L’AQUILA – Tic tac tic tac con la pubblicazione del bando in Gazzetta Ufficiale, attesa per oggi, sta per suonare la sveglia del “concorsone”, l’attesissima selezione che assumerà 300 dipendenti pubblici a tempo indeterminato.

Di questi come ormai sanno anche i bambini 128 saranno impiegati al Comune dell’Aquila per la ricostruzione, 72 se li spartiranno i Comuni del “cratere”, altri 100 faranno il giro dal ministero delle Infrastrutture finendo a lavorare comunque per almeno una decina d’anni nelle zone terremotate.

Un bando su cui si fionderanno come lupi famelici giovani (e vecchi) senza lavoro provenienti da tutt’Italia, sulla carta anche dall’Europa, che dovranno vedersela con chi alla ricostruzione ha lavorato negli ultimi tre anni.

Ma certo, i famosi “precari”, maxi etichetta che definisce gruppi di lavoratori con le più disparate forme contrattuali e provenienze, inferociti per esser stati semplicemente messi da parte (il 31 dicembre si chiuderà la loro storia) e invitati a misurarsi partendo alla pari con chiunque altro vorrà provare a vincere la prova.

Negli ultimi mesi si è detto e scritto di tutto, dalle riunioni di maggioranza comunale per cercare di orientare le scelte romane al decisionismo inattaccabile del ministero per la Coesione territoriale, che tira sempre dritto.

Proteste, mobilitazioni, contestazioni, anche durante la Perdonanza, oggi si vedranno i risultati con il bando che conterrà modi, tempi, criteri, tutte le verità del “concorsone”.

Tic tac tic tac, il drin è molto molto vicino. (alb.or.)