PESCARA – Scintille oggi a Pescara per la seduta del Consiglio regionale d’Abruzzo, che era convocato alle 11 e si è aperto con l’assenza di Luciano D’Alfonso.
Il presidente della Giunta è arrivato trafelato con tre quarti d’ora di ritardo, sollevando le proteste del centrodestra.
È stato in particolare il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo a protestare, chiedendo che “si svegli prima il presidente, eravamo convocati alle 11. Si alzi prima dal letto, sennò fa ritardo, e gli fanno le multe”, riferimento alle ammende beccate dal governatore e dai suoi autisti per eccesso di velocità su cui si è scatenata la polemica politica.
A quel punto il consigliere regionale del Partito democratico e sottosegretario alla Presidenza, Camillo D’Alessandro, dagli spalti opposti, ha iniziato a protestare e Febbo gli ha risposto: “Se fa ritardo gli diamo l’elicottero”.
D’Alessandro ha ironicamente risposto al consigliere di centrodestra “sì, quello di Forza Italia, quello del tuo partito”, commentando le polemiche degli ultimi giorni con il ‘prestito’ dell’elicottero a D’Alfonso per raggiungere Isola del Gran Sasso (Teramo), mezzo che sarebbe stato prestato al presidente da un dirigente di Forza Italia.
Tutto questo mentre era in atto la manifestazione dei sindaci del comprensorio di Guardiagrele (Chieti) per contestare l’ipotizzata chiusura del reparto di Psichiatria dell’ospedale.
“Siamo qui con altri sindaci e cittadini – ha detto il sindaco di Guardiagrele, Sandro Salvi – per chiedere di non chiudere il reparto e non istituire la ex Opg, oggi Residenza esecuzione misure di sicurezza (Rems), che significherebbe chiudere l’ospedale”.
“Con la nostra protesta vogliamo che la delibera approvata in Consiglio comunale – ha aggiunto il primo cittadino guardiese – venga sottoposta al presidente D’Alfonso e all’assessore alla Sanità Silvio Paolucci“.
Appena aperta la seduta il presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio, ha subito sospeso i lavori e concesso alla delegazione di incontrare, alla sua presenza, D’Alfonso e Paolucci.
All’incontro hanno partecipato anche gli amministratori di San Martino sulla Marrucina, Casalincontrada, Rapino, Fara Filiorum Petri, Roccamontepiano, Filetto, Poggiofiorito, Vacri.
“Abbiamo ascoltato le istanze degli amministratori dell’area guardiese – ha poi riferito Paolucci – che incontreremo in un tavolo di lavoro per discutere delle problematiche che ci sono state poste. Non è vero che la Regione ha fatto muro, l’incontro di oggi lo dimostra”.
Il sindaco Salvi ha concluso spiegando di aver “chiesto al presidente e all’assessore di ritirare la Delibera 106 perché l’istituzione della Rems prevedrebbe per legge spostamento di Psichiatria e chiusura di altri reparti. Ora l’istituzione di un tavolo fra le parti rappresenta un primo passo per la risoluzione del problema”.
A freddo ancora D’Alessandro ha commentato a proposito delle magliette ironiche sulla chiusura dei punti nascita indossate oggi dai consiglieri di Forza Italia in Consiglio regionale, tra cui lo stesso Febbo.
“Accade anche in politica che i carnefici diventino difensori delle vittime, appare meno credibile quando le presunte vittime si affidano ai carnefici – ha detto – Nel merito dello show di Febbo in Consiglio regionale mi chiedo: dove è stato durante il lungo periodo di commissariamento in cui Gianni Chiodi, contro e sopra la testa di Guardiagrele, senza concordare nulla con i territori, ha moltiplicato atti commissariali, puntualmente oggetto di impugnativa al Tar e puntualmente bocciati, a tal punto che è stato necessario un provvedimento legislativo nazionale per fare salve le decisioni del commissario Chiodi”.
“Chiaramente allora Febbo non c’era, e forse invece di indossare magliette di protesta a volte è meglio mettere la maschera”, ha concluso.





