L’AQUILA – Sempre più avvelenato il clima del “Concorsone-gate”, lo scandalo sulla diffusione prematura di un esempio di quiz della maxi selezione da 300 nuovi lavoratori statali prevista per la ricostruzione dell’Aquila, scoop pubblicato su un giornale web del capoluogo, Aquilatv, che ha provocato una sarabanda.

Il fondatore ed editore della testata, Christian De Rosa, ha dato mandato al legale Alessandro Piccinini di soppesare le dichiarazioni rese su Facebook dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, per ravvisare eventuali ipotesi di reato a carico del primo cittadino. Quest’ultimo si mostra sereno: “Mi querelano? Bene, faremo chiarezza”.

“È di fatto il sito di Gianni Chiodi, gestito da una delle sue più strette collaboratrici, la stessa che lo assiste nelle conferenze stampa, l’ultima quella con Barca”, aveva scritto Cialente sulla sua bacheca del social network facendo riferimento alla giornalista Cristina Di Stefano, che fa parte della funzione amministrativa di supporto al presidente della Regione: una lavoratrice come tanti altri che andranno in scadenza di contratto il prossimo 31 dicembre e non avranno proroghe a meno di partecipare al concorsone e vincerlo.

L’avvocato Piccinini sta lavorando al parere sulla lesività di queste affermazioni: qualora fosse positivo si andrebbe verso una possibile querela per diffamazione.

Oltre a rilasciare acri commenti, il sindaco ha anche presentato un esposto alla procura della Repubblica, avviando l’inchiesta che vede indagato per rivelazione di segreti d’ufficio Roberto Petullà, dirigente della Protezione civile, ex coordinatore della Struttura per la gestione dell’emergenza, che prima dello scandalo era distaccato al Dipartimento per lo sviluppo dell’economia territoriale (Diset).

Il ministero per la Coesione territoriale ha indicato lui come “talpa” che ha diffuso il quiz ad Aquilatv, subito sono seguite le dimissioni e l’iscrizione nel registro degli indagati.

“Non è la prima volta che Cialente ci accomuna a Chiodi e non sarebbe un problema – spiega De Rosa – Mi dà invece molto fastidio nel momento in cui il sindaco afferma che la mia testata, la collaboratrice di Gianni Chiodi e lo stesso presidente della Regione hanno costituito un’associazione che non saprei come definire, forse a delinquere, per sabotare il concorso e bloccare la ricostruzione”.

E comunque si sarebbe aspettato “da Cialente la stessa reazione che ha avuto dopo il nostro articolo anche quando l’assessore regionale Gianfranco Giuliante ha fatto notare che oltre 2.300 quiz erano già noti da molto tempo e con tutte le risposte in una banca dati aperta a tutti. Dopo questa rivelazione – l’accusa – il polverone non è stato sollevato”.

In ogni caso, al momento la testata Aquilatv e i suoi collaboratori non sono coinvolti nell’inchiesta. “Abbiamo ricevuto una perquisizione da parte della polizia Postale che è stata molto professionale, poi eventuali responsabilità le accerterà la magistratura”, spiega l’editore.

A posteriori De Rosa ammette che, avendo nel suo giornale una lavoratrice nella ricostruzione e possibile partecipante al “concorsone”, su quello scoop si poteva fare una valutazione d’opportunità diversa.

“Non avendo tutte le risposte ma solo e solamente quella, forse con una valutazione superiore si poteva pensare di farci i cavoli nostri – afferma – La scelta comunque è stata fatta, non in maniera incosciente, anche con il nostro direttore responsabile. Anche lui era d’accordo. Qual era il problema? Lì per lì nessuno”.

Versione confermata appunto dal direttore del giornale online, Giancarlo De Risio.

“Quando arriva una notizia che anticipa il modo in cui viene data la domanda e come sarà la risposta tu lo pubblichi, in buonissima fede, per dare un vantaggio a chi la legge – spiega – E questo senza sapere che ragazzi molto più scaltri avevano già scoperto altri 2.300 quesiti”.

Quanto alle accuse di Cialente, per De Risio “è assurdo lasciar intendere che è un complotto di Chiodi spalleggiato da Aquilatv, non sta né in cielo né in terra. Il presidente si difenderà da solo, ma perché dovrebbe fare una cosa del genere?”.

CIALENTE: ”BENE, FAREMO CHIAREZZA”

“Aspetto la querela, magari sarà l’occasione per fare un po’ di chiarezza su tutto quello che c’è stato di strano, le email e tutto il resto”.

Molto sereno il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dopo aver appreso da AbruzzoWeb la notizia di una possibile querela per diffamazione contro di lui da parte del sito Aquilatv, che ha diffuso in anteprima l’esempio di quiz del “concorsone” per 300 statali.

Cialente ha additato il giornale online come “il sito di Gianni Chiodi” evocando, secondo l’editore Christian De Rosa, lo spettro del complotto. (pi.bi.)