L’AQUILA – “La chiusura del pascolo in alcuni territori del Parco d’Abruzzo, non è che l’ultimo dei provvedimenti che ha l’obbiettivo di eliminare gli allevatori dai territori dei parchi come è già avvenuto, con modalità diverse agli agricoltori”.
La polemica, nei giorni di Expo 2015, è del presidente di Confagricoltura Abruzzo, Concezio Gasbarro.
“Iniziamo a pensare che l’esclusione degli allevatori dal territorio delle aree protette per ragioni a noi ignote, determini la presa d’atto di una sconfitta delle istituzioni tutte incapaci di circoscrivere l’operato poco virtuoso di qualche mandriano più o meno locale”, denuncia.
“Questo provvedimento, nei meriti e nel metodo e in aggiunta con il recepimento della disposizione comunitaria che considera ‘aiuti di Stato’ gli indennizzi alle coltivazioni e agli allevamenti per i danni provocati da ‘specie cacciabili’ – rincara – pone di nuovo la questione dell’assedio a cui è sottoposto il comparto agricolo costretto da tempo all’angolo del dialogo partecipativo”.
Confagricoltura L’Aquila si chiede se “quanto si afferma all’Expo di Milano sia in sintonia con questi tremendi assalti contro i produttori agricoli che operano in zone montane e svantaggiate per larga parte sottoposte ai vincoli ambientali”.
“Se denunciamo l’impossibilità di produrre a causa delle devastazioni causate dalla fauna selvatica e dall’impossibilità di avviare gli allevamenti al pascolo, quali prodotti ‘tipici’ arrivano sulle tavole degli italiani?”, si domanda Vinicio Blasetti, presidente della sezione zootecnica di Confagricoltura L’Aquila.
In concomitanza al Consiglio regionale del 5 maggio, Confagricoltura L’Aquila ha chiesto di incontrare il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, l’assessore regionale all’Agricoltura Dino Pepe, il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, il presidente della terza commissione (Agricoltura), Lorenzo Berardinetti, e tutti i consiglieri della Provincia dell’Aquila.
Scopo del summit sarà quello di “sollecitare interventi urgenti sul piano normativo e organizzativo anche attivando il potere di surroga nei confronti dell’inerzia della Provincia dell’Aquila e dei provvedimenti di chiusura dei pascoli”.
Per tale ragione è stato organizzato un presidio davanti alla sede del Consiglio regionale dell’Aquila a partire dalle ore 10 del 5 maggio 2015.



