L’AQUILA – I precari della ricostruzione sono stati più bravi degli altri nelle prove preselettive del cosiddetto concorsone per l’assunzione di 300 persone da impiegare nel Comune dell’Aquila e del cratere.

È quanto si evince dai dati trasmessi dal Formez, che parlano di una buona performance tra coloro che hanno già lavorato negli uffici della ricostruzione, rispetto agli altri concorrenti, sia in relazione al numero di idonei che al punteggio ottenuto nelle prove.

Sono stati 750 i candidati che hanno dichiarato di poter accedere alla riserva prevista dal bando per chi aveva operato per oltre un anno nel processo di ricostruzione, presentando 2.384 domande, con una effettiva successiva candidatura pari a 2.008 (84 per cento). Il Formez precisa che la documentazione che attesta i requisiti previsti dal bando deve essere ancora consegnata e verificata.

Ogni concorrente ha dunque presentato, mediamente, tre candidature per altrettanti profili.

Il numero di queste candidature risultate idonee sono state 619, con una percentuale di idoneità pari al 31 per cento a fronte di una percentuale del 13 per cento registrata per gli altri concorrenti.

Anche il punteggio medio dei candidati idonei che si sono dichiarati “riservisti” è risultato superiore alla media generale. In tutti i profili concorsuali la quota dei candidati che hanno già operato nella ricostruzione supera significativamente la quota di riserva.

Il numero totale di candidature idonee è pari a 3.179 (56%, 44% donne), con l’ammissione di 179 candidature oltre i 3.000 previsti, per via di molti punteggi ex-aequo.

Rispetto al totale dei candidati risultati idonei, il numero dei precari della ricostruzione è pari al 19,5 per cento.

Le domande di partecipazione sono state 36.726 e ma in 21.564 (58,7%) si sono presentati nel giorno delle prove, una percentuale molto più alta della media nazionale dei concorsi pubblici. (e.m.)