L’AQUILA – ”Da oggi la protesta non sarà solo dei precari impegnati negli uffici del Comune dell’Aquila, ma di tutti i lavoratori atipici che prestano servizio nei paesi del cratere”.

È questo il messaggio lanciato ieri pomeriggio nel corso di un’assemblea dei precari della ricostruzione che ha affrontato la vicenda del “concorsone” la selezione pubblica che consentirà di assumere 300 persone a tempo indeterminato da assegnare agli enti locali ma che, nel contempo, rischia di lasciare a casa centinaia di professionisti che da tre anni e mezzo lavorano sulle questioni post-sisma.

”Alla nostra assemblea – dicono i precari aquilani – hanno aderito una decina di colleghi di altri Comuni che che facevano anche da portavoce di lavoratori che non sono potuti intervenire. Siamo sicuri che alla prossima assemblea il numero di adesioni crescerà di molto”.

Giovedì pomeriggio è prevista un’altra riunione tra i lavoratori atipici per decidere quali forme di protesta mettere in atto, sempre con l’accordo di tutti. Insomma: l’unione fa la forza.

Il 28 settembre i precari dovrebbero partecipare allo sciopero nazionale dei lavoratori pubblici e al corteo che si svolgerà a Roma. È probabile che sfilerano con alcuni cartelli per spiegare le loro ragioni.

Inoltre si sta programmando uno sciopero a metà ottobre.