L’AQUILA – Non passa oramai giorno che non esplode una polemica nella maggioranza di centrodestra in Regione Abruzzo, intorno alle nomine. Episodi che sono destinati ad influenzare la seduta del Consiglio regionale del prossimo 27 dicembre che vede come all’ordine del giorno il provvedimento più importante dell’ente, il bilancio.
Dopo il caso Gatti, questa volta il fronte caldo, è la poltrona da direttore degli Affari legislativi del Consiglio regionale, lasciata libera dalla storica dirigente, l’aquilana Giovanna Colangelo, andata in pensione ad inizio dicembre.
Nei giorni scorsi, l’Ufficio di presidenza presieduto dal presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, ha nominato al suo posto il pescarese Giovanni Giardino, dirigente del Servizio amministrativo di supporto Autorità Indipendenti. Ancora una volta, questo il (solito) problema, la decisione, secondo i bene informati, avrebbe scompaginato i piani della Lega, azionista di maggioranza della coalizione, e di parte di Forza Italia e Fdi: infatti, l’ambito incarico sarebbe stato “promesso” all’aquilana Francesca Di Muro, dirigente Servizio Legislativo, Qualità della legislazione e Studi, proseguendo nella tradizione che vuole fin dalla fondazione delle Regioni, 50 anni fa, la presenza ai vertici dirigenziali di dirigenti del capoluogo di regione.
Questa volta, stando ancora ai bene informati, la regia sarebbe stata del presidente del Consiglio Sospiri, uomo forte della maggioranza insieme al governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, partito nel quale si appresterebbe a confluire lo stesso Sospiri, un asse che dopo 10 mesi di consigliatura, ha fatto le scelte più importanti.
A votare a favore di Giardino, con una inedita convergenza, il pescarese Sospiri e il vice presidente dell’ufficio di presidenza Domenico Pettinari, del Movimento 5 Stelle anche lui pescarase, mentre il vicepresidente vicario, il consigliere di Azione politica e di maggioranza l’aquilano Roberto Santangelo, era assente per impegni istituzionali. In riferimento a quest’ultimo, favorevole alla Di Muro, i rumors avrebbero fatto emergere la circostanza che sarebbe stato rassicurato dello spostamento della riunione per favorire la sua presenza. Il teramano Dino Pepe, del Pd, segretario dell’Ufficio, si è astenuto.
A quel punto, la Lega non coordinata nelle azioni interne, rappresentata dal consigliere regionale di Vasto Sabrina Bocchino, a risultato acquisito ha votato per Giardino, nonostante i vertici non avessero fatto mistero del gradimento nei confonti della Di Muro.
Ma l’ufficio di presidenza, potrebbe tornare ad occuparsi della stessa vicenda: Giardino, dirigente molto stimato, da quanto si apprende, infatti, è in partenza per prendere servizio al Tar, un epilogo che fa riflettere sulla decisione adottata vista la possibile, breve, permanenza al vertice.
Comunque, se la partenza dovesse essere confermata, potrebbe riaffermarsi l’ipotesi Di Muro. Al di là di quanto accadrà, Sospiri, pur gestendo in maniera ritenuta positiva ed efficace l’Assemblea regionale, è entrato lo stesso ancora una volta nell’occhio del ciclone. Come accaduto in questi giorni bollenti di sessione dedicata al bilancio, e, assieme al presidente Marsilio, per il caso della designazione dell’avvocato teramano Paolo Gatti, ex consigliere e assessore regionale Fi, a giudice non togato della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, incarico retribuito con circa un milione di euro lordo, per cinque anni, a spese della Regione.
Decisione che ha mandato su tutte le furie la Lega, con in testa il segretario regionale, il deputato aquilano Luigi D’Eramo e parte di Forza Italia, a partire dal coordinatore regionale, il senatore pescarese Nazario Pagano.
Sulla designazione, in un clima di polemiche, si sono pronunciati tra le polemiche gli uffici con un parere firmato proprio da Giardino, sulla correttezza della designazione inviata da Sospiri a Roma alla Corte dei Conti e alla Presidenza della Repubblica, che hanno il potere di ufficializzare la scelta. (f.t.)





