L’AQUILA – “Una nuova occasione persa da parte dell’attuale maggioranza per aprire una seria riflessione sul problema della sanità in Abruzzo”.

Questo è il primo commento del Capogruppo di Futuro e libertà in Consiglio regionale Berardo Rabbuffo subito dopo la discussione in aula della mozione sulla sanità presentata dal “Nuovo Polo per l’Abruzzo”, che comprende i gruppi di Fli, Udc e Api.

Infatti, questa mattina il Consiglio regionale ha bocciato la mozione con 19 voti contrari e 17 favorevoli.

“Credo – rileva Rabbufo – che il Pdl non abbia compreso, o non abbia voluto comprendere, il vero problema che ci ha spinti a presentare questo documento politico, ovvero quello di aprire un confronto di responsabilità tra le forze politiche per superare la fase di stallo nella quale il Commissario ad acta Chiodi e l’intera Regione sono piombati in seguito alle ultime sentenze del Tar. Noi siamo convinti che, unitamente al taglio della spesa finalizzata al rientro dei debiti sanitari, l’azione si debba concentrare soprattutto sulla rimodulazione e riorganizzazione del sistema sanitario al fine di poter garantire il miglior servizio per ogni cittadino, ispirandosi ai principi efficienza e di appropriatezza degli interventi. Questa azione, che dovrebbe quindi modificare nel cuore l’attuale sistema sanitario, dovrebbe venire fuori da un confronto responsabile e maturo in seno al Consiglio regionale nel quale sono rappresentate non solo le varie forze politiche, ma anche tutti i cittadini abruzzesi e non attraverso una delibera del Commissario assunta all’interno del suo studio”.

“E di questo avviso sono, peraltro, la Corte Costituzionale e il Tar i quali tribunali – rimarca il capogruppo di Fli – hanno più volte escluso che possano conferirsi ‘poteri di tipo legislativo a un soggetto che sia stato nominato Commissario del Governo’ essendo l’adozione di leggi regionali un ‘potere proprio del solo organo rappresentativo della regione’ poiche’ risulta evidente ‘il divieto costituzionale di affidare ad un diverso organo gli eccezionali poteri di natura legislativa del Consiglio dei Ministri’. E sulla base di questi principi che il Tar ha dovuto sospendere l’efficacia di alcuni provvedimenti del Commissario Chiodi, in quanto la deliberazione 5 agosto 2010, n.45 del Commissario ad acta modifica esattamente la legge regionale n.5/2008 e adotta un nuovo assetto, anche strutturale, del sistema sanitario locale. Invece, come si è potuto comprendere dalle parole del Capogruppo del Pdl, la maggioranza attende un intervento dall’alto ovvero l’emanazione da parte del governo di un decreto legge che dovrebbe meglio definire i poteri propri del Commissario, che fu annunciato come imminente due settimane fa in occasione dello scorso Consiglio straordinario sulla sanità, e che ancora oggi non è arrivato. Stante la natura costituzionale del problema, temiamo invece che l’intervento del Governo sia non efficace ed idoneo per superare definitivamente l’ostacolo”.

“Per questi motivi – conclude Rabbuffo – ritengo che oggi è stata una nuova occasione persa non solo per questa maggioranza ma per l’intero Abruzzo, in quanto l’atteggiamento che è emerso e’ quello continuare un percorso non corretto sotto il profilo della legalità e che esclude il giusto confronto, anche se il confronto risicato dei numeri, forse, dovrebbe portare ad una seria riflessione”.