L’AQUILA – Altre defezioni in Confindustria L’Aquila dopo quella, che ha fatto scalpore, dello scorso marzo del colosso Lfoundry.
Stavolta, secondo quanto appreso da AbruzzoWeb, una serie di aziende di noti imprenditori radicati nel territorio aquilano sarebbe pronta a uscire dall’associazione, in contrasto alle politiche seguite in questi mesi.
Si tratta, in particolare, delle imprese Sodifa e Centro Gas, che si occupando di carburanti, di proprietà dell’imprenditore Dino Di Fabio, e del gruppo Fioravanti, che si occupa di grande distribuzione alimentare.
Non è un caso che, lo scorso maggio, proprio Di Fabio e Maurizio Fioravanti fossero stati tra i cinque dissidenti del Comitato Piccola e media impresa che avevano spedito una lettera di fuoco contro il presidente di Confindustria L’Aquila, Marco Fracassi, e il direttore Carlo Imperatore.
L’invito, per quest’ultimo, era a lasciare gli incarichi in Camera di commercio in quanto non rappresentativo e l’accusa per entrambi i dirigenti era di gestione “verticistica e non condivisa” dell’associazione.
Strali che avevano portato il gruppo di ribelli a polemizzare con lo stesso presidente del Comitato Pmi, Luca Sciotti, peraltro dimissionario.
Le dimissioni poi sono state presentate ma respinte dal Consiglio. Lo scontro pubblico si è sopito ma non, evidentemente, i motivi di contrasto e di qui la mossa cruenta dell’uscita dall’associazione.
Mossa che segue quella della ex Micron, la più grande impresa della provincia con 1.600 dipendenti, che a marzo in una lettera di fuoco ha rivendicato la “sempre maggiore necessità di autonomia di pensiero e di movimento rispetto a come codesta spettabile associazione si è mossa recentemente ai suoi vari livelli”, parola dell’amministratore delegato Sergio Galbiati. (alb.or.)






