L’AQUILA – Sindaci, presidenti di provincia e amministratori regionali incompatibili con la carica di segretario provinciale del Popolo della libertà.

Sarebbe questa la norma allo studio dei vertici romani del Pdl che scompaginerebbe molti piani nel partito a livello abruzzese.

In questa situazione di ineleggibilità qualora volessero ripresentarsi, si troverebbero i coordinatori dell’Aquila, di Chieti e di Pescara: rispettivamente Gianfranco Giuliante e Mauro Febbo, assessori regionali, e Lorenzo Sospiri, consigliere all’Emiciclo.

Senza contare altri che, nelle retrovie, stanno lavorando per puntare alla segreteria del proprio territorio di riferimento, come nel caso del vice presidente dell’Esecutivo regionale, il pescarese Alfredo Castiglione.

Nessun veto, al contrario, per un eventuale doppio incarico per i parlamentari, come i senatori Andrea Pastore e Paolo Tancredi, segretari di Pescara-Grande città e Teramo.

Di congressi, in realtà, ancora non se ne parla, anche se gli annunci estivi indicavano come date ipotetiche l’ultima settimana di novembre o la prima di dicembre.

Il coordinatore regionale e senatore del Pdl ha detto ad AbruzzoWeb che ci saranno entro gennaio, ma l’affermazione stride con il fatto che, più o meno nello stesso perdiodo, dovrebbe partire la macchina organizzativa delle primarie, un altro cardine della nuova strategia voluta dal segretario nazionale, Angelino Alfano, per rilanciare l’immagine del partito.

Come il movimento berlusconiano possa gestire due momenti così importanti è un enigma, in particolare in realtà che si troveranno ad affrontare passaggi elettorali molto delicati.

In primavera, infatti, ci saranno le sfide amministrative dell’Aquila, di Montesilvano (Pescara), di Avezzano (L’Aquila) e di Ortona (Chieti), solo per citare alcuni dei centri più importanti, scadenze che interessano cinque delle sei federazioni in cui è diviso il Pdl in Abruzzo.

Sovrapporre congressi e primarie, oltre a ingolfare l’organizzazione del partito, rischierebbe di creare una doppia fase di confronto che rischierebbe di minare l’unità interna, con ripercussioni soprattutto sull’esito delle urne.

Molto più probabile, quindi, che uno dei due capisaldi della “primavera” di Alfano venga sacrificato sull’altare della realpolitik: quasi certamente i congressi che, al momento, sembrano secondari.

A meno che il Pdl non voglia rinunciare a confrontarsi con gli elettori e sperare di trovare nelle stanze di partito i candidati giusti per confermare il governo del centrodestra a Montesilvano, vezzano e Ortona, e cercare di strappare il capoluogo di regione al Partito democratico e ai suoi alleati.