finanziario”, il Pd, con il capogruppo, Camillo D’Alessandro, i comunisti Italiani, con il capogruppo Antonio Saia, e Rifondazione comunista, con il capogruppo, Maurizio Acerbo, che voteranno no, hanno parlato di “misure inadeguate accusando il centrodestra di incapacità amministrativa e politica”.
In particolare, Acerbo ha reso noto che non ritirerà gli emendamenti ostruzionistici “se non sarà approvato un emendamento che cancella, riportando la norma al recente passato quando non erano previste, le deroghe alle aperture domenicali nella grande distribuzione”.
D’Alessandro ha denunciato che nel centrodestra per far quadrare i conti e trovare i numeri per approvare bilancio e finanziaria entro il 31 dicembre “è in atto un mercato di assessorati, Chiodi assente per fare riunioni politiche avrà promesso 10-15 assessori, ma ne ha solo due”.
D’Alessandro, in relazione all’aumento automatico delle tasse per coprire il buco della sanità di 360 milioni di euro, se non sarà approvato il bilancio, ha sottolineato che non scatterà automaticamente nessuna tassa “e quindi Chiodi anche in questa occasione non dice la verità”.
La maggioranza ha difeso le bozze sottolineando che “sono documenti di rigore sulla via del risanamento vista la situazione ereditata, sia come debito strutturale che come debito sanitario”.
La discussione è ancora in atto.






