L’AQUILA – Un congresso a dicembre, gli altri cinque a gennaio. È questa la decisione del segretario nazionale del Popolo della libertà, Angelino Alfano, sulla situazione abruzzese.

Si parte domenica 18 con Avezzano (L’Aquila), tutti gli altri si faranno nel 2012, compreso quello di Chieti, inizialmente convocato contestualmente all’assemblea marsicana. Per consentire, però, la presenza a entrambi gli appuntamenti al coordinatore regionale, Filippo Piccone, e al suo vice e collega senatore, Fabrizio Di Stefano, i tesserati teatini dovranno aspettare ancora qualche settimana per eleggere il segretario.

La fase congressuale sarà anche un momento di rinnovamento degli attuali vertici, alla luce della circolare sulle incompatibilità diramata dal partito che esclude la possibilità del doppio incarico per sindaci e capigruppo dei comuni capoluogo, presidente e assessori provinciali, presidente del Consiglio e membri della Giunta regionale, nonché dei membri dei consigli di amministrazione di società partecipate dal pubblico.

Segretari e vice dovranno, quindi, essere scelti tra coloro che non si trovano in una di queste condizioni, mentre potranno essere confermati nel loro ruolo i parlamentari.

L’AQUILA (uscenti: segretario Gianfranco Giuliante, vice Paola Pelino)

All’Aquila non potrà cercare il bis Gianfranco Giuliante, assessore regionale alla Protezione civile. Fuori gioco anche l’amministratore provinciale con delega alla Viabilità Guido Liris e il vice presidente della Gran Sasso Acqua, Salvatore Santangelo, anche se per queste due tipologie sono consentite delle deroghe a cura del segretario nazionale, visto che sono in discussione in Parlamento provvedimenti che riguardano i ruoli di assessore provinciale e consiglieri delle aziende pubbliche.

Sull’altro fronte avanza il nome di Carla Mannetti, direttore ai Trasporti della Regione Abruzzo, referente della corrente “Destra protagonista” guidata dai parlamentari ex Alleanza nazionale Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa, che può contare su un discreto pacchetto di voti e sull’appoggio di alcune realtà della Valle Peligna, dell’Altopiano delle Rocche e dell’Alto Aterno.

Più defilato il consigliere regionale Luca Ricciuti, la cui campagna di adesioni è stata meno consistente di quanto ci si aspettasse.

I giuliantiani dovrebbero, comunque, poter far valere la loro forza, sempre che il gruppo legato all’onorevole Sabatino Aracu mantenga l’accordo di “scaricare” sul nome indicato dal segretario uscente le mille tessere fatte tra Sulmona e dintorni.

AVEZZANO (uscenti: segretario Massimo Verrecchia, vice Emilio Iampieri)

Non dovrebbero esserci problemi per la riconferma del ticket formato da Massimo Verrecchia, capo di gabinetto della Provincia dell’Aquila e braccio destro di Piccone, e dal consigliere regionale Emilio Iampieri.

Le oltre 9 mila tessere raccolte dagli uomini del leader pidiellino non lasciano spazio ad altre velleità, soprattutto dopo l’uscita dal Pdl della fazione di Ezio e Daniela Stati, transitata in Futuro e libertà.

Problemi, semmai, ce ne saranno più avanti perché Piccone continua a sponsorizzare la candidatura a sindaco di Avezzano dell’avvocato Antonio Milo, mentre i “malpancisti” vorrebbero le primarie e non un’investitura diretta.

CHIETI (uscenti: segretario Mauro Febbo, vice Pasquale Di Nardo)

Si tratta dell’unica segreteria che dovrà essere completamente rinnovata per la norma sulle incompatibilità: Mauro Febbo è assessore regionale, il suo vice, Pasquale Di Nardo, è presidente della società di traporto pubblico locale Ferrovia adriatico sangritana.

La convocazione, come detto, era prevista inizialmente per il 18, cosa che ha mandato su tutte le furie il vice presidente della Provincia ed ex sindaco di Fara San Martino, Antonio Tavani, che, appreso che aveva solo 10 giorni per proporre la sua candidatura, o di una persona a lui gradita, ha scritto una lettera infuocata ad Alfano e ha lasciato il partito contestando un’assenza di democrazia interna. Il rinvio della data potrebbe determinare un ripensamento e un rientro nei ranghi.

Prima che emergesse la novità sui doppi incarichi Febbo aveva detto che sarebbe stato il candidato unico alla segreteria, adesso l’unico che sembra si stia muovendo fuori dal blocco che fa riferimento a Di Stefano è il consigliere regionale Emilio Nasuti che, dopo essere transitato per Fli, ha rifatto la tessera con il Pdl, anche se all’Emiciclo siede tra i banchi del gruppo misto.

PESCARA (uscenti provinciale: segretario Lorenzo Sospiri, vice Lino Galante; uscenti Grande città: segretario Andrea Pastore, vice Alfredo Castiglione)

Anche Lorenzo Sospiri cade sotto la mannaia delle incompatibilità, la carica di consigliere regionale gli consentirebbe il bis ma il ruolo di capogruppo Pdl al Comune di Pescara lo condanna: dovrà mollare quest’ultima se vorrà correre di nuovo come coordinatore.

Non così il senatore Andrea Pastore, l’altro uomo al vertice delle due federazioni in cui è divisa la segreteria di Pescara.

Chi, invece, non ci penserebbe due volte a dimettersi per diventare segretario è l’assessore provinciale Angelo D’Ottavio, fidatissimo del vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione.

Castiglione sta tessendo una fitta rete di rapporti con altri big del Pdl, come il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, quello della Provincia, Guerino Testa, e i due consiglieri regionali Federica e Riccardo Chiavaroli.

C’è pure l’ipotesi che proprio i due Chiavaroli potrebbero salire sulle poltrone del coordinamento: Riccardo come provinciale e Federica alla Grande città.

TERAMO (uscenti: segretario Paolo Tancredi, vice Giandonato Morra)

La provincia del governatore, Gianni Chiodi, non dovrebbe conoscere scossoni eclatanti, nonostante le circa 5 mila tessere raccolte dai gasparriani, l’assessore e il consigliere regionale Paolo Gatti ed Emiliano Di Matteo.

Ma la corazzata formata da Chiodi, dal suo collega di Giunta Mauro Di Dalmazio e dal senatore Paolo Tancredi, segretario uscente, ne ha fatte quasi 10 mila.

In caso di accordo potrebbe esserci la conferma di Tancredi e un avvicendamento come vice, visto che l’assessore regionale Giandonato Morra è tra i casi citati nella circolare di Alfano.

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