L’AQUILA – La vicenda del quiz del “concorsone” con la soluzione già scritta, diffuso da un sito web aquilano in merito all’avviso per la selezione di 300 persone da assumere a tempo indeterminato e da destinare alla ricostruzione, finisce sul tavolo del Tar Lazio come elemento aggiuntivo al ricorso già presentato da un gruppo di precari.

I lavoratori chiedono l’annullamento delle prove e per sottolineare i “vizi” che farciscono tutta la storia del bando emesso dal Formez per conto del governo hanno portato a conoscenza i magistrati della “circostanza del tutto singolare e sconcertante” in quanto ritenuta motivo per invalidare le prove.

La sentenza potrebbe arrivare in tempi rapidi, addirittura intorno alla metà di novembre.

Il giallo del quesito uscito dalle stanze del Formez, e diffuso verosimilmente da una talpa interna, per i precari “dimostra inequivocabilmente che i quiz della banca dati sono stati indebitamente conosciuti e diffusi antecedentemente alla pubblicazione ufficiale della stessa sul sito”.

Si fa sempre più ingarbugliata la strada di quella che potrebbe essere una delle ultime mega-infornate negli organici della pubblica amministrazione, sulla quale si sono concentrate le polemiche e la rabbia del personale assunto con contratto a tempo determinato o di collaborazione, circa 600 figure utilizzate a vario titolo nelle ex strutture commissariali, in Regione, province e comuni.

Di queste solo pochi fortunati conquisteranno l’agognato posto fisso, nonostante la riserva di posti del 50% che, però, varrà solo se supereranno la prova preselettiva, un terno a lotto di 70 domande a risposta multipla da compilare in 45 minuti.

Domande che saranno scelte tra i 4 mila quiz pubblicati on line dal Formez senza le soluzioni, che usciranno dal 9 novembre: averle qualche giorno prima potrebbe fare la differenza, da qui la richiesta dei precari di annullare il tutto.

Intanto il Formez ha annunciato una verifica interna per cercare di scovare la “gola profonda” e ha sottolineato che le bozze delle 100 domande per le simulazioni, tra cui quella incriminata, non faranno parte della preselezione, sempre che il Tar non intervenga prima a stoppare il concorso. 

PEZZOPANE: “GRAVE FUORIUSCITA DOCUMENTAZIONE”

“La fuoriscita di una parte della documentazione ufficiale relativa al cosiddetto ‘concorsone’, perché tali sono i test che saranno oggetto della prova preselettiva, costituisce un fatto di inaudita gravità, alla luce del quale riteniamo francamente insufficienti le procedure finora adottate dal Formez, che le gestisce, a tutela della trasparenza e, dunque, della legalità stessa dell’intero sistema delle prove concorsuali”.

Lo afferma, in una nota, la responsabile della ricostruzione del Partito democratico, Stefania Pezzopane.

“Lo stesso Formez, che, ricordo, avrebbe dovuto garantire terzietà e trasparenza più e meglio degli enti locali – prosegue – in un comunicato stampa, parla di ‘mela marcia’ e annuncia un’inchiesta interna, alla luce della quale si riserva di fornire le opportune spiegazioni”.

“È di tutta evidenza – osserva Pezzopane – che questa sbrigativa risposta, al pari delle altre, fumose giustificazioni che ha fornito anche successivamente, non può bastare a placare le ombre che si sono allungate su questo concorso. Una possibilità, forse l’ultima, alla quale guardano migliaia di giovani, non solo aquilani, oltre ai precari che, da anni, lavorano alla ricostruzione. E chi ci dice che non ci siano altre mele marce o che questa mela marcia non abbia diffuso altre notizie riservate?”.

“In fondo questa è venuta fuori solo perché pubblicata su un organo di informazione on line. Sottolineo che il quesito ‘tipo’ reso pubblico, peraltro, non era uno dei migliaia che sono sul sito del Formez, esemplificativi rispetto alla tipologia dei test di concorso, ma era una delle domande specifiche sulla ricostruzione, elaborate solo ed esclusivamente in funzione di questo concorso e, pensate un po’, a tutela dei precari”.

“Il dubbio va estirpato alla radice. Chiedo al Formez pertanto – afferma l’esponente Pd – di sostituire i test oggetto di pubblicazione sul sito ufficiale, di differire, alla luce di quanto accaduto, le date delle prove concorsuali e di prorogare, nel frattempo, i contratti a tempo determinato in scadenza per i ragazzi che lavorano alla ricostruzione e che, in buona fede, stanno studiando sodo, perché in ballo c’è il loro futuro. Il governo deve chiarire, inoltre, cosa pensa di questa inquietante fuga di notizie. Mi auguro non si accontenti della mera ricerca di ‘mele marce’ annunciata dal Formez, ma che adotti provvedimenti adeguati a tutela della trasparenza, della legalità e del buon andamento del concorso. Sull’intera vicenda, infine, chiedo ai parlamentari e ai consiglieri regionali Pd di presentare delle interrogazioni”.