L’AQUILA – Nel dibattito in Consiglio regionale, riunito ieri all’Aquila, nessuno ha affrontato il tema del referendum sulla giustizia che anche in Abruzzo ha fatto registrare la vittoria del No.

A lanciare la polemica è stato il consigliere regionale del Pd Sandro Mariani, presidente della commissione di vigilanza, il quale è stato protagonista di un botta e risposta con il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Fi, il quale in un quotidiano locale ha annunciato che si dimetterà da presidente per fare l’assessore. In conseguenza delle dimissioni e il presenza del rimpasto innescato dai tre posti in Giunta in più per via della legge nazionale, la presidenza sarebbe assunta dall’attuale assessore alla Cultura Roberto Santangelo. Al posto di Sospiri in Consiglio entrerebbe come surrogato il primo dei non eletti Paolo Cilli, vice sindaco di Montesilvano (Pescara). (Qui il link)

“Il Consiglio sta affrontando cose importanti ma vorrei lo stesso rivolgere un appello alla chiarezza visto che ho letto che il presidente Sospiri presenterà le dimissioni per fare l’assessore. Mi dispiacerebbe non avere più Sospiri per il prosieguo delle attività però mi piacerebbe sapere il significato di quelle parole: ci sono ragioni politiche o ci saranno cambiamenti epocali?”.

Pronta la risposta di Sospiri: “Sono molto legato al collega Cilli che entrerà al mio posto, ci rimetto più io che lei che peraltro non mi ha votato. Però ora possiamo parlare del piano sulòla famiglia?”.

“Lei sa che non la ho votata per suoi errori – ha replicato Mariani – e gli errori si fanno in buona fede”.

Mariani, sul referendum, a margine della seduta, ha spiegato: “Sono soddisfatto per il risultato, mi auguro che ora venga messo lo stesso impegno messo per risolvere il caro vita che le famiglie stanno subendo e le liste di attesa. Tradotto , diritto alla salute e diritto a crescere i nostri figli”. E a livello locale? “Credevo che le annunciate dismissioni di Sospiri non fossero casuali ma introducono un discorso sul risultato del referendum”.