CHIETI – Domenica 5 febbraio parola agli iscritti del Popolo della libertà della provincia di Chieti per il congresso provinciale che si terrà nei locali della Camera di commercio al Foro Boario, padiglione C.

“Abbiamo scelto una location molto grande – spiega il coordinatore provinciale del partito, l’assessore regionale Mauro Febbo – perché confidiamo in una grande partecipazione. Hanno diritto al voto tutti i tesserati, che sono 8.351. E siccome riteniamo che siano tutte ‘tessere vere’ ci aspettiamo un congresso affollato e partecipato”.

Molti i giovani: le adesioni under 30 sono 1.283, la “nonnina” del coordinamento, invece, è nelle mani di un’arzilla e affezionata militante, classe 1913. 

Il Pdl ha avuto tesserati in quasi tutti i comuni della provincia teatina, sono solo cinque quelli dove non ci sono stati iscritti al partito.

L’appuntamento congressuale è stato presentato questa mattina in conferenza stampa da Febbo insieme al vice coordinatore provinciale, Pasquale Di Nardo, e dal vice coordinatore regionale, il senatore Fabrizio Di Stefano.    

Febbo ha spiegato che in base alle recenti norme interne sula incompatibilità non può più presentarsi alla carica di coordinatore provinciale. Né lui, né Di Nardo, né Di Stefano hanno fatto nomi su quanti e quali potrebbero essere i candidati alla carica di coordinatore e vice coordinatore provinciale, anche se almeno un nome continua a girare in questi giorni ed è quello di Lucio Cieri, vice sindaco di Ortona (Chieti). 

“Il congresso – ha detto Di Nardo – segnerà uno spartiacque nella vita del partito che ci consentirà di ridare maggiori linfa e entusiasmo. Sarà un congresso vero, un momento di dialogo e di confronto. E per questo ci darà modo di esaminare anche qualche errore che è stato fatto nel passato o qualche risultato che non è arrivato”.

Per il senatore Di Stefano il congresso servirà a capire quanto cammino è stato fatto sulla via della compenetrazione tra i diversi partiti da cui è nato il Pdl. Partito che, ha detto il senatore, è sorto con il “peccato originale” delle quote assegnate ai partiti fondatori.

“Rivendico con orgoglio il fatto – ha detto il senatore – che in questa provincia siamo riusciti a rompere gli equilibri delle quote perché non possiamo andare avanti continuando a pensare a un partito composto da ex”.

Il congresso sarà, dunque, anche la cartina di tornasole per capire quanto si è andati avanti su questa strada e anche quali saranno le scelte strategiche per il futuro, a partire dalle alleanze, prima fra tutte quella importantissima con l’Udc. Proprio la provincia teatina da questo punto di vista ha fatto segnare grandissimi passi avanti, soprattutto per quanto riguarda l’amministrazione provinciale eletta con un presidente Udc, Enrico Di Giuseppantonio, e una solida alleanza con il Pdl.

Il congresso provinciale, oltre a eleggere coordinatore e vice, eleggerà anche il coordinamento costituito da 30 membri, 15 collegati alla lista del presidente e 15 che saranno votati sulla scheda.

Dopo i congressi provinciali si terranno i congressi cittadini. Fanno eccezione i centri che dovranno andare al voto in primavera. In quelli al di sopra dei 15 mila abitanti, se il centrodestra non è ancora riuscito a individuare il candidato sindaco, si dovrà ricorrere alle primarie. Nella provincia teatina sono solo due: San Salvo, che ha già scelto il candidato sindaco nella persona dell’avvocato Tiziana Magnacca, e Ortona, dove il centrodestra non ha ancora trovato un accordo.

Visto che le consultazioni si terranno dopo il congresso provinciale, c’è ancora qualche giorno di tempo per trovare la quadra su un singolo nome. Altrimenti si metterà in moto la macchina delle primarie.